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CALATAFIMI-SEGESTA. “L’operare criminale si fa più sottile e intangibile. Quanto è labile il confine tra “favoreggiamento” e “innocente amicizia”? Per quale motivo le istituzioni non si mobilitano per riutilizzare in tempi brevi i beni immobili confiscati alla mafia? In che modo si può sradicare il familismo amorale, cioè quell’atteggiamento cinico ed egoistico che mira soltanto al perseguimento del proprio interesse a discapito del bene della collettività?”. Si sviluppa, in sintesi, su questi punti, l’intervista vincitrice ieri del Primo concorso provinciale di giornalismo scolastico “Mauro Rostagno”, organizzato dal coordinamento provinciale di “Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, sul tema “Lotta alle mafie e società responsabile. Luci e ombre sulla strada percorsa e su quella da percorrere”. All’evento hanno partecipato ieri mattina oltre cinquecento tra studenti, docenti, rappresentanti delle istituzioni e cittadini vari, che hanno incontrato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso al Cine Teatro Alhambra. Alla fine, una giuria presieduta dal giornalista Roberto Morrione e composta dagli altri cronisti Lirio Abbate, Rino Giacalone, Francesco La Licata e Giorgio Santelli, ha individuato l’istituto che ha prodotto la più incisiva intervista a Grasso. Si tratta del magistrale alcamese “Vito Fazio Allmayer”, su un totale di 17 scuole partecipanti tra Alcamo, Mazara del Vallo, Erice, Castelvetrano, Trapani, Marsala e Partanna, e tre di queste selezionate per rivolgergli in pubblico i quesiti.“Il rapporto tra la mafia, la politica, l’economia è di reciproca dipendenza – ha spiegato Grasso - e si fonda soprattutto sul clientelismo e appunto sul familismo amorale, sulla capacità dei cosiddetti “colletti bianchi” di “ripulire” il denaro sporco immettendolo in canali finanziari che si confondono con altri, sull’indurre imprenditori e commercianti a pagare il pizzo in cambio di una “protezione” che in realtà non è protezione da un pericolo esterno alla mafia bensì dalla violenza della mafia stessa, e su molteplici forme di sfruttamento, dal traffico di droga e di armi a quello di esseri umani e alle ecomafie. La natura umana purtroppo è fatta così - ha osservato realisticamente Grasso, senza però escludere la necessità di sperare e agire per migliorare la qualità dell'essere e della convivenza sociale -, e certi retaggi si perpetuano nel corso dei millenni: basti pensare a ciò che avveniva ai tempi di Verre (governatore della Sicilia in piena epoca dell’impero romano, ndr), ben oltre venti secoli addietro”. Nel corso della conferenza, sono state affrontate anche altre spinose e attualissime questioni: i limiti nella facoltà di indagare sulla base di intercettazioni, l’imbavagliamento della stampa, il delicato equilibrio tra possibilità di utilizzo di certe informazioni da parte dei cronisti e inquinamento delle indagini.
Il dibattito è stato moderato da Norma Ferrara di “Libera Informazione”, con gli interventi di Margherita Asta (figlia di Barbara Rizzo Asta che assieme ai due figlioletti gemelli Salvatore e Giuseppe trovò la morte nell'attentato al giudice Carlo Palermo il 2 aprile 1985 a Pizzolungo) e Vito D’Angelo, rispettivamente coordinatrice provinciale e referente del presidio calatafimese di
“Libera”, e di vari rappresentanti delle amministrazioni comunali e provinciale. “Su 49 istituti superiori di tutto il Trapanese – ha detto D’Angelo – ci sono giunti 311 messaggi di posta elettronica e diverse telefonate. Siamo rimasti colpiti nell’apprendere che una scuola, a causa di indisponibilità economiche per organizzare il viaggio in autobus, non ha avuto la possibilità di venire qui a Calatafimi. Ciò significa che, se non si sostiene la scuola, non si va da nessuna parte. Che cosa possono sperare i giovani, se già tra i banchi di scuola avvertono questo clima di indifferenza e se la voglia di cambiare rimane soltanto retorica?”Massimo Provenza







Ecco il paesaggio "alpino" con cui si è presentato stamane il monte Sparagio, che con i suoi 1110 metri sovrasta i territori di Castellammare del Golfo, Buseto Palizzolo e San Vito Lo Capo, e rappresenta la vetta più alta della provincia di Trapani. Ai suoi piedi, Scopello. La foto è stata scattata ad Alcamo Marina.











Questa foto l'ho scattata stamane. E' qui che, al margine della strada statale 187, nel cuore di Alcamo Marina, c'era fino al 1976 la casermetta dei Carabinieri. Una casermetta che non c'è più, da quando vi si consumò l'eccidio citato nel post precedente. Nello spiazzo accanto c'è da trent'anni quest'obelisco, recante la scritta "Obbedimmo" e l'epigrafe dedicata ad Apuzzo e a Falcetta.
Chissà per quale motivo in certi ospedali, nei mesi invernali, il paziente in day hospital, prima di essere sottoposto ad un intervento chirurgico, viene lasciato in attesa dai sanitari per diverse ore, senza avere adeguati indumenti addosso, se non il camice sterile (rigorosamente in taglia unica...), mentre la sala d'attesa in cui si trova non è riscaldata...
Sfogliando almanacchi e navigando qui su internet, ho trovato un fatto molto curioso. Nel 1922 l'Internazionale, società milanese di calcio che vanta di essere l'unico club italiano ad aver sempre partecipato alla serie A o comunque al massimo torneo nazionale, terminò il suo campionato piazzandosi all'ultimo posto in classifica. Come mai non fu retrocessa?
dei quali giovani e anche bambini, ad applaudire: "Raccontate ai vostri figli chi era Gaetano Scirea", ha esortato la signora Mariella, prima di soffocare un accenno di pianto singhiozzante. Ha trattenuto le lacrime. E ha donato il suo sorriso e il suo sguardo franco a tutti i suoi interlocutori, ha ricevuto mazzi di fiori, ha abbracciato la mamma e il papà di Carlo Messina, anch'essi custodi e portatori di uno spirito vitale alimentato da un misterioso flusso di positività, quindi testimoni viventi della possibilità di reagire con dignità e serenità anche nelle situazioni più dolorose. Ho come l'impressione che dentro l'anima di Mariella Scirea fluisca l'energia del suo Gai. Io Gaetano Scirea l'ho conosciuto soltanto leggendo articoli, libri oppure rivisitando le immagini d'archivio. Ma l'intuizione m'induce a dedurre che la sua energia elegante, e potente nella sua semplicità, si espanda attraverso i cuori che si sintonizzano con lui. Meravigliosamente contagiosa. Grazie, signora Mariella.
Qualche link sulla storia della bandiera italiana:
ALCAMO. Qualcuno mi domanda in questi giorni che cosa significhi quest'"accordo bonario" che è stato raggiunto tra il Comune e un locale di svago e somministrazione di bevande alcoliche, la cui apertura lo scorso mese di ottobre in piazza Umberto I a pochi metri dal Castello è stata al centro di aspre polemiche. Si tratta di una sorta di pub tra i cui gestori figurano alcuni ragazzi che compongono un'associazione culturale che ha pure organizzato conferenze sulla legalità, essendo anche amici oltre che del sindaco Giacomo Scala e del senatore Nino Papania, anche di Vincenzo Lucchese, ex assessore comunale alla Polizia urbana e in prima linea nel portare avanti la locale Antiracket. Di questo pub, che ha pure montato all'esterno un gazebo, l'amministrazione comunale aveva disposto l'immediata cessazione dell'attività pochi giorni dopo essere stato appena inaugurato, poiché erano state ravvisate "delle incongruenze in termini burocratici", per dirla col sindaco Scala. Dopo una serie di botta e risposta a suon di azioni legali (i titolari del locale avevano infatti chiesto il risarcimento dei danni da parte del Comune) e una sospensiva del Tar nei confronti dell'ordinanza del sindaco, ecco la svolta.
mila 478 euro lordi per l'incarico conferito all'avvocato Stefano Polizzotto del Foro di Palermo nel procedimento promosso dalla Edison 57 srl contro il Comune dinanzi il Tar di Palermo". E intanto, secondo fonti ben informate, sarebbe stata proprio l'installazione del gazebo a costare la poltrona di dirigente dell'Ufficio tecnico comunale (settore Pianificazione e Sviluppo del territorio) a Giambattista Impellizzeri. Scala ha quindi nominato Antonino Renda come nuovo dirigente dell'Utc, ma dopo pochi giorni Impellizzeri è stato reintegrato.
Ho avuto modo di dialogare via internet, ancora una volta ieri sera, con Violetta Impellizzeri dopo averla intervistata via telefono alcuni giorni prima. La conversazione è diventata sempre più interessante e coinvolgente. Non soltanto utile per approfondire alcuni aspetti di ciò che ha avuto modo di scandagliare con il telescopio e con i vari strumenti a sua disposizione, lì al Max Planck Institute di Bonn dove porta avanti la sua attività di studiosa. Ha infatti scoperto l'esistenza di onde elettromagnetiche emesse dall'acqua 11 miliardi di anni fa. Che cosa significa? "Ciò ci consente di conoscere l'Universo - spiega - com'era alle origini. Ed è sorprendente - sottolinea - avere testimonianze di questo tipo, considerato che secondo le teorie di gran parte degli studiosi l'acqua si sarebbe formata molto tempo dopo". La discussione si è poi spinta ben oltre l'astrofisica, per affrontare tematiche filosofiche ed escatologiche. E comunque, Violetta si dice "molto scettica sulla possibilità che esistano, almeno nella nostra galassia, altre forme di vita intelligente". Non è molto propensa, quindi, a credere nell'esistenza degli alieni. Ma che esista un Sommo Artefice dell'Universo e che anche dopo la nostra morte "non tutto vada perduto, ma si conservi - come lei stessa ammette - energia" sono argomenti che affascinano molto la giovane ricercatrice alcamese. A tal proposito abbiamo anche parlato di buddhismo, sfiorando il tema della reincarnazione. Ma in fondo, che si tratti di buddhismo o cristianesimo o quant'altro, importa relativamente: c'è Qualcosa che porta avanti alla perfezione l'Universo. Quindi, il destino ultimo della nostra esistenza, nonché la possibilità che il Tutto sia stato creato da un'Intelligenza suprema, sono temi che Violetta affronta con parecchio interesse, così come diventa intrigante studiare la mente. "Il funzionamento del cervello umano - osserva - è la cosa più misteriosa che esista. Più misteriosa del cosmo. Immagino che sia opera di un raffinatissimo Cervello che sia stato capace di generare l'Universo e la Vita". Di sicuro, se tutte le branche scientifiche cooperassero meglio per un proficuo scambio di saperi e di metodologie pratiche, la Scienza in generale sarebbe più al servizio dello Sviluppo. "Ma purtroppo oggi - dichiara con amarezza Violetta - non è così. Ci sono molte specializzazioni, ma troppi compartimenti stagni permangono nel mondo scientifico".
La notizia è stata pubblicata ieri sul Giornale di Sicilia in cronaca nazionale, anche con un mio articolo che riporta la mia intervista telefonica alla ricercatrice Violette Impellizzeri di Alcamo, la quale ha fatto la curiosa scoperta. L'edizione di ieri della prestigiosa rivista scientifica Nature ha dedicato un ampio servizio ai risultati di questi studi.



d'Alcamo è stata presentata la ventiduesima edizione del "Trofeo 
internazionale di calcio giovanile a cui quest'anno prende parte anche l'Inter, oltre a Torino, Palermo, Reggina, Catania, Fiorentina, Crotone, Empoli, tra un centinaio di formazioni composte da calciatori "in erba" con guide tecniche, dirigenti e famiglie al seguito,
Senato (4 mila 500 euro) su interessamento del senatore Nino Papania. Nelle foto, alcuni momenti della cerimonia di presentazione, con i giornalisti Italo Cucci, Nadia La Malfa, Giuseppe Maniscalchi, Vito Zinnanti, il direttore sportivo del Palermo, Walter Sabatini con i calciatori rosanero Fabrizio Miccoli e Fabio Liverani, Santo Ferrara, Salvatore Bonino presidente dell'Adelkam, i sindaci di Alcamo e Salemi, rispettivamente Giacomo Scala e Vittorio Sgarbi.
Mafia ed estorsioni. Arrestati 9 alcamesi tra cui Diego e Ignazio Melodia, e il consigliere provinciale Pietro Pellerito. Indagato anche Vito Turano, ex sindaco di Alcamo e padre dell'attuale presidente della Provincia di Trapani, Mimmo.
fotografi e agli operatori televisivi. Si è presentata così, in una tranquilla mattina assolata di un lunedì di fine ottobre, ovvero ieri intorno alle 9,30, piazza Garibaldi, di fronte alla caserma dei Carabinieri, così come piazza Libertà davanti al Commissariato di Pubblica sicurezza. Ormai la voce si andava spargendo in tutta la città. E cioè che la reggenza di cosa nostra alcamese ha subìto un duro colpo dalle Forze dell'Ordine. Il blitz è scattato nottetempo, tra le 2 e le 2,30. Nessuno tra tutti i nove finiti in manette ha opposto resistenza sia ai militari che ai poliziotti. Fino alle 9 poche persone sostavano nella piazza 
Plurisecolare motore dell'economia alcamese, la vendemmia, che lo scorso anno a causa della peronospora fece registrare magri risultati, quest'anno dovrebbe attestarsi, secondo le previsioni degli esperti, ai livelli del 2006. Alcamo, città del vino, che vanta un terzo della produzione vitivinicola del Trapanese (che a sua volta copre il 50 per cento di quella siciliana), per questo tipo di attività ormai conta soprattutto sulla manodopera degli immigrati nordafricani e dell'Est europeo. Al rinomato vino Bianco d'Alcamo è riconosciuta sin dal 1972 la denominazione d'origine controllata. L'uva raccolta viene conferita nelle varie cantine sociali situate tra il territorio alcamese e quelli limitrofi (Fiumefreddo, Sant'Antonio, Saraceno, San Francesco di Paola, Kàggera, Condor) e nelle altre aziende private. "Ma nel nostro territorio le cantine sociali negli ultimi anni - evidenzia Gaspare Calvaruso della cantina Sant'Antonio - stanno subendo una crisi irreversibile (ogni anno i soci diminuiscono del 20 per cento), che le porterà molto presto a chiudere i battenti, con conseguente vantaggio per i privati. Fino a quando Alcamo vendeva vino da taglio, le cose andavano bene. Adesso i costi di produzione si sono innalzati a dismisura. Ormai la Spagna e l'Argentina ci surclassano. E va soprattutto ricordato che siamo obbligati a portare le vinacce lontano, ovvero alla distilleria Trapas di Petrosino". Molti produttori alcamesi ormai preferiscono estirpare le vigne per sostituirle con altri tipi di colture.



Un anno fa, si presentò uno dei più impegnativi banchi di prova della mia gavetta professionale di cronista: seguii infatti per il Giornale di Sicilia le elezioni amministrative comunali alcamesi. Mi va di ricordare quel periodo di particolare fervore in tutta la città di Alcamo. Ecco cosa scrissi il 15 maggio 2007: