I giovani italiani e spagnoli fanno i mammoni anche da trentenni? Può darsi che a molti giovani non piaccia proprio, il termine “mammone”. Ma certo è che, a ulteriore conferma di un fenomeno già molto diffuso nel nostro Paese, ben 3 persone su 4, in Italia come in Spagna, risiedono fino a 30 anni di età a casa dei genitori. Il Giornale di Sicilia dello scorso 1° febbraio, con un ampio articolo pubblicato a pagina 13, riporta i dati statistici resi noti dall’Isae (Istituto di studi e analisi economica) il giorno precedente, in merito a tale situazione.Si tratta di un fenomeno in crescita e molto preoccupante, che secondo l’indagine effettuata dall’istituto ha come prima causa l’alto tasso di disoccupazione (14 per cento per quanto riguarda, appunto, la fascia di età compresa tra i 20 e i 30 anni), ma che è pure spiegabile con la riduzione del reddito medio percepito dai giovani lavoratori. Mentre nel Regno Unito e in Svezia rispettivamente un quarto e un quinto dei giovani risiedono nella casa dei genitori, in Irlanda il 62 per cento, in Francia il 35 per cento: ciò farebbe pensare ad un’alta probabilità di influenza della religione cattolica nei rapporti tra genitori e figli.
Di sicuro, i giovani italiani sono chiamati a rimboccarsi le maniche per affrontare al meglio lo stato di grave crisi in cui versa la società in cui vivono. Rimboccarsi le maniche, pensare con la propria testa, mettere in luce le proprie risorse, senza arrivismo, cannibalismo o qualsiasi altra forma di egoismo sfrenato.
Il potere logora chi non ce l’ha. Il falso potere logora, prima o poi, chi ce l’ha.
Massimo Provenza

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