"L'industria non fabbrica più il farmaco. Alcamese ammalato rischia di morire". E' il titolo di un mio articolo riportato in prima pagina e pubblicato a pagina 8 sul Giornale di Sicilia di ieri 31 marzo. Pubblico anche su questo blog un sunto di questa vicenda: lo faccio adesso perchè ritengo che si tratti di una storia toccante che non può cadere in oblio, nell'attesa che chi sa dove si trova la soluzione per salvare la vita di questa persona, lo comunichi subito. Già mi hanno contattato ieri stesso e oggi dalla Farmindustria di Roma il cui ufficio stampa ha letto l'articolo, per conoscere meglio tale situazione e per attivarsi in aiuto di Stefano Milito, l'uomo che ha bisogno di questa urgente risposta. Sposato e con due figli, disoccupato, Milito ha 43 anni e soffre di ipertensione arteriosa ma è allergico a tutte le medicine sul mercato, tranne a una che egli ha assunto negli ultimi tre anni e che nel mese di dicembre scorso è stata ritirata dal commercio. E' adesso in produzione un nuovo farmaco con una nuova formula che genera effetti collaterali gravissimi nell'organismo di Milito, il quale li descrive come "vere e proprie torture" che mettono a repentaglio la sua esistenza."Da quattro anni - riferisce Stefano Milito - soffro di ipertensione. Per tale motivo assumo diverse categorie di farmaci per abbassare la pressione sanguigna. Purtroppo il mio corpo non tollera alcune sostanze di cui certi farmaci sono composti, com'è dimostrato dall'insorgere di questi effetti collaterali. Così il cerchio - prosegue Milito - si è ristretto a poche categorie di farmaci, e uno di questi è per me di vitale importanza: si tratta della categoria ACE-inibitore, da me assunta con successo negli ultimi tre anni e che ora dalla casa farmaceutica che ne possiede il brevetto non viene più prodotto con la formula che per me va bene, ma con una nuova formula per me mortale". Stefano Milito dichiara di non essere riuscito ancora a trovare una terapia alternativa. Il suo organismo non tollera tutti i tipi di amidi, i cloridrati e i diuretici.
La casa farmaceutica che produce il medicinale in oggetto si è dimostrata molto disponibile e celere nel mettere a disposizione di Milito, su sua richiesta, le scorte del medicinale sino alla fine di quest'anno. Ma la vita di Stefano Milito è appesa a un filo: nel momento in cui, e cioè nel dicembre 2008, tali scorte si esauriranno, per lui sarà la fine. Stefano Milito attende per questo motivo un'urgentissima risposta da parte di tale industria per capire che cosa egli può fare per salvarsi.
"Cerco soltanto aiuto", ribadisce Stefano Milito, riponendo fiducia nell'azienda farmaceutica e in chiunque sia in grado di fornirgli, e subito, informazioni utili alla soluzione di questo suo grave problema.
Massimo Provenza

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