sabato 22 marzo 2008

Un'utopia dentro l'uovo di Pasqua


Quando tutto ciò potrà realizzarsi (e non soltanto a Pasqua)? E senza dimenticare l'intera situazione mondiale, in cui l'Italia è immersa, partendo dall'America e passando per il Medioriente e l'Africa, fino alla Cina. Siamo messi male, tutti quanti. Ma senza speranza non si va avanti. Quindi, auguri di buona Pasqua a tutto il mondo affinché tutta l'umanità si rigeneri e si riscopra unita nelle sue tante diversità e sappia trarre dal dolore della storia, da trasformare in positiva consapevolezza della realtà dell'Uomo, la forza per intraprendere un nuovo corso e salvarsi. Auguri sempre, a chi si apre al dialogo, senza falsità e non per il proprio meschino tornacontismo celato dietro una maschera caritatevole di pastafrolla che si tradisce nelle azioni.
Auguri non soltanto oggi, ma ogni giorno.
(Disegno realizzato da Massimo Provenza)

venerdì 14 marzo 2008

Alziamo lo sguardo

L'interno della cupola della Chiesa Madre di Alcamo.

giovedì 13 marzo 2008

I frutti

Lavorare.
Dare il meglio di sè.
I frutti del nostro impegno
arriveranno. Forse.
Quel che più importa
in questo momento
è credere
in ciò che si fa.
Massimo Provenza

mercoledì 12 marzo 2008

Un brivido da San Siro

Internazionale - Liverpool 0 - 1. L'Inter si è fatta eliminare dalla Champions ad opera del Liverpool. Ma stasera, guardando la partita in tv, una cosa mi ha colpito in modo particolare poco prima dello scoccare del novantesimo: sullo 0 a 1 in favore degli inglesi e con i nerazzurri in inferiorità numerica e ormai cotti a puntino, dopo circa cinque minuti di "torello" della squadra di Benitez, gli oltre 75 mila tifosi interisti assiepati sugli spalti del Meazza hanno cominciato a cantare "aleeeeeeeealeeeeeeeeeeealealeeee.........Inteeeeeeeeeeer..........Inteeeeeeeeer.........", a incoraggiare i propri beniamini, ad applaudire nonostante la delusione. E i Reds supporters hanno risposto con il proprio applauso e con i propri cori, e dalle immagini si notava che erano tutti emozionati, tutti, uno stadio intero compresi gli uomini in campo. Tutti. Uniti in un momento di vera sportività e di pace. Che brivido.
Massimo Provenza

venerdì 7 marzo 2008

"Europe and Italy"

Avete 5 minuti liberi? E allora guardate questa "Europe and Italy" realizzata dal cartoonist milanese Bruno Bozzetto...

http://tcc.itc.it/people/rocchi/fun/europe.html


(Grazie a Maria che me ne ha fornito il link)

Il buonismo che frena lo sviluppo

Il buonismo che fa male è quell'atteggiamento che non consente un reale sviluppo della vita sociale. Anzi, frena il reale sviluppo, tant'è che quest'azione di frenata può avere come effetto un pericoloso testa-coda. Il problema è molto semplice da considerare sul piano concettuale, non altrettanto su quello di attivarsi per risolverlo. Mi spiego meglio.
Esiste la possibilità, per ogni essere umano dotato di intelligenza oltre che di "sensibilità" d'animo ben dosata in interazione con la necessaria "forza" d'animo, di imparare dall'esperienza e di affrontare la vita con la consapevolezza di distinguere ciò che è produttivo, costruttivo e che insomma promuove lo sviluppo umano, da ciò che è invece distruttivo. Ci può essere un istinto di sopravvivenza misto ad amore per la vita, quindi per la natura e per i nostri simili: una visione nuova dell'esistenza non improntata ad un cieco egoismo o utilitarismo, bensì rivolta a considerare ognuno di noi come un tutt'uno con l'intero universo. Il fatto è che esiste un atteggiamento di falsità che frena lo sviluppo di cui parlo all'inizio di questo post. Questo modo di fare è quello che porta ad esempio certi politici, in ogni parte del mondo e in Italia con particolare frequenza, a cambiare facilmente casacca, a ingannare continuamente chi li elegge, a rubare. Inoltre è tipico di molti criminali il manifestarsi di un istinto di sopravvivenza con un modo di fare che alimenta le guerre, le incomprensioni, la povertà materiale e spirituale. Chi come Gesù Cristo ha insegnato che sono "beati i poveri in spirito" di sicuro non intendeva questo tipo di povertà spirituale. L'opportunismo maligno e l'amore per la vita sono due cose ben differenti l'uno dall'altro.
"Conosci te stesso", diceva Socrate. Conosciti, nel bene e nel male. Ma questa conoscenza riguarda la nostra persona e il rapporto che ognuno di noi ha con il mondo. Soltanto, che cosa succede? Succede che ognuno di noi sa, almeno in parte, che cosa vuole e che cosa non vuole: verso quale indirizzo, cioè, intende condurre l'esistenza. E succede che in certe persone questa pulsione dell'animo è sincera, mentre in altre non lo è. In queste ultime, una sorta di disperazione che porta al cinismo e alla volontà di fregare l'altro, si manifesta in una gamma quasi infinita di comportamenti che minano alle fondamenta la fiducia reciproca. La brama di potere porta l'individuo a fare della ricerca del potere il suo imperativo principe.
Il tribunale umano è opera dell'uomo. E' vero. Ma quanti tra i politici condannati per un reato o per l'altro, più o meno grave, e che abbiano riconosciuto di averlo commesso, offrono garanzie ai cittadini di volere intraprendere una nuova strada di rinnovamento spirituale che si traduca in concrete azioni positive? Quanti delinquenti che dicono di essersi pentiti e di volere iniziare una nuova vita per diventare "ex" delinquenti o, meglio, persone nuove, garantiscono al resto dell'umanità di volere agire non più al servizio del male? E quanti giudici corrotti ci sono in giro?
C'è chi dice che senza il male non esisterebbe il bene e che la verità sta nel grigio tra il bianco e il nero, cioè nel mezzo. Certo è che osservando il ciclo della natura, cioè il susseguirsi delle stagioni, il modo in cui l'acqua circola e si trasforma e si ritrasforma, il movimento degli astri, insomma siamo portati a considerare la vita un continuo divenire. Tutto è in trasformazione. Rimane il problema del capire chi, tra gli esseri umani, offre le garanzie di cui ho scritto in precedenza. E rimane da constatare che molto probabilmente Giovan Battista Vico non aveva torto quando parlava di "corsi e ricorsi storici".
Io però credo, pur osservando come va la storia del mondo, che ognuno di noi, nel proprio intimo e nel proprio piccolo dei rapporti interpersonali, se è in grado di sapere come vuole vivere ha già fatto un fondamentale passo avanti verso la consapevolezza di sé e del suo rapporto di unità con tutto ciò che lo circonda. E quando imparerà a domandarsi il perché dei fenomeni naturali, umani, sociali, e a rispettare il mondo, e dunque anche se stesso, quello sarà davvero un bel momento.
Massimo Provenza

giovedì 6 marzo 2008

Imparare

Imparare ad ascoltare.
E a rispettare lo spazio altrui, se gli altri rispettano il tuo.
Imparare dagli errori.
Senza sterili autoaccuse che ti uccidono.
Imparare ad amarti.
Perché non sei un blocco di pietra... ma anche la pietra si trasforma.
Imparare a ricominciare.
Qualsiasi cosa ti sia successa.
Imparare a rinascere.
Anche se per strada hai perso qualcosa.
Imparare a sorridere.
Che è l'unica cosa che non richiede sforzo.
Imparare a non vergognarti
di una tristezza momentanea per il dolore del mondo.
Imparare a vivere.
E a riconoscerti consapevole
perché, mentre pensi che prima
ti illudevi di esserlo,
una nuova energia
ti fa aprire gli occhi.
Tu sei l'umanità che ti ha preceduto
e sei soprattutto quella che sarà.
Massimo Provenza

martedì 4 marzo 2008

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta...

Questa splendida opera s'intitola "Desiderata" (traduzione di Enrico Orofino). Ma chi di voi sa con esattezza se in realtà sia stata trovata nell'antica chiesa di St. Paul a Baltimora e datata 1692, oppure sia stata scritta da Max Ehrmann nel 1927? Per risolvere tale dubbio, sto cercando di documentarmi. Ma al di là di tale incertezza, penso che si tratti di un messaggio prezioso per chiunque. Ecco il testo:

Passa tranquillamente
tra il rumore e la fretta,
e ricorda quanta pace

può esserci nel silenzio.
Finché è possibile

senza doverti abbassare,
sii in buoni rapporti

con tutte le persone.
Dì la verità

con calma e chiarezza;
e ascolta gli altri,
anche i noiosi e gli ignoranti;
anche loro hanno una storia
da raccontare.
Evita le persone volgari e aggressive;

esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio

di far crescere in te orgoglio e acredine,
perché sempre ci saranno persone

più in basso o più in alto di te.
Gioisci dei tuoi risultati

così come dei tuoi progetti.
Conserva l'interesse per il tuo lavoro,

per quanto umile;
è ciò che realmente possiedi

per cambiare le sorti del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari,

perché il mondo è pieno di tranelli.
Ma ciò non acciechi la tua capacità

di distinguere la virtù;
molte persone lottano per grandi ideali,

e dovunque la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso.

Soprattutto non fingere negli affetti,
e neppure sii cinico riguardo all'amore;
poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni

esso è perenne come l'erba.
Accetta benevolmente

gli ammaestramenti che derivano dall'età,
lasciando con un sorriso sereno

le cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito

per difenderti contro l'improvvisa sfortuna,
ma non tormentarti con l'immaginazione.
Molte paure nascono

dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di una disciplina morale,
sii tranquillo con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo,
non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai il diritto di essere qui.
E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio
che l'universo ti stia schiudendo

come si dovrebbe.
Perciò sii in pace con Dio,
comunque tu lo concepisca,
e qualunque siano le tue lotte
e le tue aspirazioni,
conserva la pace con la tua anima

pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni,

i lavori ingrati e i sogni infranti,
è ancora un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Cerca di essere felice.

E aggiungo un pensiero di Arthur Schopenhauer: "Per non essere molto infelici il mezzo più sicuro sta nel non pretendere di essere molto felici".

Terra mia io ti amo






























domenica 2 marzo 2008

sabato 1 marzo 2008

Momenti di elettricità


Sopra, una sequenza di foto che ho scattato ad Alcamo (sullo sfondo, il monte Bonifato) alle ore 19,05 del 19 febbraio 2007 (peccato, non sono il massimo della nitidezza, ma prima o poi potrò forse fare di meglio). Sotto, un altro momento che sono riuscito a cogliere con la mia macchina fotografica digitale ad Alcamo Marina (a pochi metri dalla riva del mare) alle ore 21,31 del 5 settembre 2005.


Non guasta mai


La buona fortuna è sempre benvenuta

venerdì 29 febbraio 2008

Il carro attrezzi non risparmia proprio nessuno...

ALCAMO. Neppure i Doblò in dotazione della Polizia municipale si sottraggono al carro attrezzi. In questo caso si tratta di un guasto meccanico occorso all'automezzo dei vigili urbani, in pieno centro cittadino.
Massimo Provenza

Anche le donne posso dichiararsi, ogni 4 anni...

"Tradizionalmente le donne possono dichiararsi agli uomini solo il 29 febbraio, per fare questo devono però farlo presentandosi al proprio fidanzato con in mano un cetriolo o una zucchina che, una volta dichiarate, dovranno baciare tre volte".
(Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/29_febbraio)

martedì 26 febbraio 2008

La solita catena di Sant'Antonio, la solita bufala?

Mi è giunta stamane una e-mail da parte di una mia amica. Si tratta della classica catena di Sant'Antonio, e neppure tanto recente, essendo in circolazione questo messaggio da alcuni anni dopo le stragi verificatesi negli Stati Uniti l'11 settembre 2001. Una delle tante bufale che circolano nel web? Si direbbe proprio di sì. Per capirne qualcosa in più, suggerisco a tutti di visitare http://it.wikipedia.org/wiki/Q33_NY.
Comunque, questo è il testo del suddetto messaggio:

1) New York City ha 11 lettere.
2) Afghanistan ha 11 lettere.
3) Ramsin Yuseb (il terrorista che minacciò di distruggere le Torri Gemelle nel 1993) ha 11 lettere.
4) George W Bush ha 11 lettere. Questo può essere pura coincidenza, però ora la cosa si fa più interessante.
5) New York è lo stato numero 11.
6) Il primo aereo che si schiantò contro le Torri Gemelle fu il volo numero 11.
7) Il volo numero 11 aveva 92 passeggeri. 9 +2 = 11.
8) Anche il volo numero 77 si schiantò contro le T Gemelle, e portava 65 passeggeri. 6+5 = 11
9) La tragedia accadde l' 11 Settembre, o meglio: 9/11. 9+1+1=11
10) Il giorno è uguale al numero di emergenza della polizia negli Stati Uniti 911. 9+1+1=11. Pura coincidenza??? Continua a leggere...
11) Il numero totale di vittime in tutti gli aerei fu di 254. 2+5+4= 11.
12) L'11 Settembre è il giorno 254 del calendario. Di nuovo 2+5+4=11.
13) Le esplosioni di Madrid accaddero il giorno 3/11/2004. 3+1+1+2+4= 11.
14) La tragedia di Madrid accadde 911 giorni dopo l' incidente delle Torri Gemelle 9+1+1=11.... Ora è quando la cosa si fa più misteriosa. Uno dei simboli più conosciuti degli Stati Uniti, dopo le stelle e le strisce, è l' Aquila. La seguente strofa è tratta dal Corano, il libro sacro Islamico: 'Perchè è stato scritto che il figlio dell' Arabia sveglierà una terribile Aquila. La forza dell' Aquila si sentirá in tutte le terre di Allah, mentre alcune persone tremeranno di disperazione però in fondo si rallegreranno: perchè la forza dell' Aquila pulirá le terre di Allah e ci sarà pace.' Questa strofa è la numero 9.11 del Corano. Ancora non sei convinto....?! Fai questo e poi me lo dici: apri Microsoft Word e scrivi maiuscolo Q33 NY . Questo è il numero di volo del primo aereo che si schiantó contro le Torri Gemelle. Cambia la dimensione del carattere a 48. Cambia il carattere a Wingdings. E ORA CHE PENSI?!?!!? INVIA QUESTA E-MAIL A 20 CONTATTI O TI SUCCEDERA QUALCOSA...HAI 11 MINUTI! Impressionante vero?? ti consiglio di entrare nel microsoft word e verifica quello che succede... Impressionante...

Questo è il testo della mail che mi è giunta. Non l'ho inviata a nessuno, e nonostante questa mia "negligenza" (eh eh...) io e le persone a me più care siamo ancora vivi, la città in cui abito non è ancora stata spazzata via da una calamità naturale, nessun attentato terroristico si è verificato nel mio quartiere. Toccando comunque palle e ferro (si fa per dire, io non sono scaramantico).
Massimo Provenza

martedì 19 febbraio 2008

"Mi serve una mano d'aiuto"

"Mi serve una mano d’aiuto”… “Siamo molto sensibili alle problematiche dei giovani, venite a trovarmi nel mio studio”… “Vota per me, non te ne pentirai”… Sono queste soltanto alcune delle frasi che ci si sente dire dai candidati alle elezioni politiche quando la loro campagna di propaganda è appena cominciata e, col passare dei giorni, diventa sempre più febbrile. Mai come in questo momento, si avvicinano agli elettori i vari onorevoli, senatori o chi onorevole o senatore non è ma aspira a diventarlo (oppure nel caso delle elezioni comunali mira a ricoprire un ruolo importante nell’amministrazione cittadina). Si avvicinano, sorridono, tendono la mano, chiedono, promettono.
Un anno fa, in occasione della campagna elettorale per le amministrative comunali, ti domandavano ad alta voce, in tono tanto “fraterno” quanto sospetto: “Come stai?”. Ed ecco invece che appena un mese fa ti ignoravano o facevano finta di non conoscerti, quando ti incontravano per strada o a una conferenza. Si voltavano dall’altra parte. Magari aspettavano che fossi tu a fare il primo passo per “inchinarti” e porgere loro i tuoi ossequi. Oggi si avvicinano di nuovo a te, e si ripete quello che sembra un dèjà vu, ma non lo è: la ripetizione dello spettacolo con protagonisti sempre più politicanti e sempre meno politici.
Li trovi dal barbiere, al bar, al supermercato, in piazza attorniati da uno stuolo di corteggiatori e di corteggiatrici. “Mi serve una mano d’aiuto”, dice uno di loro rivolgendosi a te. E tu nel frattempo, se credi in lui, gli rispondi prontamente con un “Ma certo. Lo sai che ti ho sempre stimato” o qualcosa di questo genere. Non è escluso che nel frattempo tu stia pensando con amarezza: “Tanto non mi rimane altro da fare se non votare per lui, che è il male minore”. Oppure, se la tua scelta è indirizzata in altre direzioni, elabori in poche frazioni di secondo la seguente riflessione: “Vuole il voto. Se gli dico che non glielo do, si offende. Ma posso anche rispondergli con un diplomatico “So già per chi votare”.
Oppure posso rispondergli: “Vuoi una mano di aiuto? Ma non dovresti essere tu ad aiutare i tuoi concittadini a rendere migliore la vita in questa società? Non dovresti essere tu, con i fatti e non con le chiacchiere inutili, ad alimentare la speranza nei giovani non facendoli sentire ricattati, illusi in cambio di un voto? Non dovresti essere tu ad insegnare loro a muoversi con le proprie gambe, ad essere autonomi e allo stesso tempo usare l’intelligenza per costruire una realtà concreta in continuo sviluppo culturale, materiale e sostenibile?”.
C’è anche il cittadino, disilluso e nauseato, che non va a votare. Voi che fate? E come rispondete al candidato che si avvicina a voi per chiedervi il voto?
Massimo Provenza

lunedì 11 febbraio 2008

Si torna in campagna

La primavera si avvicina, ed ecco le campagne elettorali che tornano a rinfocolare gli animi dei politicanti, dei politici e della gente che in essi ripone speranze e sogni di gloria. Elezioni comunali, regionali, nazionali. Comitati elettorali. Volantini. Manifesti. Microfoni e megafoni. Palchi. Promesse. Parole. Baci sulle guance. Strette di mano. Sorrisi. Applausi. Manovre. Cambi di casacche. Accordi momentanei. Opportunismo in trionfo. Giochini di potere. A rimetterci è sempre la vera democrazia. "Giù le tasse. Aumenteremo i salari", dice qualche eminente politico come se esclusivamente da lui dipendesse aumentarli, sti benedetti salari.
Nella foto in alto a sinistra, una candidata alle elezioni comunali ad Alcamo lo scorso anno.
Massimo Provenza

domenica 3 febbraio 2008

Curiose coincidenze

E rieccomi, stavolta a scrivere di calcio. E' ancora presto per dire che la stranierissima Internazionale Milano Football Club abbia ormai in tasca il suo sedicesimo scudetto, il terzo consecutivo a partire da quello calciopoliano del 2006 che segnò la fine di un digiuno durato ben diciassette anni. Però l'Inter, formazione multietnica a conferma del proprio nome, ha oggi allungato in classifica e consolidato il primato sulla Roma schiacciata a Siena, così come sulla Juventus bloccata dal Cagliari. E mentre ancora non mi passa la febbre (non è la prima volta che l'influenza di stagione mi colpisce proprio in occasione del Carnevale, ma i veglioni in maschera sono in questo istante il mio ultimo pensiero), mi ritrovo qui a constatare che molto probabilmente i nerazzurri stravinceranno anche questo campionato di serie A duemilasette-otto. E, guarda caso, proprio quando ricorre il centesimo anno di vita della società di via Durini: il presidente Moratti, mister Mancio, e il loro squadrone multilingue lo festeggeranno fra un mese, il secolo nerazzurro, e sperano di celebrarlo a suon di vittorie a primavera inoltrata con tanto di tricolore e coppa dalle grandi orecchie. Già, quella Champions League che nella bacheca interista ancora non esiste, o meglio, esiste la Coppa dei Campioni conquistata nel 1964 e tenuta stretta da Facchetti e compagni nel '65: quella coppa era infatti più piccola. Ma andiamo al dunque. E cioè alle curiose coincidenze di cui parlo già nel titolo di questo post e che rappresentano dei precedenti a ciò che si presume possa verificarsi quest'anno per quanto riguarda la serie A, e cioè appunto cento anni festeggiati con lo scudetto:
Stagione 1996/97 - La Juventus di Lippi ottiene il suo 24° scudetto proprio nell'anno in cui il sodalizio bianconero torinese festeggia i suoi primi cento anni di attività.
1998/99 - Il Milan di Zaccheroni è campione d'Italia sorpassando la Lazio in extremis. E' il sedicesimo tricolore rossonero, proprio in occasione del secolo di vita del club di via Turati.
1999/2000 - Anche la Lazio, con Eriksson in panca, compie cent'anni conquistando lo scudetto, il secondo della sua storia dopo la strepitosa impresa della banda di Maestrelli nel 1974. Per il secondo anno consecutivo, l'assegnazione del titolo si decide sul filo di lana, con la Juventus battuta a Perugia in un diluvio di acqua che poi diverrà un diluvio di polemiche.
2007/2008 - ...

Massimo Provenza
In alto a sinistra, un disegno realizzato da Massimo Provenza


sabato 2 febbraio 2008

Indipendenza a 30 anni. Per tantissimi è un miraggio

I giovani italiani e spagnoli fanno i mammoni anche da trentenni? Può darsi che a molti giovani non piaccia proprio, il termine “mammone”. Ma certo è che, a ulteriore conferma di un fenomeno già molto diffuso nel nostro Paese, ben 3 persone su 4, in Italia come in Spagna, risiedono fino a 30 anni di età a casa dei genitori. Il Giornale di Sicilia dello scorso 1° febbraio, con un ampio articolo pubblicato a pagina 13, riporta i dati statistici resi noti dall’Isae (Istituto di studi e analisi economica) il giorno precedente, in merito a tale situazione.
Si tratta di un fenomeno in crescita e molto preoccupante, che secondo l’indagine effettuata dall’istituto ha come prima causa l’alto tasso di disoccupazione (14 per cento per quanto riguarda, appunto, la fascia di età compresa tra i 20 e i 30 anni), ma che è pure spiegabile con la riduzione del reddito medio percepito dai giovani lavoratori. Mentre nel Regno Unito e in Svezia rispettivamente un quarto e un quinto dei giovani risiedono nella casa dei genitori, in Irlanda il 62 per cento, in Francia il 35 per cento: ciò farebbe pensare ad un’alta probabilità di influenza della religione cattolica nei rapporti tra genitori e figli.
Di sicuro, i giovani italiani sono chiamati a rimboccarsi le maniche per affrontare al meglio lo stato di grave crisi in cui versa la società in cui vivono. Rimboccarsi le maniche, pensare con la propria testa, mettere in luce le proprie risorse, senza arrivismo, cannibalismo o qualsiasi altra forma di egoismo sfrenato.
Il potere logora chi non ce l’ha. Il falso potere logora, prima o poi, chi ce l’ha.
Massimo Provenza

info personali

La mia foto
Benvenuti a bordo del mio blog. Qui trovate alcune mie riflessioni, immagini, appunti e spunti su cui potete intervenire in qualsiasi momento esprimendo il vostro parere o le vostre critiche costruttive. Sono un giornalista professionista. Scrivo per il Giornale di Sicilia, in qualità di corrispondente dalla zona di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi Segesta, spaziando dalla cronaca allo sport e alle foto. Laureato in Scienze della Comunicazione (indirizzo Giornalismo), sono iscritto all'Albo dei giornalisti professionisti dal 2006. Mi piacerebbe scambiare opinioni con chi visita questo blog, fare nuove conoscenze e intraprendere collaborazioni anche con altre realtà che operano nel mondo dell'informazione, purché sia autorevole e non strumentalizzata. Chi vuole può contattarmi su Facebook o telefonarmi al 3355735207 (ma non rispondo agli anonimi o cosiddetti "numeri privati") oppure inviarmi un messaggio al mio indirizzo di posta elettronica: massimoprovenza@email.it

cenni sulle mie esperienze giornalistiche

Il mio primo articolo su un giornale apparve il 13 dicembre 1997: rubrica Cronaca in classe, Giornale di Sicilia, argomento la riqualificazione di una villa pubblica in piazza Pittore Renda ad Alcamo. Il 29 ottobre 1998 mi telefonarono dalla segreteria dell'Università degli Studi di Palermo per comunicarmi di essermi classificato 33esimo (150 i posti disponibili) nella prova di selezione tra gli oltre mille aspiranti all'iscrizione al corso di laurea in Scienze della comunicazione. Nel frattempo, diversi articoli sul mensile alcamese Il Bonifato e poi qualcuno sul Segestano. Dal 2002 la mia attività di praticantato giornalistico. Dall'ottobre 2005 faccio il corrispondente da Alcamo per il Giornale di Sicilia, sul quale del resto avevo già in precedenza pubblicato alcuni brevi articoli. E' infatti a partire da quel periodo che, dopo essermi laureato nel luglio 2005, mi è stato richiesto di fare le cronache delle partite di calcio dell'Alcamo. Intanto il 20 luglio di quell'anno avevo conseguito il titolo accademico in Scienze della comunicazione, dopo aver completato il tirocinio per l'abilitazione professionale. Un paio di mesi dedicati a prepararmi per l'esame di abilitazione professionale, riflettendo anche sulla possibilità di dare un seguito alla collaborazione avviata durante gli stage nei mesi precedenti a Palermo con l'Ansa, Tgs e il quotidiano La Sicilia, senza trascurare quella di collaborare per la cronaca della provincia di Trapani. Poi una chiamata dalla redazione trapanese del Giornale di Sicilia per mettermi in prova come corrispondente per il calcio. Una delle mie passioni. Non potevo rinunciare. Intanto, il 31 ottobre 2005 ho sostenuto a Roma l'esame scritto (con macchina da scrivere, obbligatoria...) per diventare giornalista professionista, poi la prova orale il 23 febbraio 2006 ricevendo dalla commissione nazionale lusinghieri riconoscimenti per i miei elaborati del 31 ottobre, valutati tra i migliori su un migliaio di partecipanti.
Cliccando qui trovate i miei articoli e servizi per Ateneonline, la testata giornalistica dell'Università di Palermo, realizzati tra il novembre 2002 e l'ottobre 2004. Ho anche collaborato per il mensile Regione Mediterranea, pubblicando alcune inchieste. Il mio primo stage bimestrale l'ho svolto alla redazione palermitana de La Sicilia, con una ventina di articoli firmati. Poi, altri due mesi alla redazione televisiva di Tgs. E, infine, all'Ansa con diversi lanci di agenzia. Esperienze, insomma, molto formative sul piano professionale. Come corrispondente da Alcamo per il Giornale di Sicilia finora ho avuto la possibilità di cimentarmi su vari argomenti, dallo sport alla cronaca bianca e nera, e su cui ho pubblicato migliaia di pezzi principalmente su Alcamo, Castellammare del Golfo, Calatafimi Segesta. Collaboro all'occorrenza anche con l'agenzia di stampa ItaliaMedia. Dal 2007 collaboro anche con la Publikompass per la stesura di testi redazionali da pubblicare sul Giornale di Sicilia. Nel marzo 2009 ho iniziato a pubblicare su un canale You Tube alcune mie interviste filmate, nella prospettiva di inserirle in un nuovo webmagazine che è in fase di progettazione e che sarà da me diretto. Dall'ottobre 2009, proprio a tal proposito, è attivo AlcaMondoBlog, un esperimento di giornalismo partecipativo.

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il blog di Massimo Provenza è soggetto a Licenza Creative Commons. Per richiedere tutte le autorizzazioni allo scopo di utilizzare il materiale contenuto in questo blog, scrivete a: massimoprovenza@email.it

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