domenica 25 maggio 2008

Gocce nell'oceano



Siamo gocce nell'oceano dell'Universo.

giovedì 22 maggio 2008

Un uomo solo, contro l'oscurità nella terra del sole


Avevo neppure tredici anni. Ero a casa di mia zia, appena tornato da una festa di matrimonio. Dalla tivù, la sigla del telegiornale irruppe ad un orario insolito. Un'edizione straordinaria. L'annuncio di un fatto molto grave. Le immagini di quelle auto distrutte e di quell'autostrada esplosa e riconoscibile soltanto guardando i cartelli segnaletici. Di quell'autostrada sulla quale con i miei genitori e i miei fratelli avevo viaggiato tante volte. Rimasi sbigottito. Capii in poco tempo il significato di quella notizia per la Sicilia e per l'Italia intera. L'indomani, i giornali dedicarono almeno la metà delle pagine complessive a quella durissima, sconvolgente realtà.
Non dimentico le immagini dei funerali, il lunedì successivo. Ero a scuola. Diverse classi tutte riunite nella nostra aula ad assistere in silenzio alle esequie in diretta televisiva. Non dimentico la rabbia della gente, furiosa nei confronti dei politici. Non dimentico il pianto e le commoventi, lucide, fortissime parole di Rosaria Costa, la vedova di Vito Schifani, uno degli uomini della scorta rimasti uccisi: «A nome di tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato, chiedo innanzitutto che venga fatta giustizia, adesso. Rivolgendomi agli uomini della mafia, perché ci sono qua dentro (e non)... ma certamente non cristiani... sappiate che anche per voi c'è possibilità di perdono: io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare...... ma non cambiano!»
Da qualche anno i nomi di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro sono ben visibili sulla stele al margine della carreggiata autostradale, proprio nel punto in cui si consumò la strage di Capaci. In questi sedici anni, i loro nomi sono stati stampati e ristampati sui giornali, sui libri. I loro nomi li troviamo su internet. I loro nomi, ma soprattutto i perché (o i tentativi di trovare i perché) della loro morte, viaggiano attraverso i documentari e le bocche e gli scritti di giornalisti, politici, esperti di tutto il mondo e cittadini comuni che intervengono nei dibattiti sulla mafia e sugli intrecci tra politica e sistemi deviati a livelli nazionale e internazionale. Giovanni Falcone e i suoi collaboratori lavoravano per una Sicilia libera e più bella. E non soltanto per la Sicilia.
Non ho mai avuto modo di conoscerlo direttamente, Giovanni Falcone. Le sue doti migliori e la sua opera mi sono state raccontate da persone più grandi di me. Lo immagino sempre vivo, con la sua umanità e la sua dignità. Penso a come Giovanni Falcone trattava i collaboratori di giustizia: sapeva trarre il meglio dal peggio della natura umana. Il messaggio e il sacrificio suo, di Francesca, di Vito, di Rocco e di Antonio continuano ad illuminare qualcuno che crede ancora in una vita più giusta, in un ideale che è come un raggio rischiarante dall'oscurità di un mondo dominato dalla cultura della prevaricazione, della forza bruta, della morte. Quell'oscurità contro cui Giovanni Falcone lottava, da solo, nella terra del sole.
Massimo Provenza

lunedì 19 maggio 2008

Povera Italia

Napoli insegna.
Oppure no?

domenica 18 maggio 2008

1980. La marcia per lo Zingaro

Sono passati ventotto anni da quella mattina del 18 maggio 1980, allorché una marcia pacifica, composta da circa seimila persone amanti della natura e organizzata da Associazione dei forestali di Sicilia, Club alpino siciliano, Italia Nostra, Wwf, Legambiente e altri enti ambientalisti, partì dal baglio di Scopello per chiedere che venisse istituita una Riserva naturale orientata tra Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo. L'appello venne sottoscritto da giornalisti, uomini di cultura, politici, scienziati, sportivi, magistrati, sindacalisti e da semplici cittadini, e indirizzato alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana. Un appello che non rimase senza risposta: il 6 maggio 1981 con la legge regionale n. 98 venne istituita la Riserva naturale orientata dello Zingaro, la prima in Sicilia.
Nella foto a lato, l'ingresso della Riserva

Inter e Del Piero campioni d'Italia

Come la Juve nel 1997, il Milan nel 1999 e la Lazio nel 2000, i nerazzurri festeggiano con il tricolore il secolo di vita. In questo istante il sito internet del club di via Durini è in tilt. Per oltre un'ora la Roma ha accarezzato il sogno di vincere il suo quarto titolo di Campione d'Italia dopo quelli del 1942, 1983 e 2001. Poi però ci ha pensato Ibra a salvare Morattilandia e ad evitare che il numero 16, pronto a campeggiare sullo scudettone biancorossoverde da esporre al Tardini a fine match e in piazza Duomo a Milano in serata, evaporasse lasciando il posto ad un 4 per via non di un'operazione aritmetica bensì di un sorpasso storico.
Stavolta non è finita come nel 2002 (si ricordi il 5 maggio, non quello di Manzoni...) o come nel 2000 (Juve battuta sotto il diluvio a Perugia) o come nel 1999 (quel Milan di Zaccheroni in rimonta sulla Lazio) o come nel 1973 (Juve vittoriosa all'Olimpico, Lazio sconfitta al San Paolo, Milan distrutto a Verona) o come nel 1967 (tredicesimo scudetto juventino a spese dell'Inter beffata a Mantova). Si possono ricordare tanti altri duelli incastonati nell'archivio delle emozioni della Serie A: quelli tra Juve e Inter nel 1998, tra Juve e Parma nel 1997 e nel 1995, tra Sampdoria e Inter nel 1991, tra Milan e Napoli nel 1990 e nel 1988, tra Inter e Napoli nel 1989, tra Juve e Roma nel 1986, nel 1983 e nel 1981, tra Juve e Fiorentina nel 1982, tra Milan e Perugia (il mitico Perugia di Castagner rimasto imbattuto) nel 1979, tra Juve e Lanerossi Vicenza nel 1978 e Torino nel 1977 e nel 1976. Altri tempi, quelli in cui tra il 1987 e il 1997 passavo pomeriggi domenicali ascoltando le radiocronache delle partite a "Tutto il calcio minuto per minuto". Ancora non c'erano le pay-tv. La meravigliosa voce roca di Sandro Ciotti, il grande Enrico Ameri, l'appuntamento delle 18 e 10 con "Novantesimo Minuto" di Paolo Valenti e la mattina durante la ricreazione con le figurine Panini da scambiare tra i banchi di scuola giocando a "Ce l'ho... Mi manca".
Oggi, mentre ogni impresa giallorossa si è rivelata vana, il Catania si è assicurato la salvezza, per giunta andando a pareggiare. La Fiorentina di Prandelli va in Champions, il Milan deve accontentarsi di giocare la prossima stagione in Coppa Uefa, l'unico trofeo che ancora non è presente nella bacheca rossonera. Il Parma torna in B dopo diciott'anni. La Juventus, oltre al primato dei gol segnati condiviso con la Roma, si gode l'apoteosi nella classifica dei bomber, grazie alla consacrazione del trentatreenne ritrovato Del Piero e alla conferma di Trezeguet. Capocannoniere Del Piero. Chi se l'aspettava? Adesso tutti gli italiani che lo sfottevano per l'uccellino di quello spot di acqua minerale, sarebbero pronti a scommettere su di lui nella speranza di vedere l'Italia di Donadoni trionfare a Vienna. Sempre se il Pinturicchio riesca a mantenere questo stato di grazia anche all'Europeo di Svizzeraustria. Non è facile.
Massimo Provenza

mercoledì 14 maggio 2008

Un incontro ad Alcamo con Marguerite Barankitse

Nel suo Burundi, ha visto e sofferto le più grandi atrocità umane, e da anni si adopera per salvare migliaia di bambini africani. Si chiama Marguerite Barankitse (nella foto a lato). Ha ricevuto per la sua attività diversi riconoscimenti internazionali quali il Prix des Droits de l’Homme del governo francese, il Prix Shalom in Germania, il Premio internazionale per i rifugiati dell’Alto commissariato Onu, e la laurea honoris causa dell’Università di Lovanio e tante altre onorificenze per aver fondato la "Maison Shalom", una struttura che raccoglie oggi 10 mila bambini vittime di guerra e povertà. Anche la Facoltà di Agraria dell'Università di Palermo collabora con lei per realizzare progetti in Burundi, quali un sistema di irrigazione e un caseificio. L'incontro con Marguerite Barankitse, oggi per la prima volta ad Alcamo, mi ha trasmesso serenità e una rinnovata voglia di vivere, al di là delle frasi fatte, dell'ipocrisia e della malvagità che da sempre sono in potenza nell'animo umano ma su cui qualcosa di più forte, che è l'amore per la vita, tende a trionfare. Mi ha colpito in positivo anche la grande emozione con cui uno studente di una delle scuole superiori alcamesi presenti al convegno ha preso la parola nel corso del dibattito per esprimere un proprio pensiero. I giovani hanno bisogno di esempi positivi a cui poter fare riferimento. E' già tanto cominciare con piccoli gesti quotidiani di umiltà, di amore e dedizione per ciò in cui si crede. Non per forza siamo chiamati a compiere imprese eroiche o a realizzare opere faraoniche. Anche Marguerite pensa che la cosa più importante è "fare il bene, anche nel proprio piccolo, ma farlo con amore". Credo anche nell'importanza di valorizzare tutte quelle persone poco conosciute o che non hanno mai ricevuto onorificenze o particolari plausi da parte della società e delle istituzioni per le loro azioni positive, ma che ogni giorno rendono questa vita degna di essere vissuta. Massimo Provenza

lunedì 12 maggio 2008

Prima i motorini, ora i televisori

Non è bastato, qualche anno fa, lanciare scooter giù dalla curva di San Siro. Adesso la frustrazione nerazzurra spinge a lanciare televisori dalla finestra. E' accaduto a Pisa: Materazzi ha fallito il rigore che poteva portare l'Inter alla vittoria tricolore, e in via San Benedetto nella città di Galileo e della torre pendente, con un volo dal secondo piano fino ad esplodere nell'aiuola condominiale, è finita la storia di un tv color 28 pollici. Leggere i notiziari per credere. Un gesto sconsiderato che al fan della Beneamata è costato la denuncia da parte della polizia. Non sappiamo quali altre reazioni analoghe si siano scatenate ieri pomeriggio in altre zone d'Italia a causa degli incredibili, ripetuti "tentativi" dell'Inter di farsi strappare lo scudetto dalla Roma... Già, sembra proprio che la squadra di Mancini ce la stia mettendo tutta per perdere il campionato. Bando alle ciance ironiche, rimane il fatto che i giallorossi di Spalletti stanno realizzando una rimonta dal sapore epico. Ma mentre domenica i nerazzurri giocano a Parma, la Lupa deve fare i conti col Catania al Massimino. Parma e Catania si sfidano a distanza, fino all'ultimo duello, per evitare la retrocessione. Un finale di torneo che più thrilling di così non si può. Gli amanti del calcio-spettacolo e quindi le tv ringraziano (tranne, ovviamente, quella di via San Benedetto a Pisa...).
Massimo Provenza

* * *
Accadde il 12 maggio.
1974 - Referendum sul divorzio: quasi il 60 per cento degli italiani recatisi alle urne vota perché non venga abrogata la legge Fortuna-Baslini del 1970, con la quale venne istituito il divorzio.
1974 - La meravigliosa Lazio di Maestrelli e Chinaglia vince il campionato di calcio di Serie A. E' il primo scudetto nella storia biancoceleste.

venerdì 9 maggio 2008

Duopolio calcistico

E' dal 2003 che in finale di Coppa Italia di calcio c'è una squadra romana. E per il quarto anno consecutivo, a contendersi il trofeo saranno l'Inter e la Roma (che ieri sera ha eliminato il Catania di Zenga), protagoniste quindi non soltanto al vertice del campionato di Serie A. Nel 2003 vinse il Milan (Roma-Milan 1-4 e 2-2), nel 2004 la Lazio (Lazio-Juventus 2-0 e 2-2), nel 2005 l'Inter (Roma-Inter 0-2 e 0-1), nel 2006 di nuovo l'Inter (Roma-Inter 1-1 e 1-3), nel 2007 la Roma (Roma-Inter 6-2 e 1-2). Quest'anno la finale è unica. Si gioca il 24 maggio all'Olimpico di Roma (nella foto).

9 maggio 1978. Peppino Impastato. Aldo Moro

Il 9 maggio 1994 Nelson Mandela divenne il primo presidente sudafricano di colore. In Italia, invece, oggi è la Giornata della memoria delle vittime del terrorismo.
Si ricorda Aldo Moro (nato a Maglie il 23 settembre 1916), il presidente del Consiglio italiano e leader democristiano ucciso 30 anni fa dalle Brigate Rosse che lo sequestrarono trucidandone la scorta il 16 marzo 1978 in via Fani a Roma. Il suo corpo fu ritrovato alle 13,50 del 9 maggio nel bagagliaio di una Renault 4 in via Caetani, a pochi metri dalle rispettive sedi capitoline della Democrazia cristiana e del Partito comunista italiano.
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=40
Si ricorda Peppino Impastato (nato a Cinisi il 5 gennaio 1948), il giornalista e attivista che dai microfoni di Radio Aut, emittente da egli stesso fondata nel 1976, denunciò la mafia. Nella primavera del 1978 si candidò alle elezioni comunali nella lista di Democrazia proletaria. Nella notte tra l'8 e il 9 maggio il suo corpo fu dilaniato da una carica di tritolo sui binari della ferrovia nei pressi di Cinisi.
http://www.peppinoimpastato.com/

mercoledì 7 maggio 2008

La coppa di Ducadam

E' mai esistito un portiere capace di decidere una finale di Coppa dei Campioni parando tutti i tiri conclusivi dal dischetto?



...Andiamo indietro di 22 anni.


Mercoledì 7 maggio 1986 - Siviglia, stadio "Ramon Sanchez Pizjuan"

Coppa dei Campioni - Finale
STEAUA BUCAREST - BARCELONA 2-0 ai calci di rigore
(0-0 dopo i tempi supplementari)

Steaua: Ducadam, Iovan, Belodedici, Bumbescu, Barbulescu, Balint, Balan (72' Iordanescu), Boloni, Majaru, Lacatus, Piturca (113' Radu). All. Jenei.
Barcelona: Urruti, Gerardo, Migueli, Alexanco, Julio Alberto, Victor Munoz, Marcos Alonso, Schuster (85' Moratalla), Pedraza, Archibald (111' Pichi Alonso), Carrasco. All. Venables.
Arbitro: Vautrot (Francia).
Rigori: Majaru (parata), Alexanco (parata), Boloni (parata), Pedraza (parata), Lacatus (rete), Pichi Alonso (parata), Balint (rete) Marcos Alonso (parata).

http://www.youtube.com/watch?v=lY_WxaVnjGg&feature=related

Fu una beffa colossale, per i 60 mila tifosi del Barca accorsi ad assistere a quella finale giocata "in casa". I blaugrana giunsero all'atto conclusivo della competizione superando nei quarti di finale la Juventus: i bianconeri non seppero concretizzare la propria superiorità e si fecero sfuggire la possibilità di avanzare verso il riscatto della precedente, luttuosa finale di Bruxelles. I romeni, appoggiati soltanto da una sparuta minoranza di sostenitori (a quell'epoca il regime comunista di Ceaucescu imponeva forti restrizioni per l'espatrio) ma facendo leva sulla difesa magistralmente orchestrata da Belodedici, sul talento di Lacatus e sui "miracoli" di Ducadam, riuscirono nell'impresa: fu il primo successo di una squadra dell'Est europeo nella competizione, a cui si aggiunse nel 1991 quello della Crvena Zvezda (Stella Rossa) di Belgrado che trionfò a Bari, sempre ai rigori, sull'Olympique Marseille.

sabato 3 maggio 2008

I disastri aerei di Superga e Montagna Longa

In questi giorni vengono commemorati due disastri aerei che funestarono l'Italia e di cui è ancora vivo il ricordo.
Il 4 maggio 1949 alle 17,05 l'aereo che da Lisbona trasportava la squadra di calcio del Grande Torino, con a bordo anche dirigenti e giornalisti al seguito, si schiantò sul terrapieno della basilica di Superga. Nella sciagura perirono i giocatori Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert e gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Levesley, il massaggiatore Ottavio Cortina con i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Andrea Bonaiuti ed Ippolito Civalleri. Non scamparono alla morte neppure tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport), Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo) e Luigi Cavallero (La Stampa) ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi e Antonio Pangrazi.
Il 5 maggio 1972 alle 22,25 la tragedia di Montagna Longa, nei pressi dell'aeroporto palermitano di Punta Raisi: un Douglas DC-8 Alitalia (volo AZ 112) con a bordo 115 persone si sfracellò contro il costone roccioso, e senza lasciare alcun superstite. Tra i periti nella sciagura, l'alcamese Giovanni Cavataio, commerciante ortofrutticolo di 38 anni. Suo figlio Giuseppe, che oggi risiede e lavora a Milano, mi ha contattato nei giorni scorsi: "Come ogni anno, i parenti delle vittime - riferisce Cavataio - si ritroveranno lunedì 5 maggio alle 15 in piazza a Carini di fronte alla chiesa Madre, dove intorno alle 19 si svolgerà una messa in onore dei nostri parenti deceduti nella sciagura. Un gruppo di figli di vittime vi partecipa sempre, tra questi il noto giudice Vittorio Alcamo figlio di Ignazio deceduto nel disastro". A bordo di quell'aereo, oltre al magistrato Ignazio Alcamo, viaggiavano i giornalisti Angela Fais e Alberto Scandone del quotidiano "L'Ora", il regista cinematografico palermitano Franco Indovina, il figlio dell'allenatore della Juventus Cestmir Vycpalek e gente comune, i cui congiunti tuttora si domandano il perché di tale luttuoso evento. Dal 1973 su Montagna Longa è posta una grande croce commemorativa: "Ma la strada per raggiungerla - dice Cavataio - è poco percorribile trattandosi di una mulattiera. Quest'anno la Forestale ha messo a disposizione tre jeep per accompagnare i parenti lassù". Permangono lati oscuri riguardo alle cause che hanno determinato il disastro aereo di Montagna Longa, uno tra i più gravi nella storia dell'aviazione civile italiana, e sul quale è stato creato un sito (http://www.montagnalonga.it/) amministrato da Luciano La Piana, docente di informatica.
Massimo Provenza

Una Giornata dedicata ai giornalisti liberi

Oggi è la Giornata mondiale della Libertà di stampa.

venerdì 2 maggio 2008

Giornalismo, internet e democrazia

Esiste realmente un rapporto conflittuale tra internet e chi fa giornalismo per professione? Può sembrare una domanda cervellotica, soprattutto se viene posta dal sottoscritto, che oltre a collaborare ogni giorno con la redazione di un giornale quotidiano, è l'autore di questo blog e naviga spesso in rete. Il fatto è che mi sono imbattuto in un articolo su http://www.newsitaliapress.it/, intitolato "Il giornalismo italiano incontra quello statunitense - Internet non significa la fine del giornalismo" e relativo alla presentazione del portale web http://www.i-italy.org/ di informazione italo-americana ispirato al modello del citizen journalism, ovvero del giornalismo partecipativo (detto anche "open source"). Nella parte conclusiva del pezzo si affronta un tema cruciale che è quello della "perplessità legata al mondo dell’informazione on-line e al nuovo sistema di fare giornalismo". Oggi, infatti, si parla tanto e anche troppo di questa osannata e presunta democraticità dell'informazione online. Perché presunta? Ecco, ciò che penso io è facilmente spiegato: "Questa ‘democraticità' dell’informazione, sul modello del citizen journalism - prosegue l'articolo - non rischia forse di trasformarsi in una perdita di qualità e di mancanza di garanzie per il fruitore? A questa domanda ha risposto il professor Alberto Marinelli, docente di Teoria e tecniche dei nuovi media, il quale ha spiegato che “Internet amplifica senza dubbio la possibilità per chiunque, anche coloro che non hanno le necessarie competenze, di esprimersi, ma poi è il brand che certifica o meno il valore dell’informazione e questo a prescindere dal mezzo attraverso cui viene fornita. Chi pensasse che ciò significa la fine del giornalismo – ha concluso Marinelli – cadrebbe in un grave errore. E’ proprio l’intermediazione di un operatore professionista, invece, che può garantire la qualità. Ovviamente il lavoro del giornalista si è modificato, così come è mutato quando è nata la televisione, ma parlare di scomparsa o di sostituzione è a mio avviso errato ed infatti ciò non è ancora accaduto”".
In ogni caso, io non smetto di difendere l'autorevolezza della carta stampata (carta riciclata, possibilmente, al servizio dell'intelligenza di chi legge e, comunque, quella per cui lavoro), così come il rispetto della deontologia della professione giornalistica. Insomma, se tante critiche vengono rivolte nei confronti dei giornali ma anche dei telegiornali e radiogiornali, permettetemi di dire che l'informazione online non sempre è oro colato o frutto di un lavoro originale, di cui la democrazia possa arricchirsi degnamente. Anzi. Altro discorso è invece sfruttare al meglio le opportunità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione per fare giornalismo sano e gratificante. L'ideale è attingere informazioni da tutti gli strumenti di cui si dispone: giornali cartacei, libri, televisione, radio, internet sono tra questi. E' molto più democratico un confronto tra i rispettivi contenuti, senza fermarsi a ciò che viene proposto soltanto dal mondo web. Almeno finché il web non avrà assorbito tutti gli altri mezzi di comunicazione e pubblicitari tradizionali.
Massimo Provenza

giovedì 1 maggio 2008

La Giornata dei lavoratori

Auguri a tutti i lavoratori.
Due link utili:
http://http//it.wikipedia.org/wiki/Festa_dei_lavoratori
http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Portella_della_Ginestra

Ayrton Senna, 14 anni dopo

"Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita".
"Non potrai mai cambiare il mondo da solo. Però puoi dare il tuo contributo per cambiarne un pezzetto. Quello che faccio davvero io per la povertà non lo dirò mai. La F1 è ben misera cosa in confronto a questa tragedia".
"Sono un privilegiato, ho sempre avuto una vita molto bella. Ma tutto quello che ho ottenuto dalla vita l’ho guadagnato con l’impegno e il desiderio fortissimo di raggiungere i miei obbiettivi , di vincere, nella vita, non come pilota. Perciò lasciate che vi dica che chiunque voi siate nella vita, sia che siate al livello più basso, o al più alto, dovete avere una grande forza e una grande determinazione e dovete affrontare qualsiasi cosa con grande amore e fede in Dio e un giorno raggiungerete i vostri obbiettivi e avrete successo".

"Non ho idoli. Ammiro il duro lavoro, la dedizione e la competenza".
"Ogni persona ha la sua fede, il suo modo di guardare alla vita. La maggior parte della gente rifiuta temi come questi. Per quanto mi riguarda, l'importante è essere in pace con se stessi. Il modo per trovare questo equilibrio per me passa attraverso la fede in Dio".

"I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti una possibilità".
"Se ho fatto le cose che ho fatto è perchè ho avuto, nella vita, una grande possibilità. Crescere nel modo giusto, vivere bene, godere di una buona salute, imparare molto. E sono stato aiutato, nei momenti giusti, ad andare nella giusta direzione".
"La cosa più importante è essere te stesso, senza permettere a nessuno di ostacolarti, senza essere diverso perchè qualcuno vuole che tu sia diverso. Devi essere te stesso. Molte volte farai degli errori a causa della tua personalità, del carattere o delle interferenze che puoi trovare lungo il cammino. Ma solo così puoi imparare: dai tuoi errori. E' questa la cosa principale: utilizzare gli errori per imparare. Io credo nell'abilità di concentrarsi profondamente, in modo da rendere e progredire ancora di più".
"La vita è troppo breve per avere dei nemici".

Sono alcune frasi del campione di Formula 1 Ayrton Senna (Sao Paulo, 21 marzo 1960 - Bologna, 1 maggio 1994) tratte da http://www.ayrtondasilva.net/
Vedi anche http://it.wikipedia.org/wiki/Ayrton_Senna

domenica 27 aprile 2008

"Arripigghiàmuni"

"Arripigghiàmuni!", direbbe in dialetto siciliano un tifoso del Palermo Calcio in questo momento, mentre nella foto a lato il patron rosanero Maurizio Zamparini sembra, con tipica cadenza friulana, sussurrare al suo fido direttore sportivo Rino Foschi l'equivalente termine "Riprendiamoci!". E visti i risultati, ma soprattutto le molte prestazioni per nulla convincenti offerte dalla squadra panormita nel corso di questa stagione che ormai volge al termine, con tanto di valzer in panchina Colantuono-Guidolin-Colantuono, ci sarà parecchio da lavorare per costruire un organico più attrezzato e capace di esprimere un gioco più divertente o quantomeno concreto. Intanto, l'Inter è quasi giunta al traguardo-scudetto: il contenuto del post pubblicato lo scorso 3 febbraio sta trovando conferma... La festa nerazzurra, guarda caso, potrebbe esserci in occasione del derby della Madonnina. Non si ferma la Juventus di Ranieri che, trascinata dalle "macchine da gol" Del Piero e Trezeguet, crede ancora nella rimonta sulla Roma per agguantare il secondo posto. E sempre in zona Champions, la Fiorentina deve guardarsi alle spalle: il Milan incalza, ma anche la Samp non sembra scherzare, e domenica prossima i viola saranno ospiti del Cagliari di Ballardini, intenzionato a uscire indenne dalla zona ribollente dei bassifondi della classifica.
Massimo Provenza
(Nella foto, Zamparini e Foschi durante un allenamento del Palermo al campo Tenente Onorato di Boccadifalco)

venerdì 18 aprile 2008

Agitazione

Non è facile mantenere la calma, mentre si è travolti dalle onde.

Ma prima o poi, torna la quiete.

martedì 1 aprile 2008

La notizia non è morta. La speranza neppure

"L'industria non fabbrica più il farmaco. Alcamese ammalato rischia di morire". E' il titolo di un mio articolo riportato in prima pagina e pubblicato a pagina 8 sul Giornale di Sicilia di ieri 31 marzo. Pubblico anche su questo blog un sunto di questa vicenda: lo faccio adesso perchè ritengo che si tratti di una storia toccante che non può cadere in oblio, nell'attesa che chi sa dove si trova la soluzione per salvare la vita di questa persona, lo comunichi subito. Già mi hanno contattato ieri stesso e oggi dalla Farmindustria di Roma il cui ufficio stampa ha letto l'articolo, per conoscere meglio tale situazione e per attivarsi in aiuto di Stefano Milito, l'uomo che ha bisogno di questa urgente risposta. Sposato e con due figli, disoccupato, Milito ha 43 anni e soffre di ipertensione arteriosa ma è allergico a tutte le medicine sul mercato, tranne a una che egli ha assunto negli ultimi tre anni e che nel mese di dicembre scorso è stata ritirata dal commercio. E' adesso in produzione un nuovo farmaco con una nuova formula che genera effetti collaterali gravissimi nell'organismo di Milito, il quale li descrive come "vere e proprie torture" che mettono a repentaglio la sua esistenza.
"Da quattro anni - riferisce Stefano Milito - soffro di ipertensione. Per tale motivo assumo diverse categorie di farmaci per abbassare la pressione sanguigna. Purtroppo il mio corpo non tollera alcune sostanze di cui certi farmaci sono composti, com'è dimostrato dall'insorgere di questi effetti collaterali. Così il cerchio - prosegue Milito - si è ristretto a poche categorie di farmaci, e uno di questi è per me di vitale importanza: si tratta della categoria ACE-inibitore, da me assunta con successo negli ultimi tre anni e che ora dalla casa farmaceutica che ne possiede il brevetto non viene più prodotto con la formula che per me va bene, ma con una nuova formula per me mortale". Stefano Milito dichiara di non essere riuscito ancora a trovare una terapia alternativa. Il suo organismo non tollera tutti i tipi di amidi, i cloridrati e i diuretici.
La casa farmaceutica che produce il medicinale in oggetto si è dimostrata molto disponibile e celere nel mettere a disposizione di Milito, su sua richiesta, le scorte del medicinale sino alla fine di quest'anno. Ma la vita di Stefano Milito è appesa a un filo: nel momento in cui, e cioè nel dicembre 2008, tali scorte si esauriranno, per lui sarà la fine. Stefano Milito attende per questo motivo un'urgentissima risposta da parte di tale industria per capire che cosa egli può fare per salvarsi.
"Cerco soltanto aiuto", ribadisce Stefano Milito, riponendo fiducia nell'azienda farmaceutica e in chiunque sia in grado di fornirgli, e subito, informazioni utili alla soluzione di questo suo grave problema.
Massimo Provenza

Dialogo tra un figlio di un politico e un giornalista

"Bello è criticare senza proporre nulla", si sente dire il giornalista di carta stampata nonchè autore di un proprio blog, dal figlio di un politico che guarda i giornalisti dall'alto verso il basso con un'aria di superiorità tipica di chi sa che cosa significa essere al servizio del popolo...
"Non accetti le mie critiche costruttive?" risponde il giornalista, il quale aggiunge: "Comunque ti consiglio di leggere con più attenzione i miei articoli e di comprare ogni giorno il quotidiano per cui lavoro. Io intanto cerco di fare il mediatore tra la gente e le istituzioni, e di informare la gente su quello che certi politici hanno saputo costruire (o meglio, distruggere) finora. E informare, nei limiti di ciò che riusciamo a fare, è già qualcosa che aiuta a riflettere, se non ti dispiace. E' già una proposta per lo sviluppo di tutti noi, se non lo sai. Questa è la fotografia della realtà. E più fotografie riesco a fare, più riesco a capire che cosa è meglio proporre con la collaborazione della gente onesta".

Massimo Provenza

Legalità e parole

Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
e che si atteggia a depositario della verità senza averne la qualifica.
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
ma che offende le persone basandosi soltanto su errate convinzioni nei loro confronti.
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
solo per farsi bello ma non perchè ci crede davvero.
Ho conosciuto gente che parla tanto di legalità
ma che si dimostra superba.
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
e che si pone su un gradino superiore al tuo e ti dice con aria altezzosa
"io sono figlio di un carabiniere", "io sono figlio di un poliziotto", "io sono figlio di un giudice".
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
utilizzando questo termine come un utile mezzuccio per scopi elettorali (poi però quando viene eletto...).
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
e che con scelte politiche meschine tradisce la fiducia che tu hai riposto in lui.
Ho conosciuto qualcuno che non si dà tante arie
e che lavora con onestà, vive e ama la vita e il rispetto umano
e non lo urla ai quattro venti.
Massimo Provenza

sabato 22 marzo 2008

Un'utopia dentro l'uovo di Pasqua


Quando tutto ciò potrà realizzarsi (e non soltanto a Pasqua)? E senza dimenticare l'intera situazione mondiale, in cui l'Italia è immersa, partendo dall'America e passando per il Medioriente e l'Africa, fino alla Cina. Siamo messi male, tutti quanti. Ma senza speranza non si va avanti. Quindi, auguri di buona Pasqua a tutto il mondo affinché tutta l'umanità si rigeneri e si riscopra unita nelle sue tante diversità e sappia trarre dal dolore della storia, da trasformare in positiva consapevolezza della realtà dell'Uomo, la forza per intraprendere un nuovo corso e salvarsi. Auguri sempre, a chi si apre al dialogo, senza falsità e non per il proprio meschino tornacontismo celato dietro una maschera caritatevole di pastafrolla che si tradisce nelle azioni.
Auguri non soltanto oggi, ma ogni giorno.
(Disegno realizzato da Massimo Provenza)

venerdì 14 marzo 2008

Alziamo lo sguardo

L'interno della cupola della Chiesa Madre di Alcamo.

giovedì 13 marzo 2008

I frutti

Lavorare.
Dare il meglio di sè.
I frutti del nostro impegno
arriveranno. Forse.
Quel che più importa
in questo momento
è credere
in ciò che si fa.
Massimo Provenza

mercoledì 12 marzo 2008

Un brivido da San Siro

Internazionale - Liverpool 0 - 1. L'Inter si è fatta eliminare dalla Champions ad opera del Liverpool. Ma stasera, guardando la partita in tv, una cosa mi ha colpito in modo particolare poco prima dello scoccare del novantesimo: sullo 0 a 1 in favore degli inglesi e con i nerazzurri in inferiorità numerica e ormai cotti a puntino, dopo circa cinque minuti di "torello" della squadra di Benitez, gli oltre 75 mila tifosi interisti assiepati sugli spalti del Meazza hanno cominciato a cantare "aleeeeeeeealeeeeeeeeeeealealeeee.........Inteeeeeeeeeeer..........Inteeeeeeeeer.........", a incoraggiare i propri beniamini, ad applaudire nonostante la delusione. E i Reds supporters hanno risposto con il proprio applauso e con i propri cori, e dalle immagini si notava che erano tutti emozionati, tutti, uno stadio intero compresi gli uomini in campo. Tutti. Uniti in un momento di vera sportività e di pace. Che brivido.
Massimo Provenza

venerdì 7 marzo 2008

"Europe and Italy"

Avete 5 minuti liberi? E allora guardate questa "Europe and Italy" realizzata dal cartoonist milanese Bruno Bozzetto...

http://tcc.itc.it/people/rocchi/fun/europe.html


(Grazie a Maria che me ne ha fornito il link)

Il buonismo che frena lo sviluppo

Il buonismo che fa male è quell'atteggiamento che non consente un reale sviluppo della vita sociale. Anzi, frena il reale sviluppo, tant'è che quest'azione di frenata può avere come effetto un pericoloso testa-coda. Il problema è molto semplice da considerare sul piano concettuale, non altrettanto su quello di attivarsi per risolverlo. Mi spiego meglio.
Esiste la possibilità, per ogni essere umano dotato di intelligenza oltre che di "sensibilità" d'animo ben dosata in interazione con la necessaria "forza" d'animo, di imparare dall'esperienza e di affrontare la vita con la consapevolezza di distinguere ciò che è produttivo, costruttivo e che insomma promuove lo sviluppo umano, da ciò che è invece distruttivo. Ci può essere un istinto di sopravvivenza misto ad amore per la vita, quindi per la natura e per i nostri simili: una visione nuova dell'esistenza non improntata ad un cieco egoismo o utilitarismo, bensì rivolta a considerare ognuno di noi come un tutt'uno con l'intero universo. Il fatto è che esiste un atteggiamento di falsità che frena lo sviluppo di cui parlo all'inizio di questo post. Questo modo di fare è quello che porta ad esempio certi politici, in ogni parte del mondo e in Italia con particolare frequenza, a cambiare facilmente casacca, a ingannare continuamente chi li elegge, a rubare. Inoltre è tipico di molti criminali il manifestarsi di un istinto di sopravvivenza con un modo di fare che alimenta le guerre, le incomprensioni, la povertà materiale e spirituale. Chi come Gesù Cristo ha insegnato che sono "beati i poveri in spirito" di sicuro non intendeva questo tipo di povertà spirituale. L'opportunismo maligno e l'amore per la vita sono due cose ben differenti l'uno dall'altro.
"Conosci te stesso", diceva Socrate. Conosciti, nel bene e nel male. Ma questa conoscenza riguarda la nostra persona e il rapporto che ognuno di noi ha con il mondo. Soltanto, che cosa succede? Succede che ognuno di noi sa, almeno in parte, che cosa vuole e che cosa non vuole: verso quale indirizzo, cioè, intende condurre l'esistenza. E succede che in certe persone questa pulsione dell'animo è sincera, mentre in altre non lo è. In queste ultime, una sorta di disperazione che porta al cinismo e alla volontà di fregare l'altro, si manifesta in una gamma quasi infinita di comportamenti che minano alle fondamenta la fiducia reciproca. La brama di potere porta l'individuo a fare della ricerca del potere il suo imperativo principe.
Il tribunale umano è opera dell'uomo. E' vero. Ma quanti tra i politici condannati per un reato o per l'altro, più o meno grave, e che abbiano riconosciuto di averlo commesso, offrono garanzie ai cittadini di volere intraprendere una nuova strada di rinnovamento spirituale che si traduca in concrete azioni positive? Quanti delinquenti che dicono di essersi pentiti e di volere iniziare una nuova vita per diventare "ex" delinquenti o, meglio, persone nuove, garantiscono al resto dell'umanità di volere agire non più al servizio del male? E quanti giudici corrotti ci sono in giro?
C'è chi dice che senza il male non esisterebbe il bene e che la verità sta nel grigio tra il bianco e il nero, cioè nel mezzo. Certo è che osservando il ciclo della natura, cioè il susseguirsi delle stagioni, il modo in cui l'acqua circola e si trasforma e si ritrasforma, il movimento degli astri, insomma siamo portati a considerare la vita un continuo divenire. Tutto è in trasformazione. Rimane il problema del capire chi, tra gli esseri umani, offre le garanzie di cui ho scritto in precedenza. E rimane da constatare che molto probabilmente Giovan Battista Vico non aveva torto quando parlava di "corsi e ricorsi storici".
Io però credo, pur osservando come va la storia del mondo, che ognuno di noi, nel proprio intimo e nel proprio piccolo dei rapporti interpersonali, se è in grado di sapere come vuole vivere ha già fatto un fondamentale passo avanti verso la consapevolezza di sé e del suo rapporto di unità con tutto ciò che lo circonda. E quando imparerà a domandarsi il perché dei fenomeni naturali, umani, sociali, e a rispettare il mondo, e dunque anche se stesso, quello sarà davvero un bel momento.
Massimo Provenza

giovedì 6 marzo 2008

Imparare

Imparare ad ascoltare.
E a rispettare lo spazio altrui, se gli altri rispettano il tuo.
Imparare dagli errori.
Senza sterili autoaccuse che ti uccidono.
Imparare ad amarti.
Perché non sei un blocco di pietra... ma anche la pietra si trasforma.
Imparare a ricominciare.
Qualsiasi cosa ti sia successa.
Imparare a rinascere.
Anche se per strada hai perso qualcosa.
Imparare a sorridere.
Che è l'unica cosa che non richiede sforzo.
Imparare a non vergognarti
di una tristezza momentanea per il dolore del mondo.
Imparare a vivere.
E a riconoscerti consapevole
perché, mentre pensi che prima
ti illudevi di esserlo,
una nuova energia
ti fa aprire gli occhi.
Tu sei l'umanità che ti ha preceduto
e sei soprattutto quella che sarà.
Massimo Provenza

martedì 4 marzo 2008

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta...

Questa splendida opera s'intitola "Desiderata" (traduzione di Enrico Orofino). Ma chi di voi sa con esattezza se in realtà sia stata trovata nell'antica chiesa di St. Paul a Baltimora e datata 1692, oppure sia stata scritta da Max Ehrmann nel 1927? Per risolvere tale dubbio, sto cercando di documentarmi. Ma al di là di tale incertezza, penso che si tratti di un messaggio prezioso per chiunque. Ecco il testo:

Passa tranquillamente
tra il rumore e la fretta,
e ricorda quanta pace

può esserci nel silenzio.
Finché è possibile

senza doverti abbassare,
sii in buoni rapporti

con tutte le persone.
Dì la verità

con calma e chiarezza;
e ascolta gli altri,
anche i noiosi e gli ignoranti;
anche loro hanno una storia
da raccontare.
Evita le persone volgari e aggressive;

esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio

di far crescere in te orgoglio e acredine,
perché sempre ci saranno persone

più in basso o più in alto di te.
Gioisci dei tuoi risultati

così come dei tuoi progetti.
Conserva l'interesse per il tuo lavoro,

per quanto umile;
è ciò che realmente possiedi

per cambiare le sorti del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari,

perché il mondo è pieno di tranelli.
Ma ciò non acciechi la tua capacità

di distinguere la virtù;
molte persone lottano per grandi ideali,

e dovunque la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso.

Soprattutto non fingere negli affetti,
e neppure sii cinico riguardo all'amore;
poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni

esso è perenne come l'erba.
Accetta benevolmente

gli ammaestramenti che derivano dall'età,
lasciando con un sorriso sereno

le cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito

per difenderti contro l'improvvisa sfortuna,
ma non tormentarti con l'immaginazione.
Molte paure nascono

dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di una disciplina morale,
sii tranquillo con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo,
non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai il diritto di essere qui.
E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio
che l'universo ti stia schiudendo

come si dovrebbe.
Perciò sii in pace con Dio,
comunque tu lo concepisca,
e qualunque siano le tue lotte
e le tue aspirazioni,
conserva la pace con la tua anima

pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni,

i lavori ingrati e i sogni infranti,
è ancora un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Cerca di essere felice.

E aggiungo un pensiero di Arthur Schopenhauer: "Per non essere molto infelici il mezzo più sicuro sta nel non pretendere di essere molto felici".

Terra mia io ti amo






























domenica 2 marzo 2008

sabato 1 marzo 2008

Momenti di elettricità


Sopra, una sequenza di foto che ho scattato ad Alcamo (sullo sfondo, il monte Bonifato) alle ore 19,05 del 19 febbraio 2007 (peccato, non sono il massimo della nitidezza, ma prima o poi potrò forse fare di meglio). Sotto, un altro momento che sono riuscito a cogliere con la mia macchina fotografica digitale ad Alcamo Marina (a pochi metri dalla riva del mare) alle ore 21,31 del 5 settembre 2005.


Non guasta mai


La buona fortuna è sempre benvenuta

venerdì 29 febbraio 2008

Il carro attrezzi non risparmia proprio nessuno...

ALCAMO. Neppure i Doblò in dotazione della Polizia municipale si sottraggono al carro attrezzi. In questo caso si tratta di un guasto meccanico occorso all'automezzo dei vigili urbani, in pieno centro cittadino.
Massimo Provenza

Anche le donne posso dichiararsi, ogni 4 anni...

"Tradizionalmente le donne possono dichiararsi agli uomini solo il 29 febbraio, per fare questo devono però farlo presentandosi al proprio fidanzato con in mano un cetriolo o una zucchina che, una volta dichiarate, dovranno baciare tre volte".
(Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/29_febbraio)

martedì 26 febbraio 2008

La solita catena di Sant'Antonio, la solita bufala?

Mi è giunta stamane una e-mail da parte di una mia amica. Si tratta della classica catena di Sant'Antonio, e neppure tanto recente, essendo in circolazione questo messaggio da alcuni anni dopo le stragi verificatesi negli Stati Uniti l'11 settembre 2001. Una delle tante bufale che circolano nel web? Si direbbe proprio di sì. Per capirne qualcosa in più, suggerisco a tutti di visitare http://it.wikipedia.org/wiki/Q33_NY.
Comunque, questo è il testo del suddetto messaggio:

1) New York City ha 11 lettere.
2) Afghanistan ha 11 lettere.
3) Ramsin Yuseb (il terrorista che minacciò di distruggere le Torri Gemelle nel 1993) ha 11 lettere.
4) George W Bush ha 11 lettere. Questo può essere pura coincidenza, però ora la cosa si fa più interessante.
5) New York è lo stato numero 11.
6) Il primo aereo che si schiantò contro le Torri Gemelle fu il volo numero 11.
7) Il volo numero 11 aveva 92 passeggeri. 9 +2 = 11.
8) Anche il volo numero 77 si schiantò contro le T Gemelle, e portava 65 passeggeri. 6+5 = 11
9) La tragedia accadde l' 11 Settembre, o meglio: 9/11. 9+1+1=11
10) Il giorno è uguale al numero di emergenza della polizia negli Stati Uniti 911. 9+1+1=11. Pura coincidenza??? Continua a leggere...
11) Il numero totale di vittime in tutti gli aerei fu di 254. 2+5+4= 11.
12) L'11 Settembre è il giorno 254 del calendario. Di nuovo 2+5+4=11.
13) Le esplosioni di Madrid accaddero il giorno 3/11/2004. 3+1+1+2+4= 11.
14) La tragedia di Madrid accadde 911 giorni dopo l' incidente delle Torri Gemelle 9+1+1=11.... Ora è quando la cosa si fa più misteriosa. Uno dei simboli più conosciuti degli Stati Uniti, dopo le stelle e le strisce, è l' Aquila. La seguente strofa è tratta dal Corano, il libro sacro Islamico: 'Perchè è stato scritto che il figlio dell' Arabia sveglierà una terribile Aquila. La forza dell' Aquila si sentirá in tutte le terre di Allah, mentre alcune persone tremeranno di disperazione però in fondo si rallegreranno: perchè la forza dell' Aquila pulirá le terre di Allah e ci sarà pace.' Questa strofa è la numero 9.11 del Corano. Ancora non sei convinto....?! Fai questo e poi me lo dici: apri Microsoft Word e scrivi maiuscolo Q33 NY . Questo è il numero di volo del primo aereo che si schiantó contro le Torri Gemelle. Cambia la dimensione del carattere a 48. Cambia il carattere a Wingdings. E ORA CHE PENSI?!?!!? INVIA QUESTA E-MAIL A 20 CONTATTI O TI SUCCEDERA QUALCOSA...HAI 11 MINUTI! Impressionante vero?? ti consiglio di entrare nel microsoft word e verifica quello che succede... Impressionante...

Questo è il testo della mail che mi è giunta. Non l'ho inviata a nessuno, e nonostante questa mia "negligenza" (eh eh...) io e le persone a me più care siamo ancora vivi, la città in cui abito non è ancora stata spazzata via da una calamità naturale, nessun attentato terroristico si è verificato nel mio quartiere. Toccando comunque palle e ferro (si fa per dire, io non sono scaramantico).
Massimo Provenza

martedì 19 febbraio 2008

"Mi serve una mano d'aiuto"

"Mi serve una mano d’aiuto”… “Siamo molto sensibili alle problematiche dei giovani, venite a trovarmi nel mio studio”… “Vota per me, non te ne pentirai”… Sono queste soltanto alcune delle frasi che ci si sente dire dai candidati alle elezioni politiche quando la loro campagna di propaganda è appena cominciata e, col passare dei giorni, diventa sempre più febbrile. Mai come in questo momento, si avvicinano agli elettori i vari onorevoli, senatori o chi onorevole o senatore non è ma aspira a diventarlo (oppure nel caso delle elezioni comunali mira a ricoprire un ruolo importante nell’amministrazione cittadina). Si avvicinano, sorridono, tendono la mano, chiedono, promettono.
Un anno fa, in occasione della campagna elettorale per le amministrative comunali, ti domandavano ad alta voce, in tono tanto “fraterno” quanto sospetto: “Come stai?”. Ed ecco invece che appena un mese fa ti ignoravano o facevano finta di non conoscerti, quando ti incontravano per strada o a una conferenza. Si voltavano dall’altra parte. Magari aspettavano che fossi tu a fare il primo passo per “inchinarti” e porgere loro i tuoi ossequi. Oggi si avvicinano di nuovo a te, e si ripete quello che sembra un dèjà vu, ma non lo è: la ripetizione dello spettacolo con protagonisti sempre più politicanti e sempre meno politici.
Li trovi dal barbiere, al bar, al supermercato, in piazza attorniati da uno stuolo di corteggiatori e di corteggiatrici. “Mi serve una mano d’aiuto”, dice uno di loro rivolgendosi a te. E tu nel frattempo, se credi in lui, gli rispondi prontamente con un “Ma certo. Lo sai che ti ho sempre stimato” o qualcosa di questo genere. Non è escluso che nel frattempo tu stia pensando con amarezza: “Tanto non mi rimane altro da fare se non votare per lui, che è il male minore”. Oppure, se la tua scelta è indirizzata in altre direzioni, elabori in poche frazioni di secondo la seguente riflessione: “Vuole il voto. Se gli dico che non glielo do, si offende. Ma posso anche rispondergli con un diplomatico “So già per chi votare”.
Oppure posso rispondergli: “Vuoi una mano di aiuto? Ma non dovresti essere tu ad aiutare i tuoi concittadini a rendere migliore la vita in questa società? Non dovresti essere tu, con i fatti e non con le chiacchiere inutili, ad alimentare la speranza nei giovani non facendoli sentire ricattati, illusi in cambio di un voto? Non dovresti essere tu ad insegnare loro a muoversi con le proprie gambe, ad essere autonomi e allo stesso tempo usare l’intelligenza per costruire una realtà concreta in continuo sviluppo culturale, materiale e sostenibile?”.
C’è anche il cittadino, disilluso e nauseato, che non va a votare. Voi che fate? E come rispondete al candidato che si avvicina a voi per chiedervi il voto?
Massimo Provenza

lunedì 11 febbraio 2008

Si torna in campagna

La primavera si avvicina, ed ecco le campagne elettorali che tornano a rinfocolare gli animi dei politicanti, dei politici e della gente che in essi ripone speranze e sogni di gloria. Elezioni comunali, regionali, nazionali. Comitati elettorali. Volantini. Manifesti. Microfoni e megafoni. Palchi. Promesse. Parole. Baci sulle guance. Strette di mano. Sorrisi. Applausi. Manovre. Cambi di casacche. Accordi momentanei. Opportunismo in trionfo. Giochini di potere. A rimetterci è sempre la vera democrazia. "Giù le tasse. Aumenteremo i salari", dice qualche eminente politico come se esclusivamente da lui dipendesse aumentarli, sti benedetti salari.
Nella foto in alto a sinistra, una candidata alle elezioni comunali ad Alcamo lo scorso anno.
Massimo Provenza

domenica 3 febbraio 2008

Curiose coincidenze

E rieccomi, stavolta a scrivere di calcio. E' ancora presto per dire che la stranierissima Internazionale Milano Football Club abbia ormai in tasca il suo sedicesimo scudetto, il terzo consecutivo a partire da quello calciopoliano del 2006 che segnò la fine di un digiuno durato ben diciassette anni. Però l'Inter, formazione multietnica a conferma del proprio nome, ha oggi allungato in classifica e consolidato il primato sulla Roma schiacciata a Siena, così come sulla Juventus bloccata dal Cagliari. E mentre ancora non mi passa la febbre (non è la prima volta che l'influenza di stagione mi colpisce proprio in occasione del Carnevale, ma i veglioni in maschera sono in questo istante il mio ultimo pensiero), mi ritrovo qui a constatare che molto probabilmente i nerazzurri stravinceranno anche questo campionato di serie A duemilasette-otto. E, guarda caso, proprio quando ricorre il centesimo anno di vita della società di via Durini: il presidente Moratti, mister Mancio, e il loro squadrone multilingue lo festeggeranno fra un mese, il secolo nerazzurro, e sperano di celebrarlo a suon di vittorie a primavera inoltrata con tanto di tricolore e coppa dalle grandi orecchie. Già, quella Champions League che nella bacheca interista ancora non esiste, o meglio, esiste la Coppa dei Campioni conquistata nel 1964 e tenuta stretta da Facchetti e compagni nel '65: quella coppa era infatti più piccola. Ma andiamo al dunque. E cioè alle curiose coincidenze di cui parlo già nel titolo di questo post e che rappresentano dei precedenti a ciò che si presume possa verificarsi quest'anno per quanto riguarda la serie A, e cioè appunto cento anni festeggiati con lo scudetto:
Stagione 1996/97 - La Juventus di Lippi ottiene il suo 24° scudetto proprio nell'anno in cui il sodalizio bianconero torinese festeggia i suoi primi cento anni di attività.
1998/99 - Il Milan di Zaccheroni è campione d'Italia sorpassando la Lazio in extremis. E' il sedicesimo tricolore rossonero, proprio in occasione del secolo di vita del club di via Turati.
1999/2000 - Anche la Lazio, con Eriksson in panca, compie cent'anni conquistando lo scudetto, il secondo della sua storia dopo la strepitosa impresa della banda di Maestrelli nel 1974. Per il secondo anno consecutivo, l'assegnazione del titolo si decide sul filo di lana, con la Juventus battuta a Perugia in un diluvio di acqua che poi diverrà un diluvio di polemiche.
2007/2008 - ...

Massimo Provenza
In alto a sinistra, un disegno realizzato da Massimo Provenza


sabato 2 febbraio 2008

Indipendenza a 30 anni. Per tantissimi è un miraggio

I giovani italiani e spagnoli fanno i mammoni anche da trentenni? Può darsi che a molti giovani non piaccia proprio, il termine “mammone”. Ma certo è che, a ulteriore conferma di un fenomeno già molto diffuso nel nostro Paese, ben 3 persone su 4, in Italia come in Spagna, risiedono fino a 30 anni di età a casa dei genitori. Il Giornale di Sicilia dello scorso 1° febbraio, con un ampio articolo pubblicato a pagina 13, riporta i dati statistici resi noti dall’Isae (Istituto di studi e analisi economica) il giorno precedente, in merito a tale situazione.
Si tratta di un fenomeno in crescita e molto preoccupante, che secondo l’indagine effettuata dall’istituto ha come prima causa l’alto tasso di disoccupazione (14 per cento per quanto riguarda, appunto, la fascia di età compresa tra i 20 e i 30 anni), ma che è pure spiegabile con la riduzione del reddito medio percepito dai giovani lavoratori. Mentre nel Regno Unito e in Svezia rispettivamente un quarto e un quinto dei giovani risiedono nella casa dei genitori, in Irlanda il 62 per cento, in Francia il 35 per cento: ciò farebbe pensare ad un’alta probabilità di influenza della religione cattolica nei rapporti tra genitori e figli.
Di sicuro, i giovani italiani sono chiamati a rimboccarsi le maniche per affrontare al meglio lo stato di grave crisi in cui versa la società in cui vivono. Rimboccarsi le maniche, pensare con la propria testa, mettere in luce le proprie risorse, senza arrivismo, cannibalismo o qualsiasi altra forma di egoismo sfrenato.
Il potere logora chi non ce l’ha. Il falso potere logora, prima o poi, chi ce l’ha.
Massimo Provenza

info personali

La mia foto
Benvenuti a bordo del mio blog. Qui trovate alcune mie riflessioni, immagini, appunti e spunti su cui potete intervenire in qualsiasi momento esprimendo il vostro parere o le vostre critiche costruttive. Sono un giornalista professionista. Scrivo per il Giornale di Sicilia, in qualità di corrispondente dalla zona di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi Segesta, spaziando dalla cronaca allo sport e alle foto. Laureato in Scienze della Comunicazione (indirizzo Giornalismo), sono iscritto all'Albo dei giornalisti professionisti dal 2006. Mi piacerebbe scambiare opinioni con chi visita questo blog, fare nuove conoscenze e intraprendere collaborazioni anche con altre realtà che operano nel mondo dell'informazione, purché sia autorevole e non strumentalizzata. Chi vuole può contattarmi su Facebook o telefonarmi al 3355735207 (ma non rispondo agli anonimi o cosiddetti "numeri privati") oppure inviarmi un messaggio al mio indirizzo di posta elettronica: massimoprovenza@email.it

cenni sulle mie esperienze giornalistiche

Il mio primo articolo su un giornale apparve il 13 dicembre 1997: rubrica Cronaca in classe, Giornale di Sicilia, argomento la riqualificazione di una villa pubblica in piazza Pittore Renda ad Alcamo. Il 29 ottobre 1998 mi telefonarono dalla segreteria dell'Università degli Studi di Palermo per comunicarmi di essermi classificato 33esimo (150 i posti disponibili) nella prova di selezione tra gli oltre mille aspiranti all'iscrizione al corso di laurea in Scienze della comunicazione. Nel frattempo, diversi articoli sul mensile alcamese Il Bonifato e poi qualcuno sul Segestano. Dal 2002 la mia attività di praticantato giornalistico. Dall'ottobre 2005 faccio il corrispondente da Alcamo per il Giornale di Sicilia, sul quale del resto avevo già in precedenza pubblicato alcuni brevi articoli. E' infatti a partire da quel periodo che, dopo essermi laureato nel luglio 2005, mi è stato richiesto di fare le cronache delle partite di calcio dell'Alcamo. Intanto il 20 luglio di quell'anno avevo conseguito il titolo accademico in Scienze della comunicazione, dopo aver completato il tirocinio per l'abilitazione professionale. Un paio di mesi dedicati a prepararmi per l'esame di abilitazione professionale, riflettendo anche sulla possibilità di dare un seguito alla collaborazione avviata durante gli stage nei mesi precedenti a Palermo con l'Ansa, Tgs e il quotidiano La Sicilia, senza trascurare quella di collaborare per la cronaca della provincia di Trapani. Poi una chiamata dalla redazione trapanese del Giornale di Sicilia per mettermi in prova come corrispondente per il calcio. Una delle mie passioni. Non potevo rinunciare. Intanto, il 31 ottobre 2005 ho sostenuto a Roma l'esame scritto (con macchina da scrivere, obbligatoria...) per diventare giornalista professionista, poi la prova orale il 23 febbraio 2006 ricevendo dalla commissione nazionale lusinghieri riconoscimenti per i miei elaborati del 31 ottobre, valutati tra i migliori su un migliaio di partecipanti.
Cliccando qui trovate i miei articoli e servizi per Ateneonline, la testata giornalistica dell'Università di Palermo, realizzati tra il novembre 2002 e l'ottobre 2004. Ho anche collaborato per il mensile Regione Mediterranea, pubblicando alcune inchieste. Il mio primo stage bimestrale l'ho svolto alla redazione palermitana de La Sicilia, con una ventina di articoli firmati. Poi, altri due mesi alla redazione televisiva di Tgs. E, infine, all'Ansa con diversi lanci di agenzia. Esperienze, insomma, molto formative sul piano professionale. Come corrispondente da Alcamo per il Giornale di Sicilia finora ho avuto la possibilità di cimentarmi su vari argomenti, dallo sport alla cronaca bianca e nera, e su cui ho pubblicato migliaia di pezzi principalmente su Alcamo, Castellammare del Golfo, Calatafimi Segesta. Collaboro all'occorrenza anche con l'agenzia di stampa ItaliaMedia. Dal 2007 collaboro anche con la Publikompass per la stesura di testi redazionali da pubblicare sul Giornale di Sicilia. Nel marzo 2009 ho iniziato a pubblicare su un canale You Tube alcune mie interviste filmate, nella prospettiva di inserirle in un nuovo webmagazine che è in fase di progettazione e che sarà da me diretto. Dall'ottobre 2009, proprio a tal proposito, è attivo AlcaMondoBlog, un esperimento di giornalismo partecipativo.

autorizzazioni

il blog di Massimo Provenza è soggetto a Licenza Creative Commons. Per richiedere tutte le autorizzazioni allo scopo di utilizzare il materiale contenuto in questo blog, scrivete a: massimoprovenza@email.it

le tue segnalazioni sul Giornale di Sicilia

le tue segnalazioni sul Giornale di Sicilia
Vuoi inviarmi segnalazioni da Alcamo, da Castellammare del Golfo o da Calatafimi Segesta per pubblicarle sul Giornale di Sicilia? Contattami.