La Soprintendenza del Mare ci fornisce i dettagli riguardanti il rinvenimento di un antico veliero da carico inabissatosi nei fondali sabbiosi tra Castellammare del Golfo e la foce del fiume San Bartolomeo forse nel secolo XV. Proseguono le ricerche per capire a che data precisa risalga il naufragio.
mercoledì 8 luglio 2009
Castellammare, i fondali della Plaia restituiscono un relitto insabbiato per secoli
venerdì 3 luglio 2009
E' un ospedale per 100 mila persone. Ma la sua vita è sempre appesa a un filo
ALCAMO. L'ospedale "San Vito e Santo Spirito".
Ma la sua funzionalità è insufficiente, a causa di varie carenze, ridimensionamenti e disservizi che si verificano in diversi reparti, rendendone costante lo stato di precarietà. Personale molto qualificato e strumenti all'avanguardia non sempre bastano. Spesso si sono registrati guasti ad apparecchiature d'importanza basilare.
Le speranze di vita del nosocomio alcamese sono sempre legate ai giochi di potere politico.
Talvolta riesce difficile comprendere se gli allarmismi legati alla sua possibile soppressione siano frutto di speculazione propagandistica o di oscure manovre da parte dei potentati di turno.
In caso di morte dell'ospedale "San Vito e Santo Spirito", quale o quali realtà nel territorio di Alcamo potranno garantire i servizi sanitari di emergenza, in modo tempestivo, professionale, efficiente e all'altezza delle necessità di Alcamo e di tutto il suo comprensorio?
giovedì 2 luglio 2009
Alcamo non ha il Difensore civico. Se ne parla oggi in consiglio
ALCAMO - Tra i punti all'ordine del giorno della nuova seduta del consiglio comunale alcamese, convocata per oggi alle 18, spicca anche una mozione d'indirizzo del consigliere Sebastiano Cammarata, riguardante l'istituzione dell'ufficio del Difensore civico, figura di garanzia a tutela del cittadino ma tuttora inesistente nel Comune di Alcamo.
(Nella foto, il Palazzo di città in piazza Ciullo)
http://it.wikipedia.org/wiki/Difensore_civico
martedì 30 giugno 2009
Castellammare, il Comune annuncia: "Maggiori collegamenti con le località balneari"
Le segnalazioni provenienti da Castellammare del Golfo e da me curate e pubblicate lo scorso inverno sul Giornale di Sicilia hanno avuto un seguito positivo. Alcuni castellammaresi, infatti, avevano chiesto alla loro amministrazione comunale guidata dal sindaco Marzio Bresciani di potenziare i servizi di collegamento, tramite autobus, tra il centro storico, Scopello, lo Zingaro, la spiaggia Plaia e la stazione ferroviaria. Oggi il Comune di Castellammare ha annunciato: "Le località balneari del paese sono adesso servite dalle autolinee delle ditte di autotrasporti Russo e Tarantola. L'amministrazione comunale, infatti, di concerto con le due suddette aziende, ha esteso il servizio di autobus alle principali località balneari del paese, molto frequentate dai turisti. Se fino ad oggi gli autobus partivano e arrivavano soltanto dal capolinea di piazza della Repubblica, adesso è possibile prenderli anche nelle fermate ai Quattrocanti, in piazza Petrolo e in via Marconi. Fino al 15 settembre sarà possibile usufruire della deviazione alla spiaggia Plaia (con arrivo alla stazione ferroviaria e comodi orari che fanno riferimento alla partenza dei treni per Palermo e Trapani e al loro ritorno) e del prolungamento del percorso degli autobus per lo Zingaro, passando da Fraginesi, Guidaloca e Scopello. Circa una decina le corse previste dalle due ditte di autolinee, per i collegamenti con le località balneari, che iniziano intorno alle 7 del mattino, con l'ultimo rientro previsto in paese intorno alle 19,45. I biglietti potranno essere acquistati sui pullman". Va comunque ricordato che spesso la stazione ferroviaria di Castellammare è oggetto di atti vandalici che danneggiano le biglietterie automatiche. Intanto, seppur molto lentamente, si sta facendo qualche piccolo passo per migliorare la ricettività in questo territorio meraviglioso, ad altissima vocazione turistica, ma scarsamente valorizzato. (Nella foto, uno scorcio della Marina e del centro storico di Castellammare del Golfo)
Massimo Provenza
giovedì 25 giugno 2009
"Cerco casa ad Alcamo Marina, in una via senza nome..."
Ho appena ricevuto per posta elettronica questo messaggio firmato:
"Vorrei trascorrere una bella vacanza in Sicilia occidentale nel prossimo mese di luglio, e mi è stato proposto di prendere in affitto una casa ad Alcamo Marina. Ma con Google Maps non riesco a localizzarla. Vedo che hai svolto diversi servizi per il tuo territorio e segnalato alcune anomalie. Ti sembrerà strano, ma a me, che non ci sia una toponomastica di Alcamo Marina non piace. E' come privare una persona della propria identità. Ormai è da qualche anno che io e mia moglie veniamo in Sicilia per le vacanze. Ci godiamo tutto ciò che è possibile. Un giorno visitiamo le città e i luoghi paesaggistici e naturalistici, e l'altro ci godiamo il mare in tutta tranquillità. Il giorno di riposo, l'automobile non si usa, e il mare deve essere ad un passo dalla casa comoda e pulita. Ecco perché chiedo tante informazioni su dove si trovi l'abitazione e quanto sia vicina al mare".
mercoledì 24 giugno 2009
Alcamo attende l'acqua del Finocchio
Alcamo, chi prenderà questo pallone?
ALCAMO. La settimana appena apertasi è decisiva per il futuro dell'Atletico Alcamo, la massima società di calcio alcamese che galleggia tra l'iscrizione al prossimo torneo di Promozione e il vortice del nulla. "Cerchiamo imprenditori disposti a salvarlo", dice il sindaco Giacomo Scala. Dalla dirigenza del club, qualcuno parla di nuovi accordi in fase di definizione concreta che già ne avrebbero scongiurato la vendita. Intanto il tempo stringe. (Nella foto, un momento di Atletico Alcamo - Raffadali 0-0 del 7 dicembre 2008).
Massimo Provenza
martedì 23 giugno 2009
lunedì 22 giugno 2009
Chi si fida di questi guard rail così bassi?
sabato 20 giugno 2009
Alcamo rende omaggio alla sua Madonna
ALCAMO. L'immagine di Maria Santissima dei Miracoli, patrona della città. L'opera è stata realizzata accanto all'ingresso della Chiesa Madre con petali di fiori, foglie, chicchi di riso, a cura della prestigiosa associazione Infiorata di Montallegro (Agrigento) con la cooperativa alcamese Raggio di Sole. Anche in piazza Ciullo, in questi giorni, se ne può ammirare una simile, creata dagli stessi organizzatori di quest'iniziativa. Prosegue fino a domani sera la festa cittadina in onore della Madonna dei Miracoli.
venerdì 19 giugno 2009
Alcamo, crescono le erbacce e l'inciviltà
Precisazione
Il post che avevo pubblicato il 17 giugno 2009, intitolato "Com'è bello firmarsi senza scrivere", non è più valido. Riguardava uno degli articoli contenuti nello Speciale Alcamo dello stesso quotidiano del 17 giugno scorso, che reca la firma del collega Gianfranco Criscenti e non invece quella del sottoscritto, autore del pezzo. Criscenti, infatti, non è responsabile di tale errore. Si è trattato, semplicemente, di una svista nella fase d'impaginazione. Succede.
Massimo Provenza
giovedì 18 giugno 2009
Stadio Catella, chi e come ti farà riempire?
ALCAMO. Durata neppure due anni l'avventura economica, oltre che sportiva, dell'Atletico Alcamo di Nicastri e Fiore, adesso le "chiavi" della società bianconera sono state affidate al sindaco Giacomo Scala. Come e dove finirà il calcio alcamese?
(Nella foto, lo stadio comunale "Lelio Catella")
lunedì 15 giugno 2009
Tutti ad Alcamo!
Foto 1: l'Ex Collegio dei gesuiti; 2: piazza Ciullo vista dalla terrazza dell'Ex Collegio dei gesuiti; 3: la parte superiore della facciata, la cupola e il campanile della Chiesa Madre di Alcamo, visti da una delle finestre dell'Ex Collegio dei gesuiti, ma anche dalla stessa terrazza è possibile ammirare tale panorama.
sabato 13 giugno 2009
Piccoli artisti alcamesi producono
Esposizione di varie opere realizzate dagli alunni del Secondo circolo didattico "San Giovanni Bosco".
martedì 9 giugno 2009
domenica 7 giugno 2009
I piloni dei viadotti dell'A29 si sgretolano
Vi fornisco il link a un servizio realizzato da Salvatore Tartamella.
http://www.youtube.com/watch?v=SHdjtSf00nU
venerdì 5 giugno 2009
Alcamo e il calcio. La definitiva morte di un'epoca
30 maggio 1976: L'Alcamo calcio ottiene la sua prima storica promozione in serie C (nella foto 1, lo stadio "Maroso", teatro delle imprese bianconere negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso e adesso utilizzato in occasione del Torneo di calcio giovanile "Costa Gaia" che si svolge ogni mese di gennaio).
30 maggio 2009: L'Atletico Alcamo, club calcistico fondato nel 2007 - a seguito della mancata iscrizione dell'Alcamo che aveva stravinto in Eccellenza (nella foto 2, i festeggiamenti al termine della gara decisiva con la Nissa) ma si era trovato senza disponibilità economiche per andare avanti in serie D - è in vendita. La dirigenza dell'Atletico, vincitore del torneo di Prima categoria e della Coppa Sicilia nel 2008 e capace di gettare alle ortiche la possibilità di approdare in Eccellenza quest'anno, afferma: "Non ci sono le condizioni per continuare. Il titolo dell'Atletico Alcamo è sul mercato provinciale. Allo stato attuale - dicono gli stessi "timonieri" della società bianconera -, l'Atletico Alcamo si trova a dover saldare debiti per complessivi 50 mila euro. Il titolo ha un valore di almeno 30 mila euro. E siccome alle spese che in questi due anni abbiamo sostenuto non corrisponde un adeguato ritorno economico per coprirle, siamo costretti a ritirarci". Va sottolineato che in questi suoi primi due anni di vita, l'Atletico Alcamo è stato seguito, in ogni sua partita casalinga allo stadio Catella, da poche decine di spettatori.
Senza soldi, non si canta messa? Pare proprio di sì. Cambiano i tempi, cambiano gli interessi. Ancora una volta, dunque, la città di Alcamo rischia di non essere rappresentata, nella prossima stagione sportiva, da una squadra calcistica, a parte quelle della Scuola calcio Adelkam nel panorama italiano e internazionale del pallone giovanile.
Riuscirà, in ogni caso, a sopravvivere qualcosa dello sport inteso come sana competizione e pura crescita umana?
mercoledì 3 giugno 2009
sabato 30 maggio 2009
Rifiuti, è caos a Palermo. E ad Alcamo come va?
ALCAMO MARINA. Strada statale 187. Zona Aleccia. Ecco lo spettacolo di un tardo pomeriggio domenicale di maggio. Così, nel migliore dei casi, si presenta la località balneare alcamese a chi proviene dal Palermitano. E c'è qualcuno che, addirittura, dalle auto in corsa, lancia i sacchetti colmi d'immondizia mancando il bersaglio-cassonetto e facendoli quindi andare a finire oltre la recinzione al margine della carreggiata. E per gli operai della nettezza urbana, si rivela ardua l'impresa di andare a recuperarli. Più volte, abbiamo denunciato tale situazione per mezzo di articoli pubblicati sul Giornale di Sicilia.
E la spiaggia? Fino a stamattina, in particolare tra la Battigia e la Tonnara, era sporchissima. Dal Comune di Alcamo, hanno annunciato che "è già stata avviata la pulizia dell'arenile", da parte della ditta Sicilia Verde di Mazara del Vallo, che si è aggiudicata l'appalto per tale servizio (la cui durata è di 110 giorni), per una spesa complessiva di 181 mila euro. "Abbiamo predisposto - dice l'assessore comunale all'Ambiente, nonché vicesindaco, Massimo Fundarò -
uno stanziamento di 140 mila euro per acquistare un pulispiaggia, che però sarà utilizzabile non prima di metà luglio. Nei prossimi giorni, faremo comunque partire il nuovo progetto "Alcamo differente", distribuendo a 5 mila famiglie i quattro contenitori per la raccolta differenziata e per il successivo prelievo "porta a porta" di tali rifiuti (nella foto a lato, i nuovi recipienti presentati da Fundarò con il sindaco Giacomo Scala). Stiamo anche collocando in vari punti della città diversi nuovi raccoglitori di pile usate e di farmaci scaduti. Dopo l'estate, contiamo di poter iniziare a utilizzare la nuova discarica comunale che in base al nuovo progetto sorgerà nei pressi di quella ormai inutilizzata, poiché satura, di contrada Vallone Monaco". I rifiuti alcamesi, ricordiamo, vengono tuttora conferiti alla discarica di Siculiana, nell'Agrigentino. Si rivela opportuno, comunque, che vengano messi dei cestini anche ai bordi della stradella a nord della linea ferrata ad Alcamo Marina, soprattutto in considerazione del fatto che il sottopassaggio della vergogna è ancora bloccato (cfr. il post del 15 aprile scorso) e che gli appositi cassonetti sono in gran parte posizionati lungo la Statale 187. In tante altre zone del territorio, si possono trovare discariche a cielo aperto ancor più corpose: mi viene in mente, in particolare, quella a circa metà strada del tratto Alcamo - Partinico della Statale 113.
Massimo Provenza
venerdì 8 maggio 2009
mercoledì 6 maggio 2009
Che cosa ci dice ancora una volta e di più quest'immagine?
"Ancora una volta, su questo blog, ecco un post che mette in risalto gli aspetti negativi del nostro territorio"... penseranno molti di voi lettori alcamesi. Ritengo però che per crescere come cittadini, io per primo, sia necessario cominciare col passare in rassegna i problemi da affrontare e risolvere. Qui non si vuole accusare alcuna persona o istituzione. Non è un ruolo che mi appassiona particolarmente, ed è sempre fin troppo facile puntare il dito verso un capro espiatorio senza assumersi ognuno le proprie responsabilità. Ma un blog può essere utile per fare riflettere e promuovere azioni costruttive, sulla base di segnalazioni che mirino semplicemente a migliorare, se è possibile, la qualità della nostra coesistenza civica.
Massimo Provenza
martedì 5 maggio 2009
Alcamo, le viscere del Bastione rimangono chiuse
domenica 3 maggio 2009
Alcamo, un flop la manifestazione "Un calcio...al terremoto"
ALCAMO - Soltanto una trentina gli spettatori presenti in tribuna. Si è rivelata un vero e proprio flop, la manifestazione "Un calcio... al terremoto", svoltasi nel tardo pomeriggio con una partita di calcio tra politici e operatori dell'informazione allo stadio comunale Catella. La gara è stata organizzata dalle due emittenti televisive alcamesi Videosicilia e Alpa Uno, e dal Comune di Alcamo. Scopo dell'iniziativa: raccogliere fondi in favore dei terremotati dell'Abruzzo. “Non è previsto alcun biglietto di ingresso – avevano puntualizzato gli organizzatori - ma si fa riferimento al buon senso delle persone per un’offerta libera che sarà interamente devoluta alla causa abruzzese”. Anch'io ho accettato l'invito a partecipare, ho preso parte alla partita, ma alla fine ho constatato la scarsa utilità di quest'evento. Vanno comunque menzionati lo spirito all'insegna del divertimento, che ha caratterizzato entrambe le squadre in campo, e soprattutto le buone doti tecniche e atletiche mostrate dal sindaco di Alcamo, Giacomo Scala, schierato in attacco e autore di una doppietta, e dai suoi compagni quali ad esempio Pasquale Perricone e Gianluca Abbinanti (assessori comunali), Mimmo Turano (presidente della Provincia di Trapani) da una parte, ma anche i giornalisti, a cominciare da Roberto Gueli (giornalista Rai, anch'egli andato a segno) hanno espresso interessanti spunti. Risultato finale: 3 a 2 per i politici.
Ma proprio in merito all'organizzazione di questa partita, stasera qualche cittadino alcamese mi ha espresso invece la propria perplessità, se non disappunto. C'è chi, infatti, si domanda: "Ma per quale motivo si è scelto di fare questa manifestazione di sabato pomeriggio, considerato che molta gente lavora? Non sarebbe stato meglio domenica?". Qualcun altro ha invece osservato: "Poco cambia se è sabato o domenica. Per fare beneficenza occorre prima creare un qualcosa che attiri la gente, e non sempre è facile farlo con una sfida tra politici e giornalisti locali. Fare l'offerta era il motivo per cui la gente doveva venire allo stadio? Non è così che funziona. A parte le spese sostenute, tra manifesti, completini eccetera, un segnale forte poteva essere quello di cedere in favore dell'Abruzzo i gettoni di presenza delle sedute consiliari del mese di aprile". Una cosa è certa: stasera ho acquisito un po' più di esperienza, che mi servirà a pensarci più di una volta, prima di prendere parte a una manifestazione di questo genere.
Massimo Provenza
venerdì 24 aprile 2009
Benvenuti a GrovierAlcamo
mercoledì 22 aprile 2009
Alcamo, giornalisti e politici scendono in campo per dare "Un calcio...al terremoto"
Ben poco può l'uomo, contro calamità naturali quali i violenti terremoti, se non prepararsi adeguatamente e nel rispetto delle norme antisismiche. Ma se qualcuno mi chiama a essere parte attiva per una bella manifestazione di solidarietà per l'Abruzzo messo in ginocchio dalle terribili scosse telluriche di questi tempi, allora ci sto. Certo, di solidarietà ce ne vorrebbe in tante parti del mondo, non soltanto verso gli abruzzesi. Ma già, attivarsi almeno per loro, è qualcosa.
Andiamo al dunque. Hanno invitato anche me a giocare. A prendere parte a una gara calcistica per sostenere i terremotati dell'Abruzzo. L’iniziativa, intitolata “Un calcio…al terremoto”, è portata avanti da due colleghi, Daniele Orlando e Andrea Aguanno delle emittenti televisive locali Videosicilia e Alpa Uno, e dal Comune di Alcamo, che si occuperà dell'organizzazione dell'evento e di fornire alle due formazioni le divise di gioco. La partita è fissata per il prossimo 2 maggio allo stadio comunale “Lelio Catella” di Alcamo, con inizio alle ore 18,30. Ad affrontarsi in campo, 11 contro 11, operatori dell’informazione e politici locali. “Non è previsto alcun biglietto di ingresso – puntualizzano gli organizzatori - ma si fa riferimento al buon senso delle persone per un’offerta libera che sarà interamente devoluta alla causa abruzzese”. Se così dicono loro... Io intanto scaldo i miei muscoli e alleno il mio fiato, con me in campo ci sarà proprio... ehm...da divertirsi..........
martedì 21 aprile 2009
Alcamo nell'anarchia. Vandali e piromani fanno quel che vogliono
Pubblico integralmente un post di denuncia (con foto) appena inviatomi da Erika Pellegrino.
Vacanze di Pasqua, si torna “a lu paiseddu”… Ebbene sì … Tornata fui … e così alla sera mi faccio la classica “calata a la chiazza”! Lasciamo le auto in piazza Bordello Bagolino e ci facciamo la “cassariata” fino in piazza Ciullo. “Sparraciunìu”, news alcamesi, finti sorrisi abbracci e baci. “Comu semu?”, "Ma dunni ha' statu?”. "E' ora di “calare” a Castellammare! Perché ad Alcamo non c’è più niente da fare (a Castellammare sì invece, mah)… Torniamo verso l’auto, quando notiamo una cosa a dir poco innovativa, una nuova moda alcamese, evidentemente, che ci lascia basiti: una delle palme che si affacciano sul “bastione” è in fiamme e scintillìa tranquilla nella notte sotto gli occhi meravigliati degli alcamesi che passano davanti sulle loro auto, con tanto di
finestrino abbassato e braccio di fuori, e guardano “a vucca aperta” come a dire: "Abbiri chi cosi chi ni fa lu sinnacu a nuatri... li parmi chi s’addumanu! atru chi assicutafimmini!!..."Per fortuna, noi, dotati di lucidità che a quanto pare non molti hanno, abbiamo chiamato il 115, che prontamente ci ha risposto: "Eh vabbè e quindi? Noi siamo a Palermo! Ma di preciso che è successo?" A vogghia di diri:"Han dato fuoco ad una palma in piazza Bagolino!" ...E loro: "Ma tanto fuoco ha preso? Chiamate i carabinieri… Noi siamo a Palermo". Evvai!!!! Altro che 8924, il 115 ti risolve tutti i problemi! E vabbé, chiamiamo sti carabinieri… 10 minuti al telefono a tentare di spiegar loro dove e cosa stesse succedendo, nominativi, numero di cellulare, stato civile, numero di scarpe, duemila domande e mentre la povera palmetta “avvampava”… un paio di ragazzi del gruppo, capito “lu versu”, armati di bottigliette d’acqua e foglie di palme han spento l’incendio. Restava il tronco incandescente (che si spera siano poi andati a spegnere sti benedetti carabinieri)… Io scatto una foto, giro un video di pochi minuti, salgo in auto e mi pongo domande del tipo: "Ma dunni nascivu? Ma picchì un si ravanu focu a li corna?"... E così, allietata da questi pensieri siculi (perché io, quando torno in Sicilia, penso in siciliano) mi appresto a continuare la nostra serata ricca di commenti e perplessità sull’efficienza dei soccorsi e sulle teste di ca… ehm …capelli che la sera danno fuoco alle palme … L’indomani mattina monto in fiat 500, radio, sole del viale Europa in faccia e mi faccio un giro canticchiando “Sicilia bedda sicilia bedda, vugghhiu iucari cu da funtaneddaaaaaaa … llalallalala” quando, giunta davanti a piazzetta Internicola (che anche lì ci sarebbe da scriverci su... ma lasciamo perdere il nostro caro padre Renda)... mi volto spensierata verso la vegetazione della suddetta piazzuola e noto un gruppetto di quattordicenni che se la ridono mentre uno di loro, accendinomunito, dà, con molta nonchalance, fuoco ad una palma, con un’aria che lasciava intendere agli altri componenti del gruppo un poetico “Minchia oppu putenti sugnu!”... Sgrano gli occhi! Non è possibile! Certo che però … Beh, o smontavo dall’auto e li macchiavo a lignate e poi me le prendevo pure io mi sa, o chiamavo il 115! Ehm..sì … ho pensato che forse da buona siciliana era meglio sospirare e farsi i c... propri, ma sì, io non sono alla moda, x essere fashion bisogna dare fuoco alle palme … It's cool! E così ho continuato il resto della canzoncina che stavo cantando e che in effetti, ora che ci penso, proseguiva con: "Sicilia bedda sicilia bedda, terra di focu e di surfaredda, trasi intra u cori e nesci dai vureddaaaaaa”. Parole sante!Erika Pellegrino
(Nella foto, scattata dalla stessa autrice del post, un volenteroso e solerte cittadino mentre tenta di arginare in qualche modo il propagarsi delle fiamme che stanno avviluppando la palma in piazza Bagolino. Il fatto risale alla notte della vigilia di Pasqua).
mercoledì 15 aprile 2009
Alcamo Marina. Riqualificare l'esistente? No. Generare un mostro laddove non ce n'è bisogno. E lasciarlo incompiuto per vent'anni

Ricordate il post che pubblicai su questo blog il 28 maggio 2008, intitolato "Bellezze al sole, sopra e sotto la ferrovia"? Qualcosa è cambiato, da allora. Il cavalcavia pedonale di contrada Catena già nell'autunno scorso è stato sistemato. Mentre per quanto riguarda il sottopasso di contrada Ex Fermata treno, nei pressi della Tonnara di Alcamo Marina, sono stati effettuati interventi, è vero. Ma queste foto ne testimoniano l'attuale scenario. L'opera rimane incompiuta. Da ben 20 anni non giunge a termine. Nel 1991 venne infatti abbattuto il caratteristico casello ferroviario, qualche anno dopo venne eliminato anche il passaggio a livello. Con il risultato di congestionare la viabilità, oltre che di avere ormai creato uno scempio in una zona che, tutto sommato, prima dell'esecuzione di questo progetto poteva considerarsi tra le meno disordinate di
Alcamo Marina. Per giunta, da alcuni anni, le Ferrovie dello Stato prospettano anche la soppressione dell'importantissimo passaggio a livello della Battigia. Alcamo Marina, località sorta su una delle spiagge più belle del mondo, ha tanti difetti. E' vero. Perché in un passato in cui non ci si poneva problemi di rispetto del territorio, tutto sembrava lecito, e si andava all'assalto senza badare neppure alle potenziali conseguenze che la cementificazione selvaggia determina. Se n'è avuta parziale conferma con l'alluvione dello scorso primo febbraio e, ancor prima, con quella del 12 agosto 1997. Però non è vero che Alcamo Marina sia irrecuperabile. Intanto, si fa ben poco per salvarla, per "riqualificare l'esistente" insomma. "Noi - riferiscono dal Comune di Alcamo - abbiamo fatto il nostro dovere, con i lavori affidati dal luglio scorso a una ditta di Enna, per bitumarlo e quindi rendere il sottopasso, in teoria, transitabile dai veicoli oltre che dai pedoni". Seppure, da quest’inverno, sia dotato d’illuminazione artificiale funzionante, vi permane il divieto di accesso per lavori in corso. In questi giorni, una nuova lettera di diffida è stata infatti inviata da parte dell'Anas nei confronti delle Ferrovie di Stato, a causa di grossolane irregolarità nella realizzazione del progetto, portato avanti da quest'ultimo ente. In base a tale diffida, si dovrebbe sistemare un pericoloso dosso venutosi a creare, ed espropriare terreni per allargare l'intersezione tra la una strada comunale e la statale 187. Il Comune ha fatto la propria parte all'interno del sottopasso, ma rimane da abbellire il muro che costeggia la stradella a nord della linea ferrata, dal sottopasso alla Tonnara: nel tempo, è stato infatti deturpato con vernice spray, seguendo uno "stile" che è lontanissimo parente dell'arte dei
murales. Lo scorso anno, l'amministrazione municipale aveva annunciato di avviare interventi per ricoprirlo in pietra. Detto ciò, non va dimenticato che il sottopasso è alto 3 metri e 20 centimetri, e consente il transito soltanto a una limitata categoria di automezzi: quelli dei vigili del fuoco, ad esempio, non possono passare.
Maggiori dettagli in merito a questa situazione potete trovarli nel mio articolo pubblicato oggi nell'edizione di Trapani del Giornale di Sicilia.
domenica 12 aprile 2009
Castellammare del Golfo, scuola trasferita per fare spazio all'ufficio tecnico
Pubblico qui il mio articolo uscito oggi nell'edizione di Trapani del Giornale di Sicilia. Il pezzo è stato erroneamente attribuito, dagli impaginatori del quotidiano, a un altro collega.
(Nella foto a sinistra, la facciata del Palazzo municipale di Castellammare del Golfo).
CASTELLAMMARE DEL GOLFO - Il Comune, che ha già deciso di chiudere la scuola primaria e dell’infanzia “Diego Buccellato” ospitante 150 bambini, ha ufficializzato ieri, con determina del sindaco Marzio Bresciani, l’autorizzazione all’espletamento della gara di cottimo appalto relativo ai lavori di restauro e risanamento conservativo del plesso scolastico. “L’edificio, che è di proprietà del Comune – spiega il primo cittadino - in tal modo sarà utilizzato per l’ufficio tecnico. La spesa prevista per tale opera di riqualificazione si aggira attorno agli 80 mila euro. L’amministrazione municipale è in sintonia con la direzione didattica dell’Istituto comprensivo “Giovanni Pascoli” a cui fa capo il plesso Buccellato, quindi decideremo assieme quali saranno i nuovi locali che potrà utilizzare per svolgere regolarmente le proprie attività”. Ma nelle scorse settimane è diventata sempre più vibrante la protesta da parte dei genitori degli alunni che finora hanno fruito di tali locali in via Canale Vecchio. Si è infatti formato un comitato, che ha organizzato manifestazioni di dissenso nei confronti degli orientamenti del sindaco, ultima fra queste un corteo lo scorso 28 marzo. Il consigliere comunale Ivano Motisi, in rappresentanza del gruppo "Indipendenti - Udc" in seno all'assemblea consiliare, aveva rivolto nel mese di gennaio un'interpellanza a Bresciani, in merito all'indizione di un referendum sull'utilizzo dei suddetti locali. “Ma tale iter ha poi subito una paralisi", aveva affermato Motisi. Appena un mese addietro, la sezione di Palermo del Tar ha però respinto l'istanza, richiesta dal comitato Buccellato, di sospensione cautelare dell'efficacia della determina comunale del 12 novembre 2008, riguardante appunto la nuova destinazione dei locali. “Varie vicissitudini - dice l’avvocato Donatella Anselmo, legale difensore del suddetto comitato - hanno nel tempo segnato la vita di questo plesso, che è l’unico ad avere tutti gli spazi necessari per l’ottimale espletamento delle attività didattiche. E’ attualmente composto da 7 classi per un totale di 152 bambini dai 3 ai 10 anni. Le classi della scuola dell’infanzia sono attualmente ospitate dal plesso Verga mentre le classi della scuola primaria sono state provvisoriamente trasferite nell’istituto comprensivo Pascoli. Entrambe le strutture ospitanti – conclude Anselmo - sono distanti dalle residenze dei bambini e molte famiglie vivono notevoli disagi”. (*mapr*) Massimo Provenza
giovedì 9 aprile 2009
Il regno dei cieli
(«Mi piace il vostro Cristo, non mi piacciono i vostri cristiani. I vostri cristiani sono così diversi dal vostro Cristo»)
Io non so tu, Gesù Cristo, chi sei stato veramente. Di te mi riferiscono le testimonianze storiche. L'uomo è piccolo nell'universo, ma anche grande nella consapevolezza di percepirsi unito all'universo, a questo susseguirsi di eventi catastrofici, di trasformazioni violente, di sublimazioni della materia. Unito a un amore che lo accoglie, lo pervade e vuole che il suo spirito abbandoni la prigione degli attaccamenti alle cose, del dolore corporeo, del desiderio di vendetta, del senso di colpa, dell'accusa sterile, dell'autodenigrazione, della dannazione, della presunta incapacità di riconoscersi provenienti da quell'amore anche se molto probabilmente in questo mondo non riusciremo mai a essere tutti quanti in reciproca sintonia. Tu, Gesù di Nazareth, come hai fatto a sopportare tutto quel dolore? Ti sei preso carico della mia meschinità per rigenerarmi. Da chi sono stato creato? E' tutta mia l'autodeterminazione, la volontà che attimo dopo attimo metto nelle mie azioni? Da dove proviene veramente? "E' energia che si trasforma, niente di più", pensa l'ateo. Lo penso anch'io. Ma per me non esiste una vera distinzione tra chi crede in Dio e chi non ci crede. Per me esiste quest'energia, che è il tuo amore incondizionato e che io non posso in questo momento ripagare. Eppure sento la vita pulsarmi dentro. Respiro. Rinasco come figlio di ciò che sono stato, figlio di ciò che furono i miei predecessori, figlio della storia umana, figlio di un qualcosa d'inesprimibile che diede origine a questa storia terribile, meravigliosa, insanguinata, rinegoziata, decapitata, ricostruita, mutilata, riparata, fatta a pezzi, rigenerata, uccisa, riportata alla vita, dilaniata, sciolta nell'acido, annientata dall'indifferenza. A questa storia che è anche stupenda come una giornata di primavera, triste come le foglie cadute dagli alberi in autunno, stridula come il pianto del neonato, geniale come la performance dell'artista, serena come quando ammiriamo le stelle distesi, appassionata come quando io e quell'inimitabile opera d'arte sublime chiamata donna siamo una cosa sola. Ogni persona ha la sua storia. Può essere una storia d'intenso lavoro produttivo, può essere una storia di solitudine ma comunque di grande attività al servizio dell'umanità. Può essere una storia di indicibile sofferenza passiva. Può essere una storia di nullità, di malvagità. Può essere una nuova storia. Da questo momento.
domenica 5 aprile 2009
Alcamo, l'inchiesta sui consulenti comunali: la magistratura "esilia" il sindaco per qualche ora, poi revoca il provvedimento
ALCAMO - Un divieto di dimora nel territorio di Alcamo per 15 giorni gli era stato notificato venerdì sera, 3 aprile, dal gip di Trapani Massimo Corleo, a conclusione di un'indagine condotta dalla polizia in merito alla nomina di tre consulenti esterni al Comune. Destinatario del provvedimento il sindaco di Alcamo, Giacomo Scala, il quale già nei mesi scorsi aveva ricevuto un avviso di garanzia in cui si ipotizzava il reato di abuso d'ufficio, e anche il segretario comunale Cristofaro Ricupati risulta tuttora indagato. Ma lo stesso magistrato, su richiesta del pm Franco Belvisi, ha revocato, nel giro di poche ore, questo divieto di dimora, in quanto non sussisterebbero gli estremi per "esiliare" il primo cittadino alcamese. Rimane aperta l'inchiesta avviata dal Commissariato di Pubblica sicurezza alcamese, diretto da Valerio Aquila.
GLI INCARICHI NEL MIRINO DELLA POLIZIA Quindici erano gli incarichi del gabinetto del sindaco Giacomo Scala fino al mese di dicembre scorso: 7 retribuiti, gli altri a titolo gratuito. Di questi, uno ricoperto da Liborio Ciacio per 3 mila euro mensili, "per curare l'innovazione e l'implementazione delle procedure interne di verifica e controllo, le relazioni istituzionali nonché per supporto agli organi politici (sindaco, ufficio di gabinetto del sindaco, giunta municipale)”. Tale mansione, inizialmente stabilita fino alla scadenza del mandato di Scala, a Ciacio è stata revocata l’11 dicembre 2008. Un altro incarico, quello di "consulenza in materia di pianificazione urbanistica" è stato invece occupato dal geometra Giuseppe Pipitone, per altre 3 mila euro mensili dallo scorso primo settembre e, in teoria, fino al 31 dicembre 2008. Quello di "esperto in comunicazione pubblica e istituzionale" dal 21 luglio 2008 al 31 dicembre 2009 per 1.700 euro al mese, da Antonio Fundarò (che si è dimesso, proprio a causa di queste indagini, nel dicembre 2008). Altri incarichi per pubbliche relazioni in merito al Por "Risorsacqua Alcamo" sono invece affidati a tre giornalisti per 5 mila euro ciascuno. Dieci in tutto gli incarichi del gabinetto sindaco attuali. Oltre a quelli citati, gli altri sono tutti a titolo gratuito.
Massimo Provenza
mercoledì 1 aprile 2009
ALCAMO IN CHIARO. Pubblicati i primi video
http://www.youtube.com/user/alcamoinchiaro
Siamo soltanto all'inizio, credo che con passione e perseveranza riusciremo a migliorarci. E un giorno, magari, questi video andranno a comporre l'archivio della nuova rivista online multitematica che ho in progetto.
Massimo Provenza
venerdì 27 marzo 2009
Il giornaletto della mia infanzia compie 60 anni
mercoledì 25 marzo 2009
giovedì 19 marzo 2009
Sviluppo sostenibile, un convegno ad Alcamo
ALCAMO. E’ in programma per sabato 21 marzo a partire dalle 16 nella Sala Rubino del Centro Marconi, un dibattito sul tema "La Gestione energetica del Territorio". Hanno annunciato il proprio intervento gli ingegneri Gaetano Marco D'Angelo, amministratore unico di Energie Naturali srl (fotovoltaici, rinnovabili) e Francesco Paolo Vivoli (Sicenea), Daniele Russo (SunPower), Domenico Fontana (Legambiente) e Desiree Lucchese, consulente ambientale ed esperta in materia di costruzioni verdi.
mercoledì 11 marzo 2009
ALCAMO IN CHIARO. Pronti i primi filmati: presto saranno pubblicati su You Tube
Entro pochi giorni pubblicherò su You Tube, come accennato nel precedente post, le prime interviste da me effettuate che poi andranno a far parte di "Alcamo in chiaro", l'innovativo webmagazine di approfondimento dell'informazione su Alcamo e dintorni (nella foto a lato, scattata da Enzo Adragna: un momento della mia intervista al sindaco di Alcamo, Giacomo Scala, in tema di "caro rifiuti", su cui domani uscirà un articolo nella cronaca di Trapani del Giornale di Sicilia). Si tratta di un primo passo concreto per dare corpo ad "Alcamo in chiaro": un'iniziativa che consiste intanto nella realizzazione di un blog da sviluppare come punto di riferimento di giornalismo partecipativo. Il nuovo sito, tuttora in fase progettuale e che sarà allestito entro maggio prossimo, si propone come contenitore di un nuovo giornale online di approfondimento, intanto a livello locale, e che possa spaziare su tanti temi. Un giornale che sia realizzato da pochi ma buoni giornalisti con la collaborazione di varie persone che giornalisti non sono ma che, sulla base delle proprie esperienze professionali o comunque di vita in generale, vogliono esprimere qualcosa. Escludo a priori la partecipazione di politicanti, approfittatori, grafomani: in caso contrario, renderei un pessimo servizio ai lettori. "Alcamo in chiaro" vuole dare voce anche ai più giovani con una rubrica dedicata proprio a loro. Per realizzare questo progetto, non intendo percepire contributi da enti pubblici.
Chi è interessato a collaborare fornendo semplicemente i suoi elaborati e le sue idee, può iniziare a inviarli alla mia casella di posta elettronica oppure contattarmi per ottenere maggiori delucidazioni in merito. Porte aperte agli inserzionisti.
La mia idea è quella di realizzare un sito web contenente servizi filmati e articoli giornalistici di approfondimento e su svariate tematiche, un'ampia sezione dedicata ai giovani e un'altra contenente importanti documenti d'archivio, nonché un blog, punto cardine del sito, e una web radio, se ce ne sarà la possibilità. Una rivista telematica, insomma, ancora in fase sperimentale prima di diventare una testata giornalistica a tutti gli effetti, che intanto abbracci l'intera realtà del territorio di Alcamo e del suo comprensorio, ma che si occupi anche di vari temi ad ampio respiro, e che si rivolga ai tanti alcamesi o comunque siciliani che studiano o lavorano lontano da Alcamo. La redazione è curata da me, con l'intenzione di pubblicare anche servizi e interviste video e audio da me realizzati con la collaborazione di Carlo Parrino, il quale si occuperà della fotografia, della fase di realizzazione e montaggio dei filmati, che all'inizio saranno aggiornati almeno due volte a settimana. Vaglierò con attenzione ogni vostro scritto che mi proporrete per il blog. Tante sono le aree tematiche che si possono affrontare: giovani, attualità, politica, arte, scienza e tecnologia, storia, ambiente e agricoltura, medicina, economia, sport, psicologia, informatica, cinema, televisione, istruzione, architettura, internet, costume, moda, letteratura, teatro, sociologia, turismo, alimentazione, sesso...aggiungete voi. Non saranno pubblicati scritti anonimi (tranne che eventualmente come commenti sul blog). La lunghezza di ciascun post non potrà superare il limite di 5 mila battute. Gradirei che ogni collaboratore mi fornisca anche un suo recapito telefonico.
Massimo Provenza
martedì 10 marzo 2009
Alcamo, mai visto negli ultimi tempi un consiglio comunale così affollato...
ALCAMO. Già intorno alle 18, orario d'inizio della seduta del consiglio comunale fissato per questa sera, dinanzi al Palazzo di città si respirava un'atmosfera elettrica, con la piazza Ciullo affollata da uomine e donne pronti a manifestare in aula consiliare la propria protesta nei confronti dell'amministrazione municipale. Gran parte della cittadinanza non condivide infatti l'aumento spropositato delle bollette per i rifiuti e, in generale, la pressione fiscale che si sta accanendo sulle tasche degli alcamesi. Domani 11 marzo nell'edizione di Trapani del Giornale di Sicilia un articolo di Giuseppe Maniscalchi tratterà proprio di questo problema, ed è stata inoltre programmata in mattinata una contestuale conferenza stampa al Centro congressi Marconi.
Per il nuovo giornale online "Alcamo in chiaro" in fase di elaborazione, proprio oggi in quest'occasione ho effettuato le prime interviste filmate da poter guardare intanto su You Tube. Presto ve ne comunicherò i link. In queste foto, intanto, potete vedere due momenti del consiglio comunale di stasera, che è stato momentaneamente interrotto proprio a causa di questi disordini. Capita spesso di assistere ad Alcamo a sedute di consiglio turbolente, ma quasi mai così affollate... Forse le persone immortalate in queste immagini sono tutte simpatizzanti dell'opposizione di centrodestra? Oppure siamo di fronte alla dimostrazione che ad Alcamo serpeggia un malcoltento che va oltre gli steccati partitici? Fermo restando che bisogna capire fino a che punto sono reali questi steccati e che cosa s'intende per "partiti" (non dico "ideologie", perché purtroppo quelle sembrano morte già da un pezzo), in questo grave momento di confusione politica, informativa e quindi di generale crisi e di falso benessere che s'intrecciano e si contraddicono. Tale è la condizione in cui oggi versano la Sicilia e l'Italia.
sabato 28 febbraio 2009
Calatafimi, Piero Grasso intervistato dagli studenti: "La speranza siete voi giovani"
Pubblico qui una parte dell'articolo che uscirà domani sul Giornale di Sicilia, riguardante l'incontro di stamane organizzato da "Libera" a Calatafimi-Segesta tra il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso (nella foto a lato) e gli studenti delle scuole superiori di tutta la provincia di Trapani, per l'assegnazione del Premio giornalistico scolastico "Mauro Rostagno" (nella foto in basso, Grasso con Margherita Asta di "Libera").
* * *
CALATAFIMI-SEGESTA. “L’operare criminale si fa più sottile e intangibile. Quanto è labile il confine tra “favoreggiamento” e “innocente amicizia”? Per quale motivo le istituzioni non si mobilitano per riutilizzare in tempi brevi i beni immobili confiscati alla mafia? In che modo si può sradicare il familismo amorale, cioè quell’atteggiamento cinico ed egoistico che mira soltanto al perseguimento del proprio interesse a discapito del bene della collettività?”. Si sviluppa, in sintesi, su questi punti, l’intervista vincitrice ieri del Primo concorso provinciale di giornalismo scolastico “Mauro Rostagno”, organizzato dal coordinamento provinciale di “Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, sul tema “Lotta alle mafie e società responsabile. Luci e ombre sulla strada percorsa e su quella da percorrere”. All’evento hanno partecipato ieri mattina oltre cinquecento tra studenti, docenti, rappresentanti delle istituzioni e cittadini vari, che hanno incontrato il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso al Cine Teatro Alhambra. Alla fine, una giuria presieduta dal giornalista Roberto Morrione e composta dagli altri cronisti Lirio Abbate, Rino Giacalone, Francesco La Licata e Giorgio Santelli, ha individuato l’istituto che ha prodotto la più incisiva intervista a Grasso. Si tratta del magistrale alcamese “Vito Fazio Allmayer”, su un totale di 17 scuole partecipanti tra Alcamo, Mazara del Vallo, Erice, Castelvetrano, Trapani, Marsala e Partanna, e tre di queste selezionate per rivolgergli in pubblico i quesiti.
“Il rapporto tra la mafia, la politica, l’economia è di reciproca dipendenza – ha spiegato Grasso - e si fonda soprattutto sul clientelismo e appunto sul familismo amorale, sulla capacità dei cosiddetti “colletti bianchi” di “ripulire” il denaro sporco immettendolo in canali finanziari che si confondono con altri, sull’indurre imprenditori e commercianti a pagare il pizzo in cambio di una “protezione” che in realtà non è protezione da un pericolo esterno alla mafia bensì dalla violenza della mafia stessa, e su molteplici forme di sfruttamento, dal traffico di droga e di armi a quello di esseri umani e alle ecomafie. La natura umana purtroppo è fatta così - ha osservato realisticamente Grasso, senza però escludere la necessità di sperare e agire per migliorare la qualità dell'essere e della convivenza sociale -, e certi retaggi si perpetuano nel corso dei millenni: basti pensare a ciò che avveniva ai tempi di Verre (governatore della Sicilia in piena epoca dell’impero romano, ndr), ben oltre venti secoli addietro”. Nel corso della conferenza, sono state affrontate anche altre spinose e attualissime questioni: i limiti nella facoltà di indagare sulla base di intercettazioni, l’imbavagliamento della stampa, il delicato equilibrio tra possibilità di utilizzo di certe informazioni da parte dei cronisti e inquinamento delle indagini.
Il dibattito è stato moderato da Norma Ferrara di “Libera Informazione”, con gli interventi di Margherita Asta (figlia di Barbara Rizzo Asta che assieme ai due figlioletti gemelli Salvatore e Giuseppe trovò la morte nell'attentato al giudice Carlo Palermo il 2 aprile 1985 a Pizzolungo) e Vito D’Angelo, rispettivamente coordinatrice provinciale e referente del presidio calatafimese di
“Libera”, e di vari rappresentanti delle amministrazioni comunali e provinciale. “Su 49 istituti superiori di tutto il Trapanese – ha detto D’Angelo – ci sono giunti 311 messaggi di posta elettronica e diverse telefonate. Siamo rimasti colpiti nell’apprendere che una scuola, a causa di indisponibilità economiche per organizzare il viaggio in autobus, non ha avuto la possibilità di venire qui a Calatafimi. Ciò significa che, se non si sostiene la scuola, non si va da nessuna parte. Che cosa possono sperare i giovani, se già tra i banchi di scuola avvertono questo clima di indifferenza e se la voglia di cambiare rimane soltanto retorica?”
Massimo Provenza
martedì 24 febbraio 2009
sabato 14 febbraio 2009
Alcamo e la sua cornice oggi: atmosfera polare



ALCAMO. Nelle foto, partendo in alto da sinistra: 1 - i tetti delle abitazioni e sullo sfondo le cupole della Chiesa Madre e della chiesa del Collegio; 2 - la Pia Opera Pastore e, sullo sfondo, Castellammare del Golfo e Monte Inici; 3 - le montagne di Palermo; 4 - Monte Bonifato sullo sfondo (mattina); 5 - Monte Inici sullo sfondo (tramonto); 6 - Monte Bonifato sullo sfondo (tramonto); 7 - idem (crepuscolo).venerdì 13 febbraio 2009
Lago di Como? No, Golfo di Castellammare
Ecco il paesaggio "alpino" con cui si è presentato stamane il monte Sparagio, che con i suoi 1110 metri sovrasta i territori di Castellammare del Golfo, Buseto Palizzolo e San Vito Lo Capo, e rappresenta la vetta più alta della provincia di Trapani. Ai suoi piedi, Scopello. La foto è stata scattata ad Alcamo Marina.
lunedì 2 febbraio 2009
Comanda la natura







1 febbraio 2009. Alcune immagini dopo la tempesta abbattutasi nella notte tra sabato e domenica sui territori di Alcamo (in particolare Alcamo Marina), Castellammare del Golfo e Calatafimi-Segesta, le cui amministrazioni comunali assieme alla Provincia di Trapani hanno quindi chiesto lo stato di calamità. lunedì 26 gennaio 2009
Quella casermetta che da 33 anni non c'è più
domenica 25 gennaio 2009
Monumenti allo spreco, poteri occulti, misteri italiani, commemorazioni. E in Medioriente è inferno continuo
Terremoto del Belice (14-15 gennaio 1968, le scosse si susseguirono nelle settimane successive): 400 i morti, un migliaio i feriti, circa 98 mila i senza tetto. Nuovi paesi furono edificati e oggi si presentano come città fantasma, con tanti monumenti allo spreco. Nella Valle del Belice colpita dal disastro, ancora oggi, dopo ben 41 anni, la ricostruzione è incompleta.
Giangiacomo Ciaccio Montalto (Milano, 20 ottobre 1941 - Valderice, 25 gennaio 1983), magistrato. Ucciso dalla mafia.
Mario Francese (Siracusa, 6 febbraio 1925 – Palermo, 26 gennaio 1979), cronista del Giornale di Sicilia, su cui pubblicò scottanti articoli d'inchiesta. Ucciso dalla mafia.
Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, rispettivamente di 19 e 45 anni, carabinieri, vittime di quella che viene ricordata come la "strage della casermetta di Alcamo Marina" avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1976. Permangono tuttora parecchi lati oscuri in merito ai moventi, ai mandanti e agli autori di quell'eccidio. Lo scorso anno, quindi ben 32 anni dopo, sono state aperte infatti nuove indagini per fare piena luce su quel tragico fatto, con conseguenti nuovi scenari processuali.
27 gennaio. Giorno della Memoria
http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Memoria
http://www.e-guernica.net/kl/
sabato 24 gennaio 2009
"Prima dell'intervento, attenda in freezer per alcune ore"
Chissà per quale motivo in certi ospedali, nei mesi invernali, il paziente in day hospital, prima di essere sottoposto ad un intervento chirurgico, viene lasciato in attesa dai sanitari per diverse ore, senza avere adeguati indumenti addosso, se non il camice sterile (rigorosamente in taglia unica...), mentre la sala d'attesa in cui si trova non è riscaldata...
martedì 20 gennaio 2009
1922. L'Inter e il "Compromesso Colombo"
Sfogliando almanacchi e navigando qui su internet, ho trovato un fatto molto curioso. Nel 1922 l'Internazionale, società milanese di calcio che vanta di essere l'unico club italiano ad aver sempre partecipato alla serie A o comunque al massimo torneo nazionale, terminò il suo campionato piazzandosi all'ultimo posto in classifica. Come mai non fu retrocessa?
http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_Divisione_1921-1922
http://it.wikipedia.org/wiki/Compromesso_Colombo
Nessun interista se la prenda. Né l'intento di questo post è quello di indurre gli juventini o milanisti o tifosi di altre squadre a esultare (a conferma del motto "Mal comune, mezzo gaudio"....) o a provare sentimenti di rivalsa nei confronti dei nerazzurri. Semplicemente, se qualcuno è in grado di fornire ulteriori informazioni a tale riguardo, purché non sia eccessivamente fazioso, può farlo intervenendo in questo blog. Per onore di cronaca.
giovedì 15 gennaio 2009
"Raccontate ai vostri figli chi era Gaetano Scirea"
La Coppa del Mondo del 1982. Le foto che lo immortalano sorridente assieme al figlioletto Riccardo e in posa con tutte le miniature dei trofei calcistici più importanti, tutti conquistati. Gli articoli giornalistici che lo ritraggono come un uomo riservato, di rara bontà e lealtà. E quella sera del 3 settembre 1989, Sandro Ciotti che con un groppo in gola non può fare altro se non dare quell'annuncio sconvolgente, nel corso de La Domenica Sportiva. 
Ma soprattutto, questa sera del 15 gennaio 2009, quasi venti anni dopo: Mariella Scirea ha inaugurato, in un ristorante di Castellammare del Golfo, lo Juventus Club Doc Alcamo, presieduto da Marco Messina e intitolato al giovane tifoso alcamese Carlo Messina, la cui esistenza è stata prematuramente spezzata da un male incurabile.
Flash. Momenti di vita. Di rinascita e di perpetuazione di una leggenda che non appassisce. Il fuoco di quella strada polacca non ha mai distrutto il campione di sport e soprattutto di umanità. Gaetano Scirea c'è sempre. Lui non è soltanto quel contrattacco da brividi, con addosso la maglia azzurra: un'epica galoppata accompagnata da un frastornante, esaltante sovrapporsi di migliaia di squilli di trombette al Bernabeu di Madrid, e la consegna, a Tardelli, del pallone per il mitico urlo mondiale. Lui non ha soltanto alzato al cielo la Coppa del Mondo al culmine di una serie impressionante di prestazioni personali eccellenti. Lui non ha soltanto vinto tutto con la maglia della Juventus. Lui, con quel suo stile unico, non è stato soltanto uno dei più grandi liberi della storia del calcio internazionale.
Nessun cartellino rosso ha macchiato la sua lunga carriera. Con quella sua capacità di mantenersi sempre corretto in campo e fuori dal terreno di gioco, Gaetano Scirea è un esempio di virtù per tutti, anche per chi non ama i colori bianconeri o non ama il calcio. Sarà in eterno un punto di riferimento, soprattutto per le nuove generazioni e per tutti i genitori, allenatori, educatori.
E' bastata una frase, per fare balzare in piedi i circa duecento presenti in sala, molti dei quali giovani e anche bambini, ad applaudire: "Raccontate ai vostri figli chi era Gaetano Scirea", ha esortato la signora Mariella, prima di soffocare un accenno di pianto singhiozzante. Ha trattenuto le lacrime. E ha donato il suo sorriso e il suo sguardo franco a tutti i suoi interlocutori, ha ricevuto mazzi di fiori, ha abbracciato la mamma e il papà di Carlo Messina, anch'essi custodi e portatori di uno spirito vitale alimentato da un misterioso flusso di positività, quindi testimoni viventi della possibilità di reagire con dignità e serenità anche nelle situazioni più dolorose. Ho come l'impressione che dentro l'anima di Mariella Scirea fluisca l'energia del suo Gai. Io Gaetano Scirea l'ho conosciuto soltanto leggendo articoli, libri oppure rivisitando le immagini d'archivio. Ma l'intuizione m'induce a dedurre che la sua energia elegante, e potente nella sua semplicità, si espanda attraverso i cuori che si sintonizzano con lui. Meravigliosamente contagiosa. Grazie, signora Mariella.
Nella foto in alto, da sinistra Marco Messina, Ezio Morina (responsabile del centro coordinamento degli Juventus Club Doc) e Mariella Scirea (presidentessa onoraria degli Juventus Club Doc in Italia e nel mondo, ritratta anche nella foto in basso).
Massimo Provenza
mercoledì 7 gennaio 2009
Il Tricolore spegne 212 candeline
Qualche link sulla storia della bandiera italiana:
http://www.quirinale.it/simboli/tricolore/tricolore.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_del_Tricolore
http://it.wikipedia.org/wiki/Bandiera_italiana
Nella foto accanto, l'insegna navale civile italiana.
martedì 6 gennaio 2009
Quando la Sicilia che ama la vita salutò l'anno nuovo piangendo
1947
Accursio Miraglia (Sciaccia, 2 gennaio 1896 - 4 gennaio 1947), sindacalista. Ucciso dalla mafia.
«Io non impreco e non chiedo alcuna punizione. Io che ho tanto amato la vita, chiedo ad essa di vedere pentiti coloro che ci hanno fatto del male».
«Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio».
1984
Pippo Fava (Palazzolo Acreide, 15 settembre 1925 - Catania, 5 gennaio 1984), scrittore e giornalista. Ucciso dalla mafia.
«Mi rendo conto che c'è un'enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante....»
«Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell'ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo».
1980
Piersanti Mattarella (Castellammare del Golfo, 24 maggio 1935 – Palermo, 6 gennaio 1980), politico, presidente democristiano della Regione Sicilia. Ucciso dalla mafia.
Negli ultimi mesi del 1979, Mattarella si era reso conto che la propria sorte era legata all'evoluzione dei rapporti di forza tra politica e mafia e al peso che all'interno del suo partito avevano quegli uomini che, secondo lui, "non facevano onore al partito stesso" e che "bisognava eliminare per fare pulizia".
1993
Beppe Alfano (Barcellona Pozzo di Gotto, 1945 – 8 gennaio 1993), giornalista. Ucciso dalla mafia.
La figlia Sonia: “A pensarci bene, quel tesserino da professionista alla memoria di mio padre avremmo dovuto rifiutarlo. Mio padre faceva il giornalista ma non era un giornalista. Perché da vivo i giornalisti lo avevano lasciato solo. Perché il quotidiano per il quale scriveva, La Sicilia di Catania, lo censurava. Non pubblicava le notizie più inquietanti. Il livello di amarezza che ha dovuto subire mio padre prima di morire lo abbiamo scoperto solo da poco. Da quando ci hanno restituito i computer, gli hard disk con tutto quel che scriveva mio padre. Ci sono articoli mai pubblicati”.
In questi giorni vanno ricordati in modo particolare anche altri due personaggi siciliani:
Vincenzo Florio (Palermo, 18 marzo 1883 – Epernay, 6 gennaio 1959) imprenditore. Armatore e industriale di vini, Florio fu da sempre appassionato di automobilismo. Nel 1906 organizzò la prima Targa Florio, sul circuito delle Madonie.
Antonio Scontrino (Trapani, 17 maggio 1850 – Firenze, 7 gennaio 1922), compositore e contrabbassista. Scontrino, al quale è intitolato il Conservatorio di Trapani, non riscosse successo popolare, ma la sua musica fu considerata una valida alternativa all'opera verista.
venerdì 2 gennaio 2009
"Accordi bonari" nella "Repubblica di Alcamo"
ALCAMO. Qualcuno mi domanda in questi giorni che cosa significhi quest'"accordo bonario" che è stato raggiunto tra il Comune e un locale di svago e somministrazione di bevande alcoliche, la cui apertura lo scorso mese di ottobre in piazza Umberto I a pochi metri dal Castello è stata al centro di aspre polemiche. Si tratta di una sorta di pub tra i cui gestori figurano alcuni ragazzi che compongono un'associazione culturale che ha pure organizzato conferenze sulla legalità, essendo anche amici oltre che del sindaco Giacomo Scala e del senatore Nino Papania, anche di Vincenzo Lucchese, ex assessore comunale alla Polizia urbana e in prima linea nel portare avanti la locale Antiracket. Di questo pub, che ha pure montato all'esterno un gazebo, l'amministrazione comunale aveva disposto l'immediata cessazione dell'attività pochi giorni dopo essere stato appena inaugurato, poiché erano state ravvisate "delle incongruenze in termini burocratici", per dirla col sindaco Scala. Dopo una serie di botta e risposta a suon di azioni legali (i titolari del locale avevano infatti chiesto il risarcimento dei danni da parte del Comune) e una sospensiva del Tar nei confronti dell'ordinanza del sindaco, ecco la svolta.
"La società Edison 57 (che è anche il nome del pub) - si legge nella delibera di giunta numero 321 datata 17 dicembre 2008 con cui si approva tale accordo bonario - ha rinunziato al ricorso pendente dinanzi al Tar di Palermo e alla connessa pretesa risarcitoria, abbandonando il giudizio. La stessa ditta provvederà a notificare, entro e non oltre 10 giorni dalla fine di tale convenzione, l'atto di rinuncia al giudizio, e si impegna a rimuovere il gazebo entro il 31 gennaio 2009". Mentre l'amministrazione comunale, sempre in base a tale delibera, si è impegnata d'altro canto a rilasciare entro il 18 dicembre scorso, in favore della suddetta società, l'autorizzazione al commercio per la tipologia di attività "B" come previsto dalla legge 287/91. "Entrambe le parti - è riportato nel relativo documento - dichiarano concordemente di rinunciare al giudizio pendente dinanzi al Tar di Palermo. La giunta ha quindi deliberato di autorizzare il sindaco Scala e il dirigente del settore Promozione economica e Servizi ambientali, Francesco Maniscalchi, alla stipula di tale accordo bonario".
Nel frattempo, il Comune si è trovato a dover pagare il suo legale difensore in merito all'iter processuale per questa vicenda. L'Avvocatura comunale ha determinato infatti "di impegnare 4
mila 478 euro lordi per l'incarico conferito all'avvocato Stefano Polizzotto del Foro di Palermo nel procedimento promosso dalla Edison 57 srl contro il Comune dinanzi il Tar di Palermo". E intanto, secondo fonti ben informate, sarebbe stata proprio l'installazione del gazebo a costare la poltrona di dirigente dell'Ufficio tecnico comunale (settore Pianificazione e Sviluppo del territorio) a Giambattista Impellizzeri. Scala ha quindi nominato Antonino Renda come nuovo dirigente dell'Utc, ma dopo pochi giorni Impellizzeri è stato reintegrato.
Il Castello dei conti di Modica fu "liberato" a colpi di ruspa nell'aprile 2007 abbattendo l'edificio che l'amministrazione Scala aveva già acquistato da un privato per circa 200 mila euro. E proprio in quell'area è sorto adesso questo nuovo pub. Il sindaco, nominando Renda come nuovo dirigente dell'Utc, aveva in un primo momento determinato "di assegnare Impellizzeri ad Ufficio di staff, secondo il vigente regolamento degli uffici e servizi comunali, e di conferirgli una collocazione autonoma rispetto ai settori ad ufficio di staff la cui attività di alto contenuto specialistico sarà a supporto per le attività di programmazione e gestione delle opere pubbliche. Rimangono - si legge nella determina - nella sua competenza l'incarico di responsabile unico dei procedimenti per i lavori pubblici in itinere". Poi il passo indietro da parte dell'amministrazione, e quindi il reintegro. Fatto sta che c'è comunque da fare i conti con le lamentele dei residenti nella zona in cui il suddetto locale si è insediato: "C'è troppo baccano - affermano - durante la notte".
Parecchio discusse sono anche le vicende riguardanti in generale la vita amministrativa alcamese in queste ultime settimane, con dirigenti comunali e lo stesso sindaco che sono stati raggiunti da avvisi di garanzia per il reato di abuso di ufficio. Secondo gli inquirenti, ci sono incarichi all'interno del Comune che sarebbero stati conferiti senza il rispetto delle norme, e di conseguenza tre dipendenti hanno dovuto abbandonare il proprio ruolo di consulenti del primo cittadino Scala, rinunciando quindi a relativi compensi mensili che oscillano tra 1.700 e 3.000 euro: si tratta di Antonio Fundarò, Liborio Ciacio (legato a tale rapporto fino alla scadenza del mandato del sindaco, e che non ha accolto di buon grado tale decisione da parte dei vertici comunali), e Giuseppe Pipitone, geometra (per quest'ultimo la durata dell'incarico era prevista fino al 31 dicembre 2008).
Massimo Provenza
martedì 23 dicembre 2008
Domande e risposte Alcamo-Bonn verso l'Apeiron
Ho avuto modo di dialogare via internet, ancora una volta ieri sera, con Violetta Impellizzeri dopo averla intervistata via telefono alcuni giorni prima. La conversazione è diventata sempre più interessante e coinvolgente. Non soltanto utile per approfondire alcuni aspetti di ciò che ha avuto modo di scandagliare con il telescopio e con i vari strumenti a sua disposizione, lì al Max Planck Institute di Bonn dove porta avanti la sua attività di studiosa. Ha infatti scoperto l'esistenza di onde elettromagnetiche emesse dall'acqua 11 miliardi di anni fa. Che cosa significa? "Ciò ci consente di conoscere l'Universo - spiega - com'era alle origini. Ed è sorprendente - sottolinea - avere testimonianze di questo tipo, considerato che secondo le teorie di gran parte degli studiosi l'acqua si sarebbe formata molto tempo dopo". La discussione si è poi spinta ben oltre l'astrofisica, per affrontare tematiche filosofiche ed escatologiche. E comunque, Violetta si dice "molto scettica sulla possibilità che esistano, almeno nella nostra galassia, altre forme di vita intelligente". Non è molto propensa, quindi, a credere nell'esistenza degli alieni. Ma che esista un Sommo Artefice dell'Universo e che anche dopo la nostra morte "non tutto vada perduto, ma si conservi - come lei stessa ammette - energia" sono argomenti che affascinano molto la giovane ricercatrice alcamese. A tal proposito abbiamo anche parlato di buddhismo, sfiorando il tema della reincarnazione. Ma in fondo, che si tratti di buddhismo o cristianesimo o quant'altro, importa relativamente: c'è Qualcosa che porta avanti alla perfezione l'Universo. Quindi, il destino ultimo della nostra esistenza, nonché la possibilità che il Tutto sia stato creato da un'Intelligenza suprema, sono temi che Violetta affronta con parecchio interesse, così come diventa intrigante studiare la mente. "Il funzionamento del cervello umano - osserva - è la cosa più misteriosa che esista. Più misteriosa del cosmo. Immagino che sia opera di un raffinatissimo Cervello che sia stato capace di generare l'Universo e la Vita". Di sicuro, se tutte le branche scientifiche cooperassero meglio per un proficuo scambio di saperi e di metodologie pratiche, la Scienza in generale sarebbe più al servizio dello Sviluppo. "Ma purtroppo oggi - dichiara con amarezza Violetta - non è così. Ci sono molte specializzazioni, ma troppi compartimenti stagni permangono nel mondo scientifico".
venerdì 19 dicembre 2008
La storia di un'alcamese che ha trovato l'acqua oltre le stelle
La notizia è stata pubblicata ieri sul Giornale di Sicilia in cronaca nazionale, anche con un mio articolo che riporta la mia intervista telefonica alla ricercatrice Violette Impellizzeri di Alcamo, la quale ha fatto la curiosa scoperta. L'edizione di ieri della prestigiosa rivista scientifica Nature ha dedicato un ampio servizio ai risultati di questi studi.
domenica 14 dicembre 2008
Copia e incolla...che passione! Alla faccia del giornalismo
Ho notato che anche sul sito internet istituzionale del Comune di Alcamo l'ufficio stampa dell'amministrazione municipale alcamese - come già del resto in certi telegiornali locali leggono per filo e per segno, senza neppure sostituire un solo vocabolo, i miei pezzi attribuendosene la paternità - ha cominciato a fare copia e incolla di alcuni miei articoli usciti sul Giornale di Sicilia oppure prende spunto da mie iniziative giornalistiche, senza però che venga specificata la fonte, ovvero il lavoro di ricerca del sottoscritto. Non sarebbe male specificare chi è l'autore di tali articoli, il quale si documenta ogni giorno prima di pubblicare...
Massimo Provenza
venerdì 12 dicembre 2008
"Meno campioni, più uomini. Il calcio per comunicare"


ALCAMO. Non soltanto un pallone calciato da un piede all'altro verso una porta e con la smania di vincere. Ma qualcosa di più profondo. Etica, solidarietà, comunicazione volta a promuovere la sana crescita delle nuove generazioni diffondendo la cultura del reciproco rispetto, della tolleranza, dell'interculturalità costruttiva in un mondo minato alle fondamenta da incomprensioni e da una gestione distruttiva degli ancestrali istinti. In sintesi, "Meno campioni e più uomini. Il calcio per comunicare". E' su questo tema che si è svolto ieri mattina al Centro Marconi il Primo convegno etico-sportivo organizzato dalla Scuola calcio Adelkam e dall'Associazione culturale "Gianluca Ferrara" (fondata da Santo Ferrara in onore del figlio prematuramente deceduto) promotrici di un protocollo di collaborazione tra allenatori e famiglie dei giovanissimi atleti. E ieri sera al Teatro Cielo
d'Alcamo è stata presentata la ventiduesima edizione del "Trofeo
Costa Gaia", il torneo
internazionale di calcio giovanile a cui quest'anno prende parte anche l'Inter, oltre a Torino, Palermo, Reggina, Catania, Fiorentina, Crotone, Empoli, tra un centinaio di formazioni composte da calciatori "in erba" con guide tecniche, dirigenti e famiglie al seguito, a riempire gli hotel di Alcamo e degli altri centri tra Palermo e Trapani e sui cui terreni di gioco dal 2 al 6 gennaio si svolgerà la competizione. Quest'anno, lo ricordiamo, il "Costa Gaia" si realizza con la collaborazione della Conad (si chiamerà infatti "Conad Cup") e con il patrocinio del
Senato (4 mila 500 euro) su interessamento del senatore Nino Papania. Nelle foto, alcuni momenti della cerimonia di presentazione, con i giornalisti Italo Cucci, Nadia La Malfa, Giuseppe Maniscalchi, Vito Zinnanti, il direttore sportivo del Palermo, Walter Sabatini con i calciatori rosanero Fabrizio Miccoli e Fabio Liverani, Santo Ferrara, Salvatore Bonino presidente dell'Adelkam, i sindaci di Alcamo e Salemi, rispettivamente Giacomo Scala e Vittorio Sgarbi.
domenica 7 dicembre 2008
lunedì 3 novembre 2008
Stiamo preparando "Alcamo in chiaro"
Ci siamo. Procedono le prove tecniche per realizzare il nuovo webmagazine: ne stiamo predisponendo intanto la veste grafica. Abbiamo deciso di chiamarlo "Alcamo in chiaro" e ringraziamo l'anonimo suggeritore di questo nome. Chi è interessato a collaborare per dare corpo a questo progetto (vedi i post pubblicati il 14 giugno e il 10 ottobre), può iniziare a inviare i suoi elaborati alla mia casella di posta elettronica. Si tratta di un sito web contenente filmati con servizi e articoli giornalistici di approfondimento e su svariate tematiche, un'ampia sezione dedicata ai giovani e un'altra contenente importanti documenti d'archivio, nonché un blog, e una web radio. Una rivista telematica, insomma, ancora in fase sperimentale prima di diventare una testata giornalistica a tutti gli effetti, che intanto abbracci l'intera realtà del territorio di Alcamo e del suo comprensorio. La redazione è curata da me, e pubblicherò anche servizi e interviste video e audio da me realizzati e che saranno pubblicati con cadenza settimanale. Vaglierò con attenzione ogni vostro scritto che mi proporrete per realizzare il blog. Tante sono le aree tematiche che si possono affrontare: giovani, attualità, politica, arte, scienza e tecnologia, storia, ambiente e agricoltura, medicina, economia, sport, psicologia, informatica, cinema, televisione, istruzione, architettura, internet, costume, moda, letteratura, teatro, sociologia, alimentazione...aggiungete voi. Non saranno pubblicati scritti anonimi (tranne che eventualmente come commenti sul blog). La lunghezza di ciascun post non potrà superare il limite di 5 mila battute. Gradirei che ogni collaboratore mi fornisca anche un suo recapito telefonico.
Massimo Provenza
martedì 28 ottobre 2008
Mafia e racket, arrestati nove alcamesi

Massimo Provenza
(cfr. l'edizione odierna di Trapani del Giornale di Sicilia)
venerdì 10 ottobre 2008
Nuovo giornale online: come vogliamo chiamarlo?
Un anonimo lettore (sarebbe bello se ci svelasse la sua identità) ha suggerito di chiamarlo "Alcamo in chiaro". Ma mentre fervono i preparativi per dare vita al nuovo giornale online a cui ho accennato nel post del 14 giugno scorso, si accettano ulteriori proposte per il nome da dare a questa nuova testata. Vi ricordo che si tratta di un sito web di approfondimento dell'informazione locale con ampie rubriche dedicate a vari argomenti e al mondo dei giovani. Spazio dunque alla vostra inventiva, purché sia attinente e originale...
Massimo Provenza
martedì 30 settembre 2008
Contraddizioni nel mondo del giornalismo
E' un mondo complicato, quello del giornalismo. In cui ognuno deve accontentarsi dei suoi spazi ma talvolta ha anche l'opportunità di occuparsi di tanti argomenti. Ci si può ritenere fortunati e soddisfatti, se si ha la possibilità di scrivere tanto e ogni giorno nel caso in cui ci si occupi di carta stampata oppure di lavorare molto in tivù o in radio o sul web.
Ma un vero giornalista ha anche il dovere di dire le cose come stanno. E cioè che il giornalismo è un lavoro in cui non si vive soltanto di proprie firme stampate in calce o di immagini, ma anche di quotidiane lotte per non lasciarsi calpestare né abbindolare dall'ipocrisia di chi vorrebbe far capire che la mafia e lo sfruttamento siano presenti soltanto in altri ambiti lavorativi.
Si possono fare alcuni esempi. Esistono infatti giornalisti che risultano corrispondenti da determinati luoghi per importanti agenzie di stampa nazionali o quotidiani, senza in realtà essere corrispondenti, poiché si trovano altrove. Esistono giornalisti che vengono a conoscenza di determinate notizie più tardi rispetto a chi opera in un determinato luogo e continuano a lavorare come corrispondenti d'agenzie di stampa. Talvolta, si concedono il "lusso" di pubblicare dati che non corrispondono a ciò che l'onesto cittadino vuole sapere. Esistono giornalisti che realizzano servizi per emittenti locali leggendo al microfono, senza cambiare neppure una parola, gli articoli di giornale scritti da altri cronisti (eh già, la fretta di andare in onda suggerisce di scopiazzare senza ritegno...). Mentre al contrario esiste chi si assume dei rischi lavorando seriamente e con correttezza per un giornale. Esiste chi va a caccia di notizie e non si accontenta dei comunicati che giungono alla redazione centrale, eppure viene pagato una miseria. Perché esistono direttori di giornali ma soprattutto editori che se ne infischiano di chi cerca in tutti i modi di far valere i diritti dei giornalisti più giovani e capaci, anche se questi ultimi contribuiscono non poco alla vita di quel giornale e soltanto in minima parte ne ricevono un adeguato riconoscimento o compenso.
Si tratta di considerazioni che valgono in generale, e senza alcun intento polemico da parte di chi scrive questo post. Chi ha un minimo di esperienza insegna a sopportare anche una lunga gavetta, tenendo sempre alto lo sguardo e senza mai dimenticare di avere dignità, sapendo di lavorare al servizio della gente del luogo in cui si opera, e non al servizio di altri interessi meschini. Rimane un dato di fatto che un giornale vive anche, soprattutto, grazie all'impegno dei corrispondenti veri e alla conseguente fiducia dei lettori.
martedì 9 settembre 2008
Da Alcamo e dintorni, il punto sulla vendemmia
Plurisecolare motore dell'economia alcamese, la vendemmia, che lo scorso anno a causa della peronospora fece registrare magri risultati, quest'anno dovrebbe attestarsi, secondo le previsioni degli esperti, ai livelli del 2006. Alcamo, città del vino, che vanta un terzo della produzione vitivinicola del Trapanese (che a sua volta copre il 50 per cento di quella siciliana), per questo tipo di attività ormai conta soprattutto sulla manodopera degli immigrati nordafricani e dell'Est europeo. Al rinomato vino Bianco d'Alcamo è riconosciuta sin dal 1972 la denominazione d'origine controllata. L'uva raccolta viene conferita nelle varie cantine sociali situate tra il territorio alcamese e quelli limitrofi (Fiumefreddo, Sant'Antonio, Saraceno, San Francesco di Paola, Kàggera, Condor) e nelle altre aziende private. "Ma nel nostro territorio le cantine sociali negli ultimi anni - evidenzia Gaspare Calvaruso della cantina Sant'Antonio - stanno subendo una crisi irreversibile (ogni anno i soci diminuiscono del 20 per cento), che le porterà molto presto a chiudere i battenti, con conseguente vantaggio per i privati. Fino a quando Alcamo vendeva vino da taglio, le cose andavano bene. Adesso i costi di produzione si sono innalzati a dismisura. Ormai la Spagna e l'Argentina ci surclassano. E va soprattutto ricordato che siamo obbligati a portare le vinacce lontano, ovvero alla distilleria Trapas di Petrosino". Molti produttori alcamesi ormai preferiscono estirpare le vigne per sostituirle con altri tipi di colture.
Si può comunque affermare che, con la scarsa produzione del nord e le nuove distillazioni, il mercato del vino dovrebbe stabilizzarsi sui 2,5-3,5 euro grado alcolico per ettolitro e i consumi di vino aumentare, tali da smaltire le giacenze e la nuova produzione. In base ai dati forniti dall'assessorato regionale all'Agricoltura, la superficie vitata sul territorio di Alcamo si estende per oltre 5 mila ettari, a cui vanno aggiunti i terreni di proprietà di alcamesi sui territori di Calatafimi e Monreale per un totale di circa 8 mila ettari. "Quest'anno - riferisce Giuseppe Gambino dell'ufficio alcamese dell'assessorato - si prevede una vinificazione ad Alcamo pari ad almeno 700 mila ettolitri, e va ovviamente aggiunto a questa quantità il mosto conferito in altri Comuni. Alcamo è rimasta fedele ai vitigni autoctoni (80 per cento bianchi, 20 per cento rossi). Il comparto vitivinicolo contribuisce alla produzione lorda vendibile agricola per il 15 per cento, mentre risultano oltre 21 mila ettari di reimpianto in portafoglio in attesa di essere utilizzati. Resta il fatto che negli ultimi otto anni, c'è stato in Sicilia un decremento da 138 mila a 120 mila ettari di superficie vitata". In base ai dati dell'Istat aggiornati al 10 gennaio 2008, si tratta per l'esattezza di 119 mila 893 ettari sparsi in tutta l'Isola, di cui 76 mila 906 (ovvero il 64 per cento) di uve bianche, e 46 mila 839 ettari di uve nere. In provincia di Trapani, su cui insiste appunto oltre il 50 per cento della superficie vitata regionale (68 mila 780 ettari, seguono le province di Agrigento e Palermo), tra il 2000 e il 2006 si è registrata una produzione media di 9 milioni di quintali di uva, scesa sensibilmente nel 2007 a causa della peronospora. Tornando ai dati complessivi siciliani, il tipo di uva più diffuso è il catarratto (38 mila 079 ettari, ovvero il 31,8 per cento), seguito dal Nero d'Avola (19 mila 304 ettari, cioè il 16,1 per cento) e poi trebbiano, inzolia, grecanico, sirah.
Adesso dite la vostra, se volete.
sabato 14 giugno 2008
Voglio fondare un nuovo giornale
Voglio fondare un nuovo giornale in cui si parli innanzitutto di Alcamo e dintorni, e che spazi sulle più svariate tematiche: approfondimento della cronaca, inchieste, economia, cultura, arte, storia, scienza, tecnologia, società, intrattenimento, sport. Un giornale che sia realizzato da pochi ma buoni giornalisti e non da politicanti. Un giornale portato avanti, insomma, da gente seria che sappia documentarsi "in loco" e con l'intenzione di lavorare in modo professionale. Intendo dare voce anche ai più giovani con una rubrica dedicata proprio a loro. Per realizzare questo progetto, conto sul supporto di inserzionisti. Non intendo percepire contributi da enti pubblici. Contattatemi.
Massimo Provenza
martedì 3 giugno 2008
Discutendo di mafia
"Oggi la mafia non è più coppola e lupara. La mafia è immersa negli affari, nel potere, nelle istituzioni. Talvolta si presenta con un volto insospettabile". Esprimeva questo lucido concetto, l'altra sera Lirio Abbate, il collega dell'Ansa nonché collaboratore de La Stampa di Torino, nel corso di un incontro ad Alcamo per presentare "I complici", il suo libro scritto a quattro mani con Peter Gomez. Lirio è stato minacciato più volte e vive scortato dalla polizia. E' una persona coraggiosa, Lirio Abbate. E' stato l'unico giornalista ad assistere alla cattura di Bernardo Provenzano nel 2006 e a riportarne tutti i particolari svelando poi gli intrecci del criminale corleonese con la politica. Lo scorso mese di settembre a Palermo, gli agenti hanno sventato un attentato preparato davanti alla sua abitazione. Centinaia di cronisti siciliani tra cui il sottoscritto, pochi giorni dopo (il 6 settembre) lo hanno sostenuto pubblicamente con una bella manifestazione: un corteo lungo la via Libertà e la via Ruggero Settimo fino al Teatro Massimo. Il boss Leoluca Bagarella, nel corso dell'udienza di un processo in cui era imputato, gli ha poi lanciato nel mese di ottobre un proclama intimidatorio per alcune notizie riportate sull'Ansa.
Personalmente, ho avuto l'onore di lavorare assieme a Lirio e ad altri ottimi giornalisti quali Franco Nuccio, Lara Sirignano, Ruggero Farkas, Sandra Rizza, Peppino Lo Bianco tanto per citarne alcuni, nella redazione dell'Ansa di Palermo per due mesi di stage, all'inizio del 2004, seguendo ogni giorno avvenimenti vari di cronaca cittadina. Ma questo è un altro discorso.
Ciò che intendo sottolineare è che se prima la criminalità organizzata, alimentandosi grazie alla paura al silenzio degli onesti cittadini, passava all'attacco sparando, piazzando bombe e facendole esplodere, oggi ha molto meno bisogno di ricorrere a mezzi rudimentali, plateali e rumorosi per farsi sentire. Di certo, l'attentato a Lirio Abbate è stata la dimostrazione che non del tutto è cambiata la strategia comunicativa che la mafia adotta per imporsi. E del resto, gli attentati intimidatori si susseguono, imprenditori vengono minacciati e spesso anche uccisi. Lo stesso vale per quegli operatori dell'informazione che con audacia si spingono molto in là per scoprire e denunciare le collusioni tra la politica e il malaffare, tra le istituzioni e i cosiddetti sistemi deviati. Insomma, i giornali riportano tutt'oggi queste notizie, in Italia più che altrove. Anche se qualcosa è cambiato rispetto a ciò che si verificava fino alle stragi del 1992 e '93.
Ad ogni modo, la mafia non è un fenomeno esclusivamente siciliano e italiano. O meglio, assume diverse vesti nei vari contesti sociali, economici, politici e geografici in cui agisce, ma non varia, grosso modo, la sua sostanza: sia che si chiami mafia o stidda o 'ndrangheta o sacra corona unita o camorra o mafia russa o del Brenta o cinese o italo-americana eccetera. Il traffico di droga, di armi, l'estorsione e lo strozzinaggio, compreso quello legalizzato, occupano la leadership nell'ampia gamma dei modi in cui il sistema mafia si sostenta, creando vertiginosi squilibri sociali, forme di prevaricazione insostenibili e di violenza morale se non fisica. La mafia s'infila negli Uffici tecnici, negli ospedali, nelle aziende, negli appalti, nel mondo della formazione, nello sport, nei Palazzi del Comune, della Provincia, della Regione, dello Stato. Con il risultato che la società è come un pentolone sempre più ribollente e pronto a scoppiare? Chissà. La società è sonnolenta, per dirla con Lirio Abbate. E c'è molta teatralità in giro. Parlavamo proprio di questo, l'altra sera. Nel senso che in molti, da qualche tempo, sono sempre pronti a sfilare per la legalità. Come se ciò fosse diventato una moda. Ma quanti, davvero, ci credono e la mettono in pratica, la legalità?
Tutti pretendono tutto da noi giornalisti. Il substrato sociale su cui lavoriamo, però, è tutt'altro che un terreno fertile per lo sviluppo di una cultura più umana e di una vita più dignitosa per tutti.
Massimo Provenza
lunedì 2 giugno 2008
Sessantadue anni di Repubblica italiana
Oggi la Repubblica italiana compie 62 anni. Il 2 giugno 1946, infatti, con un referendum istituzionale gli italiani decisero di trasformare l'Italia da monarchia a repubblica (12 milioni 717 mila 923 voti contro 10 milioni 719 mila 284), con la conseguenza che il Re d'Italia Umberto II di Savoia venne esiliato.
Ma leggendo un articolo di Renato Mannheimer per il Corriere della Sera, rimango parecchio colpito. Il pezzo s'intitola "2 giugno, un italiano su tre non sa cos'è. L'identità nazionale conta soltanto per il 45 per cento dei cittadini". Mi permetto di riportare una parte di quest'articolo:
Occorre ricordare (...) che proprio l’identità e l’orgoglio nazionale mobilitano (ed emozionano) sempre meno gli italiani. Se ne ha una prova indiretta dalle risposte dei cittadini al quesito sul legame maggiormente sentito tra quelli comunale, provinciale, regionale, italiano o europeo. Solo il 45% degli intervistati — vale a dire significativamente meno della metà — dichiara che, dovendo scegliere tra queste diverse identità, la più rilevante è quella nazionale, l’italiana. Gli altri distribuiscono la loro priorità in contesti diversi: la maggior parte (22%) si sente legata soprattutto al comune in cui abita e una quota minore (12%) dichiara di identificarsi di più con la propria regione o con l’Europa intera. Anche in questo caso, si sentono più «italiane» le persone meno giovani, mentre l’opposto accade per le generazioni più recenti. C’è inoltre una, forse scontata, notevole differenziazione in relazione all'orientamento politico: il sentimento di appartenenza all’Italia appare assai meno accentuato (38%) tra gli elettori della sinistra e del centrosinistra, anche perché specie tra costoro si diffonde in misura maggiore (giungendo al 18%) il senso di identità con l’Europa. Ma l’elemento più indicativo dello stato attuale del sentimento di identità nazionale è la drastica diminuzione nel tempo della sua diffusione. Quattro anni fa, nel 2004, era ancora la maggioranza, seppur di poco (52%), a privilegiare, tra le diverse possibili identità territoriali, soprattutto quella italiana. L’anno scorso questo stesso atteggiamento coinvolgeva esattamente il 50%. Oggi, come si è detto, siamo scesi al 45%. Il trend costituisce un ulteriore indicatore dell'estendersi del più generale senso di sfiducia degli italiani nei confronti del loro paese. E, in certi casi, delle sue istituzioni.
venerdì 30 maggio 2008
30 maggio
Accadde il 30 maggio
1416 - Il teologo riformatore Girolamo da Praga viene condannato al rogo come eretico.
1431 - A Rouen, l'eroina francese Giovanna d'Arco viene bruciata viva perché considerata una strega.
1814 - Trattato di Parigi: i confini francesi tornano ad essere quelli del 1792, mentre Napoleone Bonaparte viene esiliato all'isola d'Elba.
1848 - L'esercito piemontese vince la battaglia di Goito contro gli austriaci.
1879 - New York, il Gilmores Garden viene ribattezzato Madison Square Garden.
1911 - Termina la prima 500 miglia di Indianapolis.
1913 - Londra, viene firmato un trattato che pone fine alla prima guerra balcanica e sancisce l'indipendenza dell'Albania.
1924 - Giacomo Matteotti, socialista, denuncia in Parlamento le violenze perpetrate dai fascisti nel corso delle elezioni di aprile.
1941 - Seconda guerra mondiale. Termina la battaglia di Creta.
1949 - La Germania Est promulga la sua costituzione.
1981 - Tentativo di colpo di stato in Bangladesh.
1973 - Calcio, finale di Coppa dei Campioni a Belgrado: Ajax-Juventus 1-0.
1976 - L'Alcamo Calcio, per la prima volta nella sua storia, è promosso in serie C.
1982 - Anche la Spagna entra a far parte della Nato.
1984 - La Roma perde ai rigori la finale di Coppa Campioni all'Olimpico contro il Liverpool.
1994 - Muore suicida Agostino Di Bartolomei, ex calciatore della Roma.
1998 - Terremoto di magnitudo 6,6 in Afghanistan. Cinquemila le vittime.
mercoledì 28 maggio 2008
"Bellezze" al sole, sopra e sotto la ferrovia

ALCAMO MARINA. Queste foto, scattate stamattina, testimoniano (da sinistra in alto e in senso orario):
1) lo stato di precarietà in cui versa da quasi due anni il cavalcavia pedonale di contrada Catena, che consente di raggiungere la spiaggia dalla strada statale 187 attraversando la ferrovia (cliccando su ogni foto è possibile notarne i particolari);
2,3,4) il completo abbandono in cui è stato lasciato il sottopassaggio scavato in contrada Ex Fermata treno, che del resto è stato costruito con un'altezza proibitiva per gli automezzi di emergenza, e la muraglia degli orrori costruita lungo la stradella che conduce alla Battigia. 
"Presto interverremo per rimettere a nuovo il cavalcavia e per completare il sottopassaggio", ripete da oltre un anno l'amministrazione comunale alcamese. Molto probabilmente, proprio su questa situazione, domani scriverò il mio duemilacinquecentocinquantesimo articolo sul giornale. Pubblicando queste immagini e scrivendo questo post non intendo disincentivare i pochi turisti che vengono ad Alcamo Marina per giunta trovando la spiaggia sporca fino a luglio inoltrato (e d'altra parte tutta la zona del Golfo di Castellammare offre località meravigliose da visitare e da godere). Il mio è soltanto un modo di aiutare a riflettere qualcuno che abbia un minimo di buon senso.
Massimo Provenza
Alcamo, le elezioni del maggio 2007
Un anno fa, si presentò uno dei più impegnativi banchi di prova della mia gavetta professionale di cronista: seguii infatti per il Giornale di Sicilia le elezioni amministrative comunali alcamesi. Mi va di ricordare quel periodo di particolare fervore in tutta la città di Alcamo. Ecco cosa scrissi il 15 maggio 2007:
ALCAMO. (*mapr*) Comizi e riunioni in chiusura della campagna elettorale. Vigilia vissuta in un clima di grande attesa. Domenica 13 maggio, la prima giornata di votazioni: poco prima della chiusura dei seggi, ha votato oltre il 60 per cento di chi ne ha diritto. La notte è calda, ad Alcamo, dove sembra arrivata l’estate. Ancor più caldo è il lunedì successivo. Poco dopo le 15, si evince che in media ha votato oltre l’80 per cento degli elettori alcamesi. Già intorno alle 16, facendo un giro da una scuola ad un’altra dove sono disseminate le varie sezioni elettorali, esce fuori qualche dato. Intanto è evidente, sin dalla tarda mattinata, l’elevata quantità di votanti, a dimostrazione della grande partecipazione dei cittadini alcamesi a queste amministrative. Una grande partecipazione che senza dubbio è stata determinata dalla presenza, nelle varie liste, di oltre quattrocento candidati in tutto. Tantissimi di questi sono giovani e in cerca di affermazione nel campo del lavoro: molti di essi non mostrano di provare remore ad ammettere di essersi candidati "per trovare uno sbocco lavorativo", "perché è troppo difficile trovare occupazione", "perché la politica offre tante opportunità". Poco importa, dunque, se oggi ad Alcamo ci si candida anche senza avere alle spalle esperienze professionali o politiche. Non è infrequente che una stessa famiglia si trovi divisa nella scelta: all’interno di un nucleo familiare capita infatti che c’è chi vota per un candidato della coalizione di centrosinistra e chi invece manifesta la propria preferenza per un candidato del centrodestra, a testimonianza della vitalità della democrazia. Non sono pochi i cittadini che sperano nella realizzazione di un ideale di sana amministrazione da parte di chi scende in campo per la prima volta, e non sono in pochi a ricordare che "amministrare significa essere al servizio dei cittadini".
Presidenti di seggio al lavoro, schede disposte sui banchi, scrutinatori impegnati senza sosta, persone accalcate per assistere alla loro attività di lettura delle schede che è il primo passo per l’elaborazione dei dati elettorali. Fa caldo, dentro le scuole, lungo le strade, nei vari comitati. Di questi, il primo ad animarsi di gente nel primo pomeriggio è quello di Giuseppe Benenati, nel viale Italia. Lì, poco dopo le 13, Benenati con un’aria un po’ stanca un po’ pensierosa ma trepidante si era limitato ad affermare "Aspettiamo", con un sorriso. E’ alle 17 che si comincia a respirare aria di ballottaggio tra Giacomo Scala e Giuseppe Benenati. Il comitato di Scala, nel corso VI aprile, si va affollando gradatamente. Del sindaco uscente, nessuna traccia, neppure al telefonino. Qualche suo amico assicura che "Scala si farà vedere non appena ci saranno dei dati certi. Anche nelle precedenti elezioni aveva fatto così". L’ago della bilancia è Caterina Stellino, appoggiata dai Verdi protagonisti della "rottura" con Scala: nessuno dei candidati va, per il momento, oltre il cinquanta per cento. Nella maggior parte dei seggi, a primo acchito, si era riscontrato un sostanziale equilibrio nella partita tra Scala e Benenati, ma col passare delle ore il candidato della Margherita si attesta in vantaggio. "Stiamo vivendo con tranquillità questi momenti", afferma Caterina Stellino mentre il computer sul tavolo del suo comitato mostra le prime proiezioni.
Ed ecco il mio pezzo inviato alla redazione poco dopo le 18 del 28 maggio di un anno fa:
ALCAMO. (*mapr*) In lacrime. Sia Nino Papania che Giacomo Scala. Sono quasi le ore 18. Alle 17,45 Scala è appena giunto in piazza Ciullo, dove lo attendono centinaia e centinaia di sostenitori. Tra questi, Papania e Massimo Fundarò con Caterina Stellino per i Verdi e tutto l’entourage amministrativo di centrosinistra con Massimo Ferrara. I risultati del ballottaggio Scala-Benenati sono ancora parziali, poco prima delle 18, e indicano Scala in vantaggio su Benenati con una percentuale di voti pari al 52,58 per cento. Ma è ormai evidente la situazione. Tanto evidente da fare scoppiare in lacrime, sul palco allestito per loro, Scala e Papania. Anche Fundarò e la Stellino sono visibilmente emozionati. Intorno alle 18,30 i dati definitivi: per Scala hanno votato 14.665 alcamesi, il 52,18 per cento, mentre Benenati ha ottenuto 13.439 consensi, pari al 47,82 per cento. Con la conferma di Scala nel ruolo di primo cittadino, due posti di consigliere comunale saranno occupati rispettivamente da Salvatore Trovato (Dc) e da Domenico Parisi (Area democratica) per un totale di diciotto consiglieri facenti parte dell’Unione . Alla domanda: "Che messaggio lancia a chi ha votato per Benenati?", Scala risponde "Sarò il sindaco di tutti. E’ la vittoria della gente perbene". Il commento di Caterina Stellino: "Adesso viene il bello. Siamo pronti ad amministrare". Alle 18,10 Scala si affaccia al balcone del Municipio: "Avrei un desiderio. Vorrei andare da Maria Santissima dei Miracoli". E allora tutti verso il Santuario. Benenati, nel suo comitato stracolmo di gente, si limita a dire amaramente "Ho perso".
Si chiude dunque la battaglia. Toni accesi fino all’esplosione di violente invettive contro l’avversario hanno caratterizzato una campagna elettorale densa di "colpi alti e bassi" fino all’ultimo minuto dei tempi regolamentari, di defezioni e di clamorosi scambi e nuovi accordi fino all’ultimo secondo dei supplementari. Ai calci di rigore si è deciso tutto. A "battere dagli undici metri" hanno provveduto i cittadini a suon di matita e di "x" sulle schede elettorali. (...) Molti alcamesi indicano che "bisogna puntare su una maggiore efficienza dell’Ufficio tecnico comunale, che negli ultimi anni ha posto troppi ostacoli a parecchie iniziative costruttive dei cittadini", che "il precariato è un fenomeno che sta diventando asfissiante", che "la cura di tutto il territorio, Alcamo Marina compresa, è in ogni momento indispensabile" che "Scala deve sempre tenere a mente, al di là delle cose che ha fatto mettere in pratica (ed era legittimo che lo facesse), che il ruolo di primo cittadino è un ruolo di servizio allo sviluppo della città e al bene comune". Su questi punti, Scala e Papania annunciano "un forte impegno per migliorare e imparare dalle eventuali insufficienze nel corso dell’amministrazione precedente".
Caterina Stellino, vicesindaco e assessore, oltre che punto di riferimento della vita socioculturale alcamese per tanti anni, è deceduta lo scorso 24 maggio. Avrebbe compiuto 49 anni il 9 giugno. Ha affrontato e sopportato per oltre due anni, con grande coraggio, un male incurabile.
Massimo Provenza
domenica 25 maggio 2008
giovedì 22 maggio 2008
Un uomo solo, contro l'oscurità nella terra del sole
lunedì 19 maggio 2008
domenica 18 maggio 2008
1980. La marcia per lo Zingaro
Sono passati ventotto anni da quella mattina del 18 maggio 1980, allorché una marcia pacifica, composta da circa seimila persone amanti della natura e organizzata da Associazione dei forestali di Sicilia, Club alpino siciliano, Italia Nostra, Wwf, Legambiente e altri enti ambientalisti, partì dal baglio di Scopello per chiedere che venisse istituita una Riserva naturale orientata tra Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo. L'appello venne sottoscritto da giornalisti, uomini di cultura, politici, scienziati, sportivi, magistrati, sindacalisti e da semplici cittadini, e indirizzato alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana. Un appello che non rimase senza risposta: il 6 maggio 1981 con la legge regionale n. 98 venne istituita la Riserva naturale orientata dello Zingaro, la prima in Sicilia.
Nella foto a lato, l'ingresso della Riserva
Inter e Del Piero campioni d'Italia
Come la Juve nel 1997, il Milan nel 1999 e la Lazio nel 2000, i nerazzurri festeggiano con il tricolore il secolo di vita. In questo istante il sito internet del club di via Durini è in tilt. Per oltre un'ora la Roma ha accarezzato il sogno di vincere il suo quarto titolo di Campione d'Italia dopo quelli del 1942, 1983 e 2001. Poi però ci ha pensato Ibra a salvare Morattilandia e ad evitare che il numero 16, pronto a campeggiare sullo scudettone biancorossoverde da esporre al Tardini a fine match e in piazza Duomo a Milano in serata, evaporasse lasciando il posto ad un 4 per via non di un'operazione aritmetica bensì di un sorpasso storico.
Stavolta non è finita come nel 2002 (si ricordi il 5 maggio, non quello di Manzoni...) o come nel 2000 (Juve battuta sotto il diluvio a Perugia) o come nel 1999 (quel Milan di Zaccheroni in rimonta sulla Lazio) o come nel 1973 (Juve vittoriosa all'Olimpico, Lazio sconfitta al San Paolo, Milan distrutto a Verona) o come nel 1967 (tredicesimo scudetto juventino a spese dell'Inter beffata a Mantova). Si possono ricordare tanti altri duelli incastonati nell'archivio delle emozioni della Serie A: quelli tra Juve e Inter nel 1998, tra Juve e Parma nel 1997 e nel 1995, tra Sampdoria e Inter nel 1991, tra Milan e Napoli nel 1990 e nel 1988, tra Inter e Napoli nel 1989, tra Juve e Roma nel 1986, nel 1983 e nel 1981, tra Juve e Fiorentina nel 1982, tra Milan e Perugia (il mitico Perugia di Castagner rimasto imbattuto) nel 1979, tra Juve e Lanerossi Vicenza nel 1978 e Torino nel 1977 e nel 1976. Altri tempi, quelli in cui tra il 1987 e il 1997 passavo pomeriggi domenicali ascoltando le radiocronache delle partite a "Tutto il calcio minuto per minuto". Ancora non c'erano le pay-tv. La meravigliosa voce roca di Sandro Ciotti, il grande Enrico Ameri, l'appuntamento delle 18 e 10 con "Novantesimo Minuto" di Paolo Valenti e la mattina durante la ricreazione con le figurine Panini da scambiare tra i banchi di scuola giocando a "Ce l'ho... Mi manca".
Oggi, mentre ogni impresa giallorossa si è rivelata vana, il Catania si è assicurato la salvezza, per giunta andando a pareggiare. La Fiorentina di Prandelli va in Champions, il Milan deve accontentarsi di giocare la prossima stagione in Coppa Uefa, l'unico trofeo che ancora non è presente nella bacheca rossonera. Il Parma torna in B dopo diciott'anni. La Juventus, oltre al primato dei gol segnati condiviso con la Roma, si gode l'apoteosi nella classifica dei bomber, grazie alla consacrazione del trentatreenne ritrovato Del Piero e alla conferma di Trezeguet. Capocannoniere Del Piero. Chi se l'aspettava? Adesso tutti gli italiani che lo sfottevano per l'uccellino di quello spot di acqua minerale, sarebbero pronti a scommettere su di lui nella speranza di vedere l'Italia di Donadoni trionfare a Vienna. Sempre se il Pinturicchio riesca a mantenere questo stato di grazia anche all'Europeo di Svizzeraustria. Non è facile.
Massimo Provenza
sabato 17 maggio 2008
mercoledì 14 maggio 2008
Ho conosciuto Marguerite Barankitse
Nel suo Burundi, ha visto e sofferto le più grandi atrocità umane, e da anni si adopera per salvare migliaia di bambini africani. Si chiama Marguerite Barankitse (nella foto a lato). Ha ricevuto per la sua attività diversi riconoscimenti internazionali quali il Prix des Droits de l’Homme del governo francese, il Prix Shalom in Germania, il Premio internazionale per i rifugiati dell’Alto commissariato Onu, e la laurea honoris causa dell’Università di Lovanio e tante altre onorificenze per aver fondato la "Maison Shalom", una struttura che raccoglie oggi 10 mila bambini vittime di guerra e povertà. Anche la Facoltà di Agraria dell'Università di Palermo collabora con lei per realizzare progetti in Burundi, quali un sistema di irrigazione e un caseificio. L'incontro con Marguerite Barankitse, oggi per la prima volta ad Alcamo, mi ha trasmesso serenità e una rinnovata voglia di vivere, al di là delle frasi fatte, dell'ipocrisia e della malvagità che da sempre sono in potenza nell'animo umano ma su cui qualcosa di più forte, che è l'amore per la vita, tende a trionfare. Mi ha colpito in positivo anche la grande emozione con cui uno studente di una delle scuole superiori alcamesi presenti al convegno ha preso la parola nel corso del dibattito per esprimere un proprio pensiero. I giovani hanno bisogno di esempi positivi a cui poter fare riferimento. E' già tanto cominciare con piccoli gesti quotidiani di umiltà, di amore e dedizione per ciò in cui si crede. Non per forza siamo chiamati a compiere imprese eroiche o a realizzare opere faraoniche. Anche Marguerite pensa che la cosa più importante è "fare il bene, anche nel proprio piccolo, ma farlo con amore". Credo anche nell'importanza di valorizzare tutte quelle persone poco conosciute o che non hanno mai ricevuto onorificenze o particolari plausi da parte della società e delle istituzioni per le loro azioni positive, ma che ogni giorno rendono questa vita degna di essere vissuta.
Massimo Provenza
lunedì 12 maggio 2008
Prima i motorini, ora i televisori
Non è bastato, qualche anno fa, lanciare scooter giù dalla curva di San Siro. Adesso la frustrazione nerazzurra spinge a lanciare televisori dalla finestra. E' accaduto a Pisa: Materazzi ha fallito il rigore che poteva portare l'Inter alla vittoria tricolore, e in via San Benedetto nella città di Galileo e della torre pendente, con un volo dal secondo piano fino ad esplodere nell'aiuola condominiale, è finita la storia di un tv color 28 pollici. Leggere i notiziari per credere. Un gesto sconsiderato che al fan della Beneamata è costato la denuncia da parte della polizia. Non sappiamo quali altre reazioni analoghe si siano scatenate ieri pomeriggio in altre zone d'Italia a causa degli incredibili, ripetuti "tentativi" dell'Inter di farsi strappare lo scudetto dalla Roma... Già, sembra proprio che la squadra di Mancini ce la stia mettendo tutta per perdere il campionato. Bando alle ciance ironiche, rimane il fatto che i giallorossi di Spalletti stanno realizzando una rimonta dal sapore epico. Ma mentre domenica i nerazzurri giocano a Parma, la Lupa deve fare i conti col Catania al Massimino. Parma e Catania si sfidano a distanza, fino all'ultimo duello, per evitare la retrocessione. Un finale di torneo che più thrilling di così non si può. Gli amanti del calcio-spettacolo e quindi le tv ringraziano (tranne, ovviamente, quella di via San Benedetto a Pisa...).
Massimo Provenza
* * *
Accadde il 12 maggio.
1974 - Referendum sul divorzio: quasi il 60 per cento degli italiani recatisi alle urne vota perché non venga abrogata la legge Fortuna-Baslini del 1970, con la quale venne istituito il divorzio.
1974 - La meravigliosa Lazio di Maestrelli e Chinaglia vince il campionato di calcio di Serie A. E' il primo scudetto nella storia biancoceleste.
venerdì 9 maggio 2008
Duopolio calcistico
E' dal 2003 che in finale di Coppa Italia di calcio c'è una squadra romana. E per il quarto anno consecutivo, a contendersi il trofeo saranno l'Inter e la Roma (che ieri sera ha eliminato il Catania di Zenga), protagoniste quindi non soltanto al vertice del campionato di Serie A. Nel 2003 vinse il Milan (Roma-Milan 1-4 e 2-2), nel 2004 la Lazio (Lazio-Juventus 2-0 e 2-2), nel 2005 l'Inter (Roma-Inter 0-2 e 0-1), nel 2006 di nuovo l'Inter (Roma-Inter 1-1 e 1-3), nel 2007 la Roma (Roma-Inter 6-2 e 1-2). Quest'anno la finale è unica. Si gioca il 24 maggio all'Olimpico di Roma (nella foto).
9 maggio 1978. Peppino Impastato. Aldo Moro
Il 9 maggio 1994 Nelson Mandela divenne il primo presidente sudafricano di colore. In Italia, invece, oggi è la Giornata della memoria delle vittime del terrorismo.
Si ricorda Aldo Moro (nato a Maglie il 23 settembre 1916), il presidente del Consiglio italiano e leader democristiano ucciso 30 anni fa dalle Brigate Rosse che lo sequestrarono trucidandone la scorta il 16 marzo 1978 in via Fani a Roma. Il suo corpo fu ritrovato alle 13,50 del 9 maggio nel bagagliaio di una Renault 4 in via Caetani, a pochi metri dalle rispettive sedi capitoline della Democrazia cristiana e del Partito comunista italiano.
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=40
Si ricorda Peppino Impastato (nato a Cinisi il 5 gennaio 1948), il giornalista e attivista che dai microfoni di Radio Aut, emittente da egli stesso fondata nel 1976, denunciò la mafia. Nella primavera del 1978 si candidò alle elezioni comunali nella lista di Democrazia proletaria. Nella notte tra l'8 e il 9 maggio il suo corpo fu dilaniato da una carica di tritolo sui binari della ferrovia nei pressi di Cinisi.
http://www.peppinoimpastato.com/
mercoledì 7 maggio 2008
La coppa di Ducadam
E' mai esistito un portiere capace di decidere una finale di Coppa dei Campioni parando tutti i tiri conclusivi dal dischetto?
...Andiamo indietro di 22 anni.
Mercoledì 7 maggio 1986 - Siviglia, stadio "Ramon Sanchez Pizjuan"
Coppa dei Campioni - Finale
STEAUA BUCAREST - BARCELONA 2-0 ai calci di rigore
(0-0 dopo i tempi supplementari)
Steaua: Ducadam, Iovan, Belodedici, Bumbescu, Barbulescu, Balint, Balan (72' Iordanescu), Boloni, Majaru, Lacatus, Piturca (113' Radu). All. Jenei.
Barcelona: Urruti, Gerardo, Migueli, Alexanco, Julio Alberto, Victor Munoz, Marcos Alonso, Schuster (85' Moratalla), Pedraza, Archibald (111' Pichi Alonso), Carrasco. All. Venables.
Arbitro: Vautrot (Francia).
Rigori: Majaru (parata), Alexanco (parata), Boloni (parata), Pedraza (parata), Lacatus (rete), Pichi Alonso (parata), Balint (rete) Marcos Alonso (parata).
http://www.youtube.com/watch?v=lY_WxaVnjGg&feature=related
Fu una beffa colossale, per i 60 mila tifosi del Barca accorsi ad assistere a quella finale giocata "in casa". I blaugrana giunsero all'atto conclusivo della competizione superando nei quarti di finale la Juventus: i bianconeri non seppero concretizzare la propria superiorità e si fecero sfuggire la possibilità di avanzare verso il riscatto della precedente, luttuosa finale di Bruxelles. I romeni, appoggiati soltanto da una sparuta minoranza di sostenitori (a quell'epoca il regime comunista di Ceaucescu imponeva forti restrizioni per l'espatrio) ma facendo leva sulla difesa magistralmente orchestrata da Belodedici, sul talento di Lacatus e sui "miracoli" di Ducadam, riuscirono nell'impresa: fu il primo successo di una squadra dell'Est europeo nella competizione, a cui si aggiunse nel 1991 quello della Crvena Zvezda (Stella Rossa) di Belgrado che trionfò a Bari, sempre ai rigori, sull'Olympique Marseille.
sabato 3 maggio 2008
I disastri aerei di Superga e Montagna Longa
In questi giorni vengono commemorati due disastri aerei che funestarono l'Italia e di cui è ancora vivo il ricordo.
Il 4 maggio 1949 alle 17,05 l'aereo che da Lisbona trasportava la squadra di calcio del Grande Torino, con a bordo anche dirigenti e giornalisti al seguito, si schiantò sul terrapieno della basilica di Superga. Nella sciagura perirono i giocatori Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Giulio Schubert e gli allenatori Egri Erbstein, Leslie Levesley, il massaggiatore Ottavio Cortina con i dirigenti Arnaldo Agnisetta, Andrea Bonaiuti ed Ippolito Civalleri. Non scamparono alla morte neppure tre dei migliori giornalisti sportivi italiani: Renato Casalbore (fondatore di Tuttosport), Renato Tosatti (Gazzetta del Popolo) e Luigi Cavallero (La Stampa) ed i membri dell’equipaggio Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi e Antonio Pangrazi.
Il 5 maggio 1972 alle 22,25 la tragedia di Montagna Longa, nei pressi dell'aeroporto palermitano di Punta Raisi: un Douglas DC-8 Alitalia (volo AZ 112) con a bordo 115 persone si sfracellò contro il costone roccioso, e senza lasciare alcun superstite. Tra i periti nella sciagura, l'alcamese Giovanni Cavataio, commerciante ortofrutticolo di 38 anni. Suo figlio Giuseppe, che oggi risiede e lavora a Milano, mi ha contattato nei giorni scorsi: "Come ogni anno, i parenti delle vittime - riferisce Cavataio - si ritroveranno lunedì 5 maggio alle 15 in piazza a Carini di fronte alla chiesa Madre, dove intorno alle 19 si svolgerà una messa in onore dei nostri parenti deceduti nella sciagura. Un gruppo di figli di vittime vi partecipa sempre, tra questi il noto giudice Vittorio Alcamo figlio di Ignazio deceduto nel disastro". A bordo di quell'aereo, oltre al magistrato Ignazio Alcamo, viaggiavano i giornalisti Angela Fais e Alberto Scandone del quotidiano "L'Ora", il regista cinematografico palermitano Franco Indovina, il figlio dell'allenatore della Juventus Cestmir Vycpalek e gente comune, i cui congiunti tuttora si domandano il perché di tale luttuoso evento. Dal 1973 su Montagna Longa è posta una grande croce commemorativa: "Ma la strada per raggiungerla - dice Cavataio - è poco percorribile trattandosi di una mulattiera. Quest'anno la Forestale ha messo a disposizione tre jeep per accompagnare i parenti lassù". Permangono lati oscuri riguardo alle cause che hanno determinato il disastro aereo di Montagna Longa, uno tra i più gravi nella storia dell'aviazione civile italiana, e sul quale è stato creato un sito (http://www.montagnalonga.it/) amministrato da Luciano La Piana, docente di informatica.
Massimo Provenza
venerdì 2 maggio 2008
Giornalismo, internet e democrazia
Esiste realmente un rapporto conflittuale tra internet e chi fa giornalismo per professione? Può sembrare una domanda cervellotica, soprattutto se viene posta dal sottoscritto, che oltre a collaborare ogni giorno con la redazione di un giornale quotidiano, è l'autore di questo blog e naviga spesso in rete. Il fatto è che mi sono imbattuto in un articolo su http://www.newsitaliapress.it/, intitolato "Il giornalismo italiano incontra quello statunitense - Internet non significa la fine del giornalismo" e relativo alla presentazione del portale web http://www.i-italy.org/ di informazione italo-americana ispirato al modello del citizen journalism, ovvero del giornalismo partecipativo (detto anche "open source"). Nella parte conclusiva del pezzo si affronta un tema cruciale che è quello della "perplessità legata al mondo dell’informazione on-line e al nuovo sistema di fare giornalismo". Oggi, infatti, si parla tanto e anche troppo di questa osannata e presunta democraticità dell'informazione online. Perché presunta? Ecco, ciò che penso io è facilmente spiegato: "Questa ‘democraticità' dell’informazione, sul modello del citizen journalism - prosegue l'articolo - non rischia forse di trasformarsi in una perdita di qualità e di mancanza di garanzie per il fruitore? A questa domanda ha risposto il professor Alberto Marinelli, docente di Teoria e tecniche dei nuovi media, il quale ha spiegato che “Internet amplifica senza dubbio la possibilità per chiunque, anche coloro che non hanno le necessarie competenze, di esprimersi, ma poi è il brand che certifica o meno il valore dell’informazione e questo a prescindere dal mezzo attraverso cui viene fornita. Chi pensasse che ciò significa la fine del giornalismo – ha concluso Marinelli – cadrebbe in un grave errore. E’ proprio l’intermediazione di un operatore professionista, invece, che può garantire la qualità. Ovviamente il lavoro del giornalista si è modificato, così come è mutato quando è nata la televisione, ma parlare di scomparsa o di sostituzione è a mio avviso errato ed infatti ciò non è ancora accaduto”".
In ogni caso, io non smetto di difendere l'autorevolezza della carta stampata (carta riciclata, possibilmente, al servizio dell'intelligenza di chi legge e, comunque, quella per cui lavoro), così come il rispetto della deontologia della professione giornalistica. Insomma, se tante critiche vengono rivolte nei confronti dei giornali ma anche dei telegiornali e radiogiornali, permettetemi di dire che l'informazione online non sempre è oro colato o frutto di un lavoro originale, di cui la democrazia possa arricchirsi degnamente. Anzi. Altro discorso è invece sfruttare al meglio le opportunità offerte dai nuovi mezzi di comunicazione per fare giornalismo sano e gratificante. L'ideale è attingere informazioni da tutti gli strumenti di cui si dispone: giornali cartacei, libri, televisione, radio, internet sono tra questi. E' molto più democratico un confronto tra i rispettivi contenuti, senza fermarsi a ciò che viene proposto soltanto dal mondo web. Almeno finché il web non avrà assorbito tutti gli altri mezzi di comunicazione e pubblicitari tradizionali.
giovedì 1 maggio 2008
La Giornata dei lavoratori
Auguri a tutti i lavoratori.
Due link utili:
http://http//it.wikipedia.org/wiki/Festa_dei_lavoratori
http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Portella_della_Ginestra
Ayrton Senna, 14 anni dopo
"Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà. Per me è uno dei principi della vita".
"Non potrai mai cambiare il mondo da solo. Però puoi dare il tuo contributo per cambiarne un pezzetto. Quello che faccio davvero io per la povertà non lo dirò mai. La F1 è ben misera cosa in confronto a questa tragedia".
"Sono un privilegiato, ho sempre avuto una vita molto bella. Ma tutto quello che ho ottenuto dalla vita l’ho guadagnato con l’impegno e il desiderio fortissimo di raggiungere i miei obbiettivi , di vincere, nella vita, non come pilota. Perciò lasciate che vi dica che chiunque voi siate nella vita, sia che siate al livello più basso, o al più alto, dovete avere una grande forza e una grande determinazione e dovete affrontare qualsiasi cosa con grande amore e fede in Dio e un giorno raggiungerete i vostri obbiettivi e avrete successo".
"Non ho idoli. Ammiro il duro lavoro, la dedizione e la competenza".
"Ogni persona ha la sua fede, il suo modo di guardare alla vita. La maggior parte della gente rifiuta temi come questi. Per quanto mi riguarda, l'importante è essere in pace con se stessi. Il modo per trovare questo equilibrio per me passa attraverso la fede in Dio".
"I ricchi non possono vivere su un’isola circondata da un oceano di povertà. Noi respiriamo tutti la stessa aria. Bisogna dare a tutti una possibilità".
"Se ho fatto le cose che ho fatto è perchè ho avuto, nella vita, una grande possibilità. Crescere nel modo giusto, vivere bene, godere di una buona salute, imparare molto. E sono stato aiutato, nei momenti giusti, ad andare nella giusta direzione".
"La cosa più importante è essere te stesso, senza permettere a nessuno di ostacolarti, senza essere diverso perchè qualcuno vuole che tu sia diverso. Devi essere te stesso. Molte volte farai degli errori a causa della tua personalità, del carattere o delle interferenze che puoi trovare lungo il cammino. Ma solo così puoi imparare: dai tuoi errori. E' questa la cosa principale: utilizzare gli errori per imparare. Io credo nell'abilità di concentrarsi profondamente, in modo da rendere e progredire ancora di più".
"La vita è troppo breve per avere dei nemici".
Sono alcune frasi del campione di Formula 1 Ayrton Senna (Sao Paulo, 21 marzo 1960 - Bologna, 1 maggio 1994) tratte da http://www.ayrtondasilva.net/
Vedi anche http://it.wikipedia.org/wiki/Ayrton_Senna
domenica 27 aprile 2008
"Arripigghiàmuni"
"Arripigghiàmuni!", direbbe in dialetto siciliano un tifoso del Palermo Calcio in questo momento, mentre nella foto a lato il patron rosanero Maurizio Zamparini sembra, con tipica cadenza friulana, sussurrare al suo fido direttore sportivo Rino Foschi l'equivalente termine "Riprendiamoci!". E visti i risultati, ma soprattutto le molte prestazioni per nulla convincenti offerte dalla squadra panormita nel corso di questa stagione che ormai volge al termine, con tanto di valzer in panchina Colantuono-Guidolin-Colantuono, ci sarà parecchio da lavorare per costruire un organico più attrezzato e capace di esprimere un gioco più divertente o quantomeno concreto. Intanto, l'Inter è quasi giunta al traguardo-scudetto: il contenuto del post pubblicato lo scorso 3 febbraio sta trovando conferma... La festa nerazzurra, guarda caso, potrebbe esserci in occasione del derby della Madonnina. Non si ferma la Juventus di Ranieri che, trascinata dalle "macchine da gol" Del Piero e Trezeguet, crede ancora nella rimonta sulla Roma per agguantare il secondo posto. E sempre in zona Champions, la Fiorentina deve guardarsi alle spalle: il Milan incalza, ma anche la Samp non sembra scherzare, e domenica prossima i viola saranno ospiti del Cagliari di Ballardini, intenzionato a uscire indenne dalla zona ribollente dei bassifondi della classifica.
Massimo Provenza
lunedì 21 aprile 2008
Leggiamo e respiriamo
Qualche pagina utile:
http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_ad_aria_compressa
http://it.wikipedia.org/wiki/Pila_a_combustibile
venerdì 18 aprile 2008
Le esagerazioni
E' esagerato indicare come un fulgido esemplare di giornalista d'inchiesta chi:
- pubblica informazioni pur trovandosi lontano dalle fonti di tali notizie;
- è bravo come opinionista accusatore dei singoli personaggi (il che non significa essere necessariamente giornalista), ma non come acuto analizzatore dei fenomeni sociali;
- dà eccessivo credito a certi personaggi discutibili;
- porta avanti le sue ricerche spesso in modo superficiale e ingenuo, basandosi su fonti altrettanto discutibili;
- lascia intendere che il lavoro del giornalista serio non meriti un'adeguata retribuzione;
- si arroga il diritto di scavalcare il lavoro di chi fa il giornalista per professione.
Per il resto, si può affermare quel che si vuole ed esprimere nei suoi confronti attestati di stima per altre sue qualità. Occorre invece riflettere con maggiore lucidità su quanto i suddetti punti mettono in evidenza. A buon intenditore, poche parole.
Massimo Provenza
martedì 1 aprile 2008
La notizia non è morta. La speranza neppure
"L'industria non fabbrica più il farmaco. Alcamese ammalato rischia di morire". E' il titolo di un mio articolo riportato in prima pagina e pubblicato a pagina 8 sul Giornale di Sicilia di ieri 31 marzo. Pubblico anche su questo blog un sunto di questa vicenda: lo faccio adesso perchè ritengo che si tratti di una storia toccante che non può cadere in oblio, nell'attesa che chi sa dove si trova la soluzione per salvare la vita di questa persona, lo comunichi subito. Già mi hanno contattato ieri stesso e oggi dalla Farmindustria di Roma il cui ufficio stampa ha letto l'articolo, per conoscere meglio tale situazione e per attivarsi in aiuto di Stefano Milito, l'uomo che ha bisogno di questa urgente risposta. Sposato e con due figli, disoccupato, Milito ha 43 anni e soffre di ipertensione arteriosa ma è allergico a tutte le medicine sul mercato, tranne a una che egli ha assunto negli ultimi tre anni e che nel mese di dicembre scorso è stata ritirata dal commercio. E' adesso in produzione un nuovo farmaco con una nuova formula che genera effetti collaterali gravissimi nell'organismo di Milito, il quale li descrive come "vere e proprie torture" che mettono a repentaglio la sua esistenza.
"Da quattro anni - riferisce Stefano Milito - soffro di ipertensione. Per tale motivo assumo diverse categorie di farmaci per abbassare la pressione sanguigna. Purtroppo il mio corpo non tollera alcune sostanze di cui certi farmaci sono composti, com'è dimostrato dall'insorgere di questi effetti collaterali. Così il cerchio - prosegue Milito - si è ristretto a poche categorie di farmaci, e uno di questi è per me di vitale importanza: si tratta della categoria ACE-inibitore, da me assunta con successo negli ultimi tre anni e che ora dalla casa farmaceutica che ne possiede il brevetto non viene più prodotto con la formula che per me va bene, ma con una nuova formula per me mortale". Stefano Milito dichiara di non essere riuscito ancora a trovare una terapia alternativa. Il suo organismo non tollera tutti i tipi di amidi, i cloridrati e i diuretici.
La casa farmaceutica che produce il medicinale in oggetto si è dimostrata molto disponibile e celere nel mettere a disposizione di Milito, su sua richiesta, le scorte del medicinale sino alla fine di quest'anno. Ma la vita di Stefano Milito è appesa a un filo: nel momento in cui, e cioè nel dicembre 2008, tali scorte si esauriranno, per lui sarà la fine. Stefano Milito attende per questo motivo un'urgentissima risposta da parte di tale industria per capire che cosa egli può fare per salvarsi.
"Cerco soltanto aiuto", ribadisce Stefano Milito, riponendo fiducia nell'azienda farmaceutica e in chiunque sia in grado di fornirgli, e subito, informazioni utili alla soluzione di questo suo grave problema.
Dialogo tra un figlio di un politico e un giornalista
"Bello è criticare senza proporre nulla", si sente dire il giornalista di carta stampata nonchè autore di un proprio blog, dal figlio di un politico che guarda i giornalisti dall'alto verso il basso con un'aria di superiorità tipica di chi sa che cosa significa essere al servizio del popolo...
"Non accetti le mie critiche costruttive?" risponde il giornalista, il quale aggiunge: "Comunque ti consiglio di leggere con più attenzione i miei articoli e di comprare ogni giorno il quotidiano per cui lavoro. Io intanto cerco di fare il mediatore tra la gente e le istituzioni, e di informare la gente su quello che certi politici hanno saputo costruire (o meglio, distruggere) finora. E informare, nei limiti di ciò che riusciamo a fare, è già qualcosa che aiuta a riflettere, se non ti dispiace. E' già una proposta per lo sviluppo di tutti noi, se non lo sai. Questa è la fotografia della realtà. E più fotografie riesco a fare, più riesco a capire che cosa è meglio proporre con la collaborazione della gente onesta".
Massimo Provenza
Legalità e parole
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
e che si atteggia a depositario della verità senza averne la qualifica.
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
ma che offende le persone basandosi soltanto su errate convinzioni nei loro confronti.
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
solo per farsi bello ma non perchè ci crede davvero.
Ho conosciuto gente che parla tanto di legalità
ma che si dimostra superba.
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
e che si pone su un gradino superiore al tuo e ti dice con aria altezzosa
"io sono figlio di un carabiniere", "io sono figlio di un poliziotto", "io sono figlio di un giudice".
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
utilizzando questo termine come un utile mezzuccio per scopi elettorali (poi però quando viene eletto...).
Ho conosciuto qualcuno che parla tanto di legalità
e che con scelte politiche meschine tradisce la fiducia che tu hai riposto in lui.
Ho conosciuto qualcuno che non si dà tante arie
e che lavora con onestà, vive e ama la vita e il rispetto umano
e non lo urla ai quattro venti.
Massimo Provenza
sabato 29 marzo 2008
sabato 22 marzo 2008
Un'utopia dentro l'uovo di Pasqua
venerdì 14 marzo 2008
giovedì 13 marzo 2008
I frutti
Lavorare.
Dare il meglio di sè.
I frutti del nostro impegno
arriveranno. Forse.
Quel che più importa
in questo momento
è credere
in ciò che si fa.
Massimo Provenza
mercoledì 12 marzo 2008
Un brivido da San Siro
Internazionale - Liverpool 0 - 1. L'Inter si è fatta eliminare dalla Champions ad opera del Liverpool. Ma stasera, guardando la partita in tv, una cosa mi ha colpito in modo particolare poco prima dello scoccare del novantesimo: sullo 0 a 1 in favore degli inglesi e con i nerazzurri in inferiorità numerica e ormai cotti a puntino, dopo circa cinque minuti di "torello" della squadra di Benitez, gli oltre 75 mila tifosi interisti assiepati sugli spalti del Meazza hanno cominciato a cantare "aleeeeeeeealeeeeeeeeeeealealeeee.........Inteeeeeeeeeeer..........Inteeeeeeeeer.........", a incoraggiare i propri beniamini, ad applaudire nonostante la delusione. E i Reds supporters hanno risposto con il proprio applauso e con i propri cori, e dalle immagini si notava che erano tutti emozionati, tutti, uno stadio intero compresi gli uomini in campo. Tutti. Uniti in un momento di vera sportività e di pace. Che brivido.
Massimo Provenza
venerdì 7 marzo 2008
"Europe and Italy"
Avete 5 minuti liberi? E allora guardate questa "Europe and Italy" realizzata dal cartoonist milanese Bruno Bozzetto...
http://tcc.itc.it/people/rocchi/fun/europe.html
(Grazie a Maria che me ne ha fornito il link)
Il buonismo che frena lo sviluppo
Il buonismo che fa male è quell'atteggiamento che non consente un reale sviluppo della vita sociale. Anzi, frena il reale sviluppo, tant'è che quest'azione di frenata può avere come effetto un pericoloso testa-coda. Il problema è molto semplice da considerare sul piano concettuale, non altrettanto su quello di attivarsi per risolverlo. Mi spiego meglio.
Esiste la possibilità, per ogni essere umano dotato di intelligenza oltre che di "sensibilità" d'animo ben dosata in interazione con la necessaria "forza" d'animo, di imparare dall'esperienza e di affrontare la vita con la consapevolezza di distinguere ciò che è produttivo, costruttivo e che insomma promuove lo sviluppo umano, da ciò che è invece distruttivo. Ci può essere un istinto di sopravvivenza misto ad amore per la vita, quindi per la natura e per i nostri simili: una visione nuova dell'esistenza non improntata ad un cieco egoismo o utilitarismo, bensì rivolta a considerare ognuno di noi come un tutt'uno con l'intero universo. Il fatto è che esiste un atteggiamento di falsità che frena lo sviluppo di cui parlo all'inizio di questo post. Questo modo di fare è quello che porta ad esempio certi politici, in ogni parte del mondo e in Italia con particolare frequenza, a cambiare facilmente casacca, a ingannare continuamente chi li elegge, a rubare. Inoltre è tipico di molti criminali il manifestarsi di un istinto di sopravvivenza con un modo di fare che alimenta le guerre, le incomprensioni, la povertà materiale e spirituale. Chi come Gesù Cristo ha insegnato che sono "beati i poveri in spirito" di sicuro non intendeva questo tipo di povertà spirituale. L'opportunismo maligno e l'amore per la vita sono due cose ben differenti l'uno dall'altro.
"Conosci te stesso", diceva Socrate. Conosciti, nel bene e nel male. Ma questa conoscenza riguarda la nostra persona e il rapporto che ognuno di noi ha con il mondo. Soltanto, che cosa succede? Succede che ognuno di noi sa, almeno in parte, che cosa vuole e che cosa non vuole: verso quale indirizzo, cioè, intende condurre l'esistenza. E succede che in certe persone questa pulsione dell'animo è sincera, mentre in altre non lo è. In queste ultime, una sorta di disperazione che porta al cinismo e alla volontà di fregare l'altro, si manifesta in una gamma quasi infinita di comportamenti che minano alle fondamenta la fiducia reciproca. La brama di potere porta l'individuo a fare della ricerca del potere il suo imperativo principe.
Il tribunale umano è opera dell'uomo. E' vero. Ma quanti tra i politici condannati per un reato o per l'altro, più o meno grave, e che abbiano riconosciuto di averlo commesso, offrono garanzie ai cittadini di volere intraprendere una nuova strada di rinnovamento spirituale che si traduca in concrete azioni positive? Quanti delinquenti che dicono di essersi pentiti e di volere iniziare una nuova vita per diventare "ex" delinquenti o, meglio, persone nuove, garantiscono al resto dell'umanità di volere agire non più al servizio del male? E quanti giudici corrotti ci sono in giro?
C'è chi dice che senza il male non esisterebbe il bene e che la verità sta nel grigio tra il bianco e il nero, cioè nel mezzo. Certo è che osservando il ciclo della natura, cioè il susseguirsi delle stagioni, il modo in cui l'acqua circola e si trasforma e si ritrasforma, il movimento degli astri, insomma siamo portati a considerare la vita un continuo divenire. Tutto è in trasformazione. Rimane il problema del capire chi, tra gli esseri umani, offre le garanzie di cui ho scritto in precedenza. E rimane da constatare che molto probabilmente Giovan Battista Vico non aveva torto quando parlava di "corsi e ricorsi storici".
Io però credo, pur osservando come va la storia del mondo, che ognuno di noi, nel proprio intimo e nel proprio piccolo dei rapporti interpersonali, se è in grado di sapere come vuole vivere ha già fatto un fondamentale passo avanti verso la consapevolezza di sé e del suo rapporto di unità con tutto ciò che lo circonda. E quando imparerà a domandarsi il perché dei fenomeni naturali, umani, sociali, e a rispettare il mondo, e dunque anche se stesso, quello sarà davvero un bel momento.
Massimo Provenza
giovedì 6 marzo 2008
Imparare
Imparare ad ascoltare.
E a rispettare lo spazio altrui, se gli altri rispettano il tuo.
Imparare dagli errori.
Senza sterili autoaccuse che ti uccidono.
Imparare ad amarti.
Perché non sei un blocco di pietra... ma anche la pietra si trasforma.
Imparare a ricominciare.
Qualsiasi cosa ti sia successa.
Imparare a rinascere.
Anche se per strada hai perso qualcosa.
Imparare a sorridere.
Che è l'unica cosa che non richiede sforzo.
Imparare a non vergognarti
di una tristezza momentanea per il dolore del mondo.
Imparare a vivere.
E a riconoscerti consapevole
perché, mentre pensi che prima
ti illudevi di esserlo,
una nuova energia
ti fa aprire gli occhi.
Tu sei l'umanità che ti ha preceduto
e sei soprattutto quella che sarà.
Massimo Provenza
martedì 4 marzo 2008
Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta...
Questa splendida opera s'intitola "Desiderata" (traduzione di Enrico Orofino). Ma chi di voi sa con esattezza se in realtà sia stata trovata nell'antica chiesa di St. Paul a Baltimora e datata 1692, oppure sia stata scritta da Max Ehrmann nel 1927? Per risolvere tale dubbio, sto cercando di documentarmi. Ma al di là di tale incertezza, penso che si tratti di un messaggio prezioso per chiunque. Ecco il testo:
Passa tranquillamente
tra il rumore e la fretta,
e ricorda quanta pace
può esserci nel silenzio.
Finché è possibile
senza doverti abbassare,
sii in buoni rapporti
con tutte le persone.
Dì la verità
con calma e chiarezza;
e ascolta gli altri,
anche i noiosi e gli ignoranti;
anche loro hanno una storia
da raccontare.
Evita le persone volgari e aggressive;
esse opprimono lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, corri il rischio
di far crescere in te orgoglio e acredine,
perché sempre ci saranno persone
più in basso o più in alto di te.
Gioisci dei tuoi risultati
così come dei tuoi progetti.
Conserva l'interesse per il tuo lavoro,
per quanto umile;
è ciò che realmente possiedi
per cambiare le sorti del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari,
perché il mondo è pieno di tranelli.
Ma ciò non acciechi la tua capacità
di distinguere la virtù;
molte persone lottano per grandi ideali,
e dovunque la vita è piena di eroismo.
Sii te stesso.
Soprattutto non fingere negli affetti,
e neppure sii cinico riguardo all'amore;
poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni
esso è perenne come l'erba.
Accetta benevolmente
gli ammaestramenti che derivano dall'età,
lasciando con un sorriso sereno
le cose della giovinezza.
Coltiva la forza dello spirito
per difenderti contro l'improvvisa sfortuna,
ma non tormentarti con l'immaginazione.
Molte paure nascono
dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di una disciplina morale,
sii tranquillo con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo,
non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai il diritto di essere qui.
E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio
che l'universo ti stia schiudendo
come si dovrebbe.
Perciò sii in pace con Dio,
comunque tu lo concepisca,
e qualunque siano le tue lotte
e le tue aspirazioni,
conserva la pace con la tua anima
pur nella rumorosa confusione della vita.
Con tutti i suoi inganni,
i lavori ingrati e i sogni infranti,
è ancora un mondo stupendo.
Fai attenzione.
Cerca di essere felice.
E aggiungo un pensiero di Arthur Schopenhauer: "Per non essere molto infelici il mezzo più sicuro sta nel non pretendere di essere molto felici".
domenica 2 marzo 2008
sabato 1 marzo 2008
Momenti di elettricità

venerdì 29 febbraio 2008
Il carro attrezzi non risparmia proprio nessuno...
ALCAMO. Neppure i Doblò in dotazione della Polizia municipale si sottraggono al carro attrezzi. In questo caso si tratta di un guasto meccanico occorso all'automezzo dei vigili urbani, in pieno centro cittadino.
Massimo Provenza
Anche le donne posso dichiararsi, ogni 4 anni...
"Tradizionalmente le donne possono dichiararsi agli uomini solo il 29 febbraio, per fare questo devono però farlo presentandosi al proprio fidanzato con in mano un cetriolo o una zucchina che, una volta dichiarate, dovranno baciare tre volte".
(Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/29_febbraio)
martedì 26 febbraio 2008
La solita catena di Sant'Antonio, la solita bufala?
Mi è giunta stamane una e-mail da parte di una mia amica. Si tratta della classica catena di Sant'Antonio, e neppure tanto recente, essendo in circolazione questo messaggio da alcuni anni dopo le stragi verificatesi negli Stati Uniti l'11 settembre 2001. Una delle tante bufale che circolano nel web? Si direbbe proprio di sì. Per capirne qualcosa in più, suggerisco a tutti di visitare http://it.wikipedia.org/wiki/Q33_NY.
Comunque, questo è il testo del suddetto messaggio:
1) New York City ha 11 lettere.
2) Afghanistan ha 11 lettere.
3) Ramsin Yuseb (il terrorista che minacciò di distruggere le Torri Gemelle nel 1993) ha 11 lettere.
4) George W Bush ha 11 lettere. Questo può essere pura coincidenza, però ora la cosa si fa più interessante.
5) New York è lo stato numero 11.
6) Il primo aereo che si schiantò contro le Torri Gemelle fu il volo numero 11.
7) Il volo numero 11 aveva 92 passeggeri. 9 +2 = 11.
8) Anche il volo numero 77 si schiantò contro le T Gemelle, e portava 65 passeggeri. 6+5 = 11
9) La tragedia accadde l' 11 Settembre, o meglio: 9/11. 9+1+1=11
10) Il giorno è uguale al numero di emergenza della polizia negli Stati Uniti 911. 9+1+1=11. Pura coincidenza??? Continua a leggere...
11) Il numero totale di vittime in tutti gli aerei fu di 254. 2+5+4= 11.
12) L'11 Settembre è il giorno 254 del calendario. Di nuovo 2+5+4=11.
13) Le esplosioni di Madrid accaddero il giorno 3/11/2004. 3+1+1+2+4= 11.
14) La tragedia di Madrid accadde 911 giorni dopo l' incidente delle Torri Gemelle 9+1+1=11.... Ora è quando la cosa si fa più misteriosa. Uno dei simboli più conosciuti degli Stati Uniti, dopo le stelle e le strisce, è l' Aquila. La seguente strofa è tratta dal Corano, il libro sacro Islamico: 'Perchè è stato scritto che il figlio dell' Arabia sveglierà una terribile Aquila. La forza dell' Aquila si sentirá in tutte le terre di Allah, mentre alcune persone tremeranno di disperazione però in fondo si rallegreranno: perchè la forza dell' Aquila pulirá le terre di Allah e ci sarà pace.' Questa strofa è la numero 9.11 del Corano. Ancora non sei convinto....?! Fai questo e poi me lo dici: apri Microsoft Word e scrivi maiuscolo Q33 NY . Questo è il numero di volo del primo aereo che si schiantó contro le Torri Gemelle. Cambia la dimensione del carattere a 48. Cambia il carattere a Wingdings. E ORA CHE PENSI?!?!!? INVIA QUESTA E-MAIL A 20 CONTATTI O TI SUCCEDERA QUALCOSA...HAI 11 MINUTI! Impressionante vero?? ti consiglio di entrare nel microsoft word e verifica quello che succede... Impressionante...
Questo è il testo della mail che mi è giunta. Non l'ho inviata a nessuno, e nonostante questa mia "negligenza" (eh eh...) io e le persone a me più care siamo ancora vivi, la città in cui abito non è ancora stata spazzata via da una calamità naturale, nessun attentato terroristico si è verificato nel mio quartiere. Toccando comunque palle e ferro (si fa per dire, io non sono scaramantico).
Massimo Provenza
sabato 23 febbraio 2008
Il migliore giornalismo
"Il migliore giornalismo lo fanno i migliori giornalisti, non è una cosa che dipende dal mezzo di comunicazione che si utilizza, sia esso stampa o tv o radio o internet".
(Maurizio Belpietro, direttore del settimanale Panorama, intervistato pochi minuti fa da Elisa Isoardi nel programma di Raiuno "Effetto Sabato").
Anch'io la penso così.
martedì 19 febbraio 2008
"Mi serve una mano d'aiuto"
"Mi serve una mano d’aiuto”… “Siamo molto sensibili alle problematiche dei giovani, venite a trovarmi nel mio studio”… “Vota per me, non te ne pentirai”… Sono queste soltanto alcune delle frasi che ci si sente dire dai candidati alle elezioni politiche quando la loro campagna di propaganda è appena cominciata e, col passare dei giorni, diventa sempre più febbrile. Mai come in questo momento, si avvicinano agli elettori i vari onorevoli, senatori o chi onorevole o senatore non è ma aspira a diventarlo (oppure nel caso delle elezioni comunali mira a ricoprire un ruolo importante nell’amministrazione cittadina). Si avvicinano, sorridono, tendono la mano, chiedono, promettono.
Un anno fa, in occasione della campagna elettorale per le amministrative comunali, ti domandavano ad alta voce, in tono tanto “fraterno” quanto sospetto: “Come stai?”. Ed ecco invece che appena un mese fa ti ignoravano o facevano finta di non conoscerti, quando ti incontravano per strada o a una conferenza. Si voltavano dall’altra parte. Magari aspettavano che fossi tu a fare il primo passo per “inchinarti” e porgere loro i tuoi ossequi. Oggi si avvicinano di nuovo a te, e si ripete quello che sembra un dèjà vu, ma non lo è: la ripetizione dello spettacolo con protagonisti sempre più politicanti e sempre meno politici.
Li trovi dal barbiere, al bar, al supermercato, in piazza attorniati da uno stuolo di corteggiatori e di corteggiatrici. “Mi serve una mano d’aiuto”, dice uno di loro rivolgendosi a te. E tu nel frattempo, se credi in lui, gli rispondi prontamente con un “Ma certo. Lo sai che ti ho sempre stimato” o qualcosa di questo genere. Non è escluso che nel frattempo tu stia pensando con amarezza: “Tanto non mi rimane altro da fare se non votare per lui, che è il male minore”. Oppure, se la tua scelta è indirizzata in altre direzioni, elabori in poche frazioni di secondo la seguente riflessione: “Vuole il voto. Se gli dico che non glielo do, si offende. Ma posso anche rispondergli con un diplomatico “So già per chi votare”.
Oppure posso rispondergli: “Vuoi una mano di aiuto? Ma non dovresti essere tu ad aiutare i tuoi concittadini a rendere migliore la vita in questa società? Non dovresti essere tu, con i fatti e non con le chiacchiere inutili, ad alimentare la speranza nei giovani non facendoli sentire ricattati, illusi in cambio di un voto? Non dovresti essere tu ad insegnare loro a muoversi con le proprie gambe, ad essere autonomi e allo stesso tempo usare l’intelligenza per costruire una realtà concreta in continuo sviluppo culturale, materiale e sostenibile?”.
C’è anche il cittadino, disilluso e nauseato, che non va a votare. Voi che fate? E come rispondete al candidato che si avvicina a voi per chiedervi il voto?
lunedì 11 febbraio 2008
Si torna in campagna
La primavera si avvicina, ed ecco le campagne elettorali che tornano a rinfocolare gli animi dei politicanti, dei politici e della gente che in essi ripone speranze e sogni di gloria. Elezioni comunali, regionali, nazionali. Comitati elettorali. Volantini. Manifesti. Microfoni e megafoni. Palchi. Promesse. Parole. Baci sulle guance. Strette di mano. Sorrisi. Applausi. Manovre. Cambi di casacche. Accordi momentanei. Opportunismo in trionfo. Giochini di potere. A rimetterci è sempre la vera democrazia. "Giù le tasse. Aumenteremo i salari", dice qualche eminente politico come se esclusivamente da lui dipendesse aumentarli, sti benedetti salari.
Nella foto in alto a sinistra, una candidata alle elezioni comunali ad Alcamo lo scorso anno.
domenica 3 febbraio 2008
Curiose coincidenze
E rieccomi, stavolta a scrivere di calcio. E' ancora presto per dire che la stranierissima Internazionale Milano Football Club abbia ormai in tasca il suo sedicesimo scudetto, il terzo consecutivo a partire da quello calciopoliano del 2006 che segnò la fine di un digiuno durato ben diciassette anni. Però l'Inter, formazione multietnica a conferma del proprio nome, ha oggi allungato in classifica e consolidato il primato sulla Roma schiacciata a Siena, così come sulla Juventus bloccata dal Cagliari. E mentre ancora non mi passa la febbre (non è la prima volta che l'influenza di stagione mi colpisce proprio in occasione del Carnevale, ma i veglioni in maschera sono in questo istante il mio ultimo pensiero), mi ritrovo qui a constatare che molto probabilmente i nerazzurri stravinceranno anche questo campionato di serie A duemilasette-otto. E, guarda caso, proprio quando ricorre il centesimo anno di vita della società di via Durini: il presidente Moratti, mister Mancio, e il loro squadrone multilingue lo festeggeranno fra un mese, il secolo nerazzurro, e sperano di celebrarlo a suon di vittorie a primavera inoltrata con tanto di tricolore e coppa dalle grandi orecchie. Già, quella Champions League che nella bacheca interista ancora non esiste, o meglio, esiste la Coppa dei Campioni conquistata nel 1964 e tenuta stretta da Facchetti e compagni nel '65: quella coppa era infatti più piccola. Ma andiamo al dunque. E cioè alle curiose coincidenze di cui parlo già nel titolo di questo post e che rappresentano dei precedenti a ciò che si presume possa verificarsi quest'anno per quanto riguarda la serie A, e cioè appunto cento anni festeggiati con lo scudetto:
Stagione 1996/97 - La Juventus di Lippi ottiene il suo 24° scudetto proprio nell'anno in cui il sodalizio bianconero torinese festeggia i suoi primi cento anni di attività.
1998/99 - Il Milan di Zaccheroni è campione d'Italia sorpassando la Lazio in extremis. E' il sedicesimo tricolore rossonero, proprio in occasione del secolo di vita del club di via Turati.
1999/2000 - Anche la Lazio, con Eriksson in panca, compie cent'anni conquistando lo scudetto, il secondo della sua storia dopo la strepitosa impresa della banda di Maestrelli nel 1974. Per il secondo anno consecutivo, l'assegnazione del titolo si decide sul filo di lana, con la Juventus battuta a Perugia in un diluvio di acqua che poi diverrà un diluvio di polemiche.
2007/2008 - ...
sabato 2 febbraio 2008
Indipendenza a 30 anni. Per tantissimi è un miraggio
I giovani italiani e spagnoli fanno i mammoni anche da trentenni? Può darsi che a molti giovani non piaccia proprio, il termine “mammone”. Ma certo è che, a ulteriore conferma di un fenomeno già molto diffuso nel nostro Paese, ben 3 persone su 4, in Italia come in Spagna, risiedono fino a 30 anni di età a casa dei genitori. Il Giornale di Sicilia dello scorso 1° febbraio, con un ampio articolo pubblicato a pagina 13, riporta i dati statistici resi noti dall’Isae (Istituto di studi e analisi economica) il giorno precedente, in merito a tale situazione.
Si tratta di un fenomeno in crescita e molto preoccupante, che secondo l’indagine effettuata dall’istituto ha come prima causa l’alto tasso di disoccupazione (14 per cento per quanto riguarda, appunto, la fascia di età compresa tra i 20 e i 30 anni), ma che è pure spiegabile con la riduzione del reddito medio percepito dai giovani lavoratori. Mentre nel Regno Unito e in Svezia rispettivamente un quarto e un quinto dei giovani risiedono nella casa dei genitori, in Irlanda il 62 per cento, in Francia il 35 per cento: ciò farebbe pensare ad un’alta probabilità di influenza della religione cattolica nei rapporti tra genitori e figli.
Di sicuro, i giovani italiani sono chiamati a rimboccarsi le maniche per affrontare al meglio lo stato di grave crisi in cui versa la società in cui vivono. Rimboccarsi le maniche, pensare con la propria testa, mettere in luce le proprie risorse, senza arrivismo, cannibalismo o qualsiasi altra forma di egoismo sfrenato.
Il potere logora chi non ce l’ha. Il falso potere logora, prima o poi, chi ce l’ha.
Massimo Provenza
giovedì 31 gennaio 2008
Parlami, o dizionario...
E' ancora provvisorio e incompleto. Ma esiste. Basta andare su http://www.dizionario.rai.it/ ed ecco a voi il Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia. Contiene 92 mila voci di lessico e nomi propri della lingua italiana e 37 mila nomi propri e altre voci di una sessantina di lingue diverse. Si tratta di un punto di riferimento, se ad esempio vogliamo sapere con esattezza su quale vocale del nome "Belice" o di "Friuli" va l'accento oppure come si pronuncia "Mazzini". Certo è che nella maggior parte dei casi la dizione può variare da zona a zona della Penisola. E quindi, posso senza remore associare il mio pensiero a quello di chi sostiene che è più efficace un messaggio espresso con parole anche in dialetto ma dette con intelligenza, piuttosto che con una dizione italiana perfetta ma vuota. Viva sempre la parola scritta, in ogni caso.
lunedì 28 gennaio 2008
sabato 26 gennaio 2008
martedì 22 gennaio 2008
Tutto si trasforma
venerdì 18 gennaio 2008
Siamo alla frutta
Italiani, siamo alla frutta. Ridicoli agli occhi del mondo. In pochi giorni di questo inizio di 2008, ne succedono di tutti i colori, in questa Italietta. La monnezza a Napoli. Un gruppo di arroganti e ignoranti che rifiutano il dialogo con Papa Ratzinger. La vergogna mastelliana. Un Governo nazionale allo sfascio. Un presidente della Regione siciliana condannato a 5 anni. I continui guai giudiziari di Berlusconi. Un mister Capello indagato per presunta frode fiscale (come già del resto Valentino Rossi). E chi più ne ha più ne metta. Popolo di sudditi, gli italiani. E pure i siciliani, anche se non si sentono italiani. Sudditi in mano a chi? Alla bella Carla Bruni sposa di Sarkozy?
Mah. Almeno, la foto accanto ci ricorda che valorizzare la bellezza e la bontà della natura forse può ancora salvarci.
Massimo Provenza
(Nella foto, una realizzazione "artistica" di Luiza Lupescu)
lunedì 14 gennaio 2008
Mia intervista a Pier Ferdinando Casini
ALCAMO. Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ha fatto tappa stamane ad Alcamo al Centro congressi Marconi, prima di partecipare ad un incontro nel pomeriggio al Grand Hotel Villa Igiea a Palermo. Nella foto, un momento della mia intervista al deputato nazionale. Per conoscere il contenuto dell'intervista, basta leggere l'edizione di Trapani del Giornale di Sicilia di martedì 15 gennaio 2008.
Massimo Provenza
mercoledì 9 gennaio 2008
Alcamo, le foto del torneo "Costa Gaia"
ALCAMO. La tradizionale festa del calcio giovanile ad Alcamo, ovvero il "Trofeo Costa Gaia" giunto quest'anno alla sua ventunesima edizione, non ha tradito le aspettative. Al di là dei risultati ottenuti dalle oltre cento formazioni partecipanti tra cui Juventus, Torino, Fiorentina, Palermo, Catania e Reggina, il torneo si è proposto di veicolare un messaggio di promozione della cultura del reciproco rispetto, adottando lo slogan "Meno campioni + uomini", con cui l'associazione culturale "Gianluca Ferrara" di Palermo e la Figc (con l'adesione anche della scuola calcio Adelkam che organizza il "Costa Gaia" e del club Atletico Alcamo calcio) portano avanti iniziative contro la violenza negli stadi. Il torneo si è svolto dal 3 al 6 gennaio ad Alcamo e in vari campi di gioco delle province di Trapani e Palermo.
Foto 1: le squadre di Palermo e Catania insieme prima della sfilata inaugurale (tale immagine testimonia lo spirito di solidarietà reciproca tra rosanero e rossoblù, alla luce dei tragici fatti avvenuti a Catania il 2 febbraio 2007 in occasione del derby)sabato 5 gennaio 2008
Ma dove stiamo andando?
Mafia, criminalità, illegalità, sfruttamento, oltraggi, dolore arrecato senza pietà ai propri simili, trionfo della menzogna e di tutto ciò che è lontano anni luce dal rispetto dell’umanità. Per ogni fenomeno esiste una spiegazione. La storia, con il suo dipanarsi di situazioni e di eventi, insegna. Esistono tante forme di mafia. Ognuna è riconducibile alla più che bestiale tendenza umana, riscontrabile più o meno in ogni angolo del mondo, a conquistare ad ogni costo il potere, inteso nella sua espressione più meschina, che è ben diversa da quella della forza interiore che alimenta la vera libertà. La storia dell’umanità insegna che, finché ognuno di noi non avrà acquisito la capacità di vivere secondo la filosofia e la pratica del reciproco rispetto, continueranno ad esistere le più orribili forme di prevaricazione. Rispetto inteso come consapevolezza di essere gli uni sostanzialmente uguali agli altri, anche se cambiano le forme, i caratteri, le modalità dell’essere. Rispetto inteso come consapevolezza della sacralità dell’esistenza. Questo tipo di rispetto, che è la più nobile linfa della convivenza umana, esiste tra i banchi di scuola? Esiste nei luoghi di lavoro in cui giovani apprendisti fanno le loro prime esperienze professionali? Che significa essere “spertu”? Che cosa ci riserva il futuro?
martedì 1 gennaio 2008
Musica. Per rapire un po' l'eternità
Non importa se non si è capaci di cantare o suonare una chitarra o un pianoforte. Basta ascoltarla, la musica, quella che ci piace, per lasciarsi trasportare in un mondo dove si sciolgono le preoccupazioni annodate nella mente e tutto diventa diverso: il suono entra nelle orecchie e rilassa il cervello, dando energia nuova alla nostra vita.
Una canzone o un motivo: può renderci felici per qualche minuto, essere struggente tanto da emozionarci, toccarci nel profondo più nascosto della nostra anima e trasformarci, liberarci dalle ansie quotidiane, ricaricarci, renderci più umani.
Pile di cd gravano sullo scaffale. Una raccolta di note, di melodie che hanno fatto storia e che non moriranno mai. Il tempo svanisce, mentre le ascolto rapendo un po' l'eternità.
Massimo Provenza
domenica 30 dicembre 2007
Duemilasette addio
Il 2007 se ne va. Non tornerà più, se non alla mente durante la lettura di vecchi giornali e di almanacchi o mentre si sfoglia l'album dei ricordi, che può essere un album di fotografie da poter toccare con mano o invece digitali, televisive o di immagini ricostruite nel cervello da connessioni neuronali. Documenti, archivi, dichiarazioni dei redditi lo faranno sentire meno lontano, in qualche modo, il 2007.
Quattro cifre: 2,0,0 e 7. Le prime tre rimangono al proprio posto. Arriva l'8. E siamo nel 2008, secondo il calendario gregoriano in uso nel mondo occidentale. E' probabile che Gesù Cristo in realtà sia nato 2012 o forse 2015 anni fa, e che quindi ci sia un errore nei calcoli effettuati nel sesto secolo dopo Cristo dal monaco scita Dionigi il Piccolo (Dionysius Exiguus, il quale viveva a Roma e nel 525, in base alle indicazioni dei Vangeli e della tradizione, collocò la nascita del Salvatore all'anno 754 ab Urbe condita). Di sicuro è un errore considerare l'anno zero, perché l'anno di nascita di Gesù è l'anno 1 dopo Cristo: all'epoca in cui visse Dionigi, lo zero non era conosciuto in Europa.
Il 2007 se ne va. Per me è stato un anno di intensa attività professionale, un anno di lavoro per informare: per il Giornale di Sicilia mi sono occupato delle elezioni amministrative comunali ad Alcamo, di tanta, tanta cronaca, di sport, ho raccontato momenti di vita, vita in tutte le sue sfaccettature, comprese purtroppo quelle più dolorose, ma anche tante belle notizie hanno trovato spazio. Il 2007 se ne va mentre i giornali e i tg parlano di Benazir Bhutto assassinata, parlano di un'Italia depressa, di giovani allo sbando, di precariato asfissiante, ma anche di colpi importanti inferti alla criminalità organizzata in questa Sicilia da dove tanti, troppi giovani scappano, cercano lavoro lontano dalla terra in cui sono nati, lasciandola immersa nei suoi problemi di cui cambia col passare dei secoli la forma non la sostanza. E del resto, l'Italia, sempre più zimbello d'Europa, rimane ancora un Paese suddito: nell'Ottocento furono scacciati austriaci, borboni, la Chiesa rinunciò al suo Stato che si estendeva su tutta la parte centrale della penisola, si creò una nazione italiana, una nazione sempre più malata a causa di quell'infezione ancora non sanata che è il divario tra nord e sud. Poi le due guerre mondiali portarono distruzione e morte, mentre il fascismo non produsse ciò che gli italiani si aspettavano, ostacolò il libero confronto di idee e quindi lo scambio culturale, anche se la storia insegna che il prefetto Cesare Mori si oppose energicamente all'illegalità in Sicilia. Seconda guerra mondiale, prima repubblica, sessant'anni di ascesa e caduta. L'Italia dipende tuttora dagli Stati Uniti, dalla Russia, dalla Francia, dalla Germania, da questa e quell'altra nazione perché non è ancora capace di creare da sé lo sviluppo utilizzando al meglio le proprie risorse culturali ed energetiche: sul settore della valorizzazione dell'energia alternativa, entro i limiti dell'ecocompatibilità, c'è tanto da lavorare, le prospettive occupazionali ci sono ma si va avanti molto lentamente, con un governo italiano in costante affanno, in crisi perenne. E' un Paese suddito, l'Italia. Depresso, si euforizza non appena la Nazionale di calcio, dopo 24 anni, riconquista il mondo e dopo un anno si qualifica per gli Europei, mentre per il Milan è apoteosi intercontinentale. Calciopoli, cronaca nera, scandali, scarcerazioni facili, soprusi, truffaldini e furbacchioni che diventano personaggi, tivù spazzatura, giovani senza bussola, adulti più confusi di loro: questa è l'Italia.
C'è ancora qualche sognatore che si concede di riporre speranze nel cassetto del 2008 . Un cassetto che sta per aprirsi: forse non ne usciranno desideri esauditi né sogni realizzati, forse qualcosa cambierà, qualcosa migliorerà e qualcos'altro peggiorerà. Migliaia di giornalisti italiani continueranno a scioperare perché il contratto o l'aumento della paga "da fame" rimangono un miraggio, e continueranno ad informare, come faccio io, perché amano sempre di più fare questo mestiere, perché credono in quello che fanno, al di là del trattamento che viene loro riservato da un mondo dove la gratitudine e il riconoscimento dell'attività professionale sono soltanto parole.
Massimo Provenza
martedì 25 dicembre 2007
Come un'autostrada
La vita è come un'autostrada. Svincoli. Gallerie. Curvoni. Rettilinei. Che io sia sulla A29 o sulla A1, posso uscire e dirigermi verso una città o un paesino che conosco bene o, al contrario, che non ho mai visto. Mi fermo. Riparto. Prima o poi, una lucetta sul cruscotto mi ricorda che devo fare rifornimento di benzina. Un altro viaggio comincia. Un'altra autostrada. Poche decine o migliaia di chilometri. Esco di nuovo ad uno svincolo. E dopo una manciata di minuti mi ritrovo in una stradella di campagna. Scassata, fangosa. Devo stare attento, non posso andare veloce, sennò le sospensioni o le gomme rischiano grosso, così come io di finire in mezzo alle vigne. Un attimo, spengo il motore. Una passeggiata tra gli alberi con lei. La passione tra noi due. La vita in un attimo. E di nuovo in autostrada. E siamo dentro a un tunnel: lungo o breve che sia questo tunnel, mentre lo percorro, lo stereo acceso con la colonna sonora della mia, della nostra vita mi fa pensare che la galleria sta per finire, che è una galleria di immagini, di suoni, di amori e di speranze, di dolori e di lezioni. "Che bella questa canzone", dice lei. Il paradiso è qui, ora. Esco dal tunnel, attento a non farmi abbagliare dal sole. Ma no, è notte fonda. Le stelle nel cielo. I fari illuminano l'asfalto e l'orizzonte. L'aurora, l'alba, i colori dell'autunno, della primavera. Siamo arrivati al chilometro numero 37 oppure 196, siamo sempre arrivati e non arrivati. Dipende da noi. Dov'è il punto d'arrivo? Fermarsi a Milano, a Firenze o ad Alcamo? Dov'è il punto d'arrivo? Rimanere in panne o finire fuori strada? Ma no, che vado pensando. E prima o poi, è vero che la morte arriva, ma non in autostrada, dai! Magari in un letto o non so dove. Non voglio pensarci. Ma ogni tanto bisogna pensarci, per dare valore a quello che sto facendo, a quello che stiamo facendo, per essere presenti, sentire che ogni battito del cuore ogni secondo ogni momento è nascere, nascere di continuo. Vivere. Amare. Grande, immenso peccato è dimenticarcelo, mentre il mondo ci fa ancora respirare, mi fa amare lei e sentire il sapore delle sue labbra, libero di perdermi nei suoi occhi, nell'infinito. Grande peccato è sentirmi disperato anche quando lei non c'è e la sua assenza è per me solitudine. Ma anche da solo, continuo a vivere, finché improvviso l'amore arriva, torna, come l'estate e l'inverno, come il sole e la pioggia, come il giorno e la notte. Che sia lunga il più possibile, questa autostrada chiamata vita.
Massimo Provenza
mercoledì 12 dicembre 2007
Stadio Olimpico
ROMA. Scende lenta, la pioggia. Scende sulla pace di una pomeridiana passeggiata a pochi metri dall'ingresso dello Stadio Olimpico. E in campo scenderà anche la Roma, stasera per una sfida di coppa europea. E' ancora presto. Una partita di calcio. Stasera. Potrà stasera un bambino con il suo papà e la sua mamma camminare qui, come faccio io adesso (magari avrà pure smesso di piovere...) e guardare spensierato tante facce sorridenti, guardare tanti tifosi di nazionalità diverse stringersi la mano, cantare e non prendersi a pugni, calci, coltellate o lanciarsi petardi e bombe-carta? Potrà guardare incuriosito i poliziotti che osservano tranquillamente la gente che entra allo stadio? Potrà domandare a papà e mamma, alla fine della partita: "Voglio tornare qui e vedere tantissime altre partite"?
Potrà, forse. Potrà, se la stupidità umana, dopo avere riconosciuto se stessa, avrà lasciato il posto ad un nuovo senso dell'umanità. Potrà, se l'individuo frustrato, desideroso di far del male, vendicativo, si sarà trasformato in un essere intelligente e consapevole di avere un cuore.
Massimo Provenza
Comitato elettorale
Nella foto accanto: Un comitato elettorale alla vigilia delle votazioni per le amministrative comunali del maggio 2007 ad Alcamo.
Si tratta di una foto sicuramente insolita. Per ragioni di correttezza professionale, ho ritenuto opportuno rendere invisibili alcuni elementi che riconducono all'identità della persona candidata.
Massimo Provenza
martedì 11 dicembre 2007
Respiriamo a pieni polmoni...
ALCAMO. Questa foto è stata scattata in pieno centro storico, nel Corso VI Aprile a pochi passi dalla Piazza Ciullo. In fondo si può notare "lu Cassaru strittu", il Corso stretto ovvero la parte più antica del Corso VI Aprile. Altro che isola pedonale. Gli alcamesi prendono l'auto pure per spostarsi di soltanto dieci metri. E ad Alcamo, di automobili ce ne sono almeno 36 mila in circolazione, oltre a quelle provenienti da fuori città. Oggi rappresenta un record, riuscire a percorrere il Corso dalla via Amendola fino alla via Pia Opera Pastore (poco meno di un chilometro) in appena mezz'ora. Esistono strade alternative da poter imboccare per non rimanere intrappolati nella bolgia di auto, ma in pochi se ne rendono conto o... chissà, forse preferiscono provare l'emozione masochistica di immergersi nell'inferno della lunga attesa e ammorbare di gas di scarico le vie della città.
Massimo Provenza
Benvenuti nella discarica "Bottino"
ALCAMO. Quello che vedete è lo spettacolo che costantemente, ormai da tante settimane, si ripropone al Bottino, il principale serbatoio alcamese di acqua potabile ai piedi del monte Bonifato. "Ma siamo in una discarica?", si domandano seccati i tanti cittadini che usufruiscono dei rubinetti del Bottino per fare rifornimento d'acqua. Tutto ciò accade nonostante il Comune abbia collocato a pochi metri di distanza vari contenitori anche per la raccolta differenziata. "Abbiamo incaricato il nostro personale - fanno sapere dal settore comunale Ambiente - di pulire tale zona ogni giorno". Intanto, i rubinetti vengono continuamente danneggiati da ignoti teppisti.
Massimo Provenza
sabato 8 dicembre 2007
Mihaela e i confini della mente
"Prova questa", mi dice Mihaela porgendomi una felpa. Sono appena entrato a fare shopping in un negozio di abbigliamento sportivo, dove Mihaela lavora regolarmente come commessa. Lei è una ragazza poco più che ventenne, graziosa, occhi verdi e capelli lisci color castano chiaro. Prima che io scoprissi come si chiama, Mihaela mi ha spiegato che è giunta in Sicilia da lontano, qualche anno fa. E' dal suo modo di parlare, dal suo accento, che ho intuito che Mihaela non è italiana, anche se in italiano parla benissimo. Anzi, conosce quasi alla perfezione pure il dialetto siciliano.
"Ma tu non sei italiana", le domando. "No, vengo dalla Romania", mi risponde. "Si sente, vero?", aggiunge con un pizzico d'imbarazzo. "Beh, non è che si nota molto - tengo a precisare -, però è come quando un siciliano si trova a parlare con un milanese: entrambi sono italiani, eppure la differenza nel linguaggio si sente". Mihaela sorride. Da qualche sua battuta, mi pare di capire che lei si trova tutto sommato non male dalle nostre parti. Lavorare al negozio non le dispiace, ma si dice "sempre aperta a nuove possibilità, nuove esperienze gratificanti sul piano professionale e magari studiare al tempo stesso".
Le manca, la Romania, dove ha lasciato tanti affetti. Ma qui in Sicilia ha trovato nuove amiche, nuovi amici, oltre ad un'attività. "So quanti problemi - afferma Mihaela - affrontano gli italiani per trovare un lavoro, ma non è lo stesso che in Romania. Io e i miei connazionali, pur tra tante difficoltà, qui troviamo un minimo di speranza". Già, speranza. I romeni, anche quelli più giovani, sentono ancora le conseguenze del totalitarismo comunista di Ceausescu che fino al 1989 aveva fatto della sua nazione un mondo di miseria e senza libertà. Sono passati diciotto anni, dalla fine di quella dittatura. Italia e Romania, oggi, iniziano pian piano a sviluppare interessanti progetti di collaborazione in vari settori, con relative e concrete prospettive occupazionali.
Penso che come Mihaela, tanti romeni perbene soffrono quando le notizie sulle malefatte di loro connazionali in Italia destano allarme in tutta la Penisola, così come soffrono quando sentono parlare delle varie forme di sfruttamento e di mercificazione con cui tante immigrate e immigrati vengono trattati. Come se fossero "cose" e non "persone". Penso anche che secondo Mihaela (lo penso anche se non mi va di parlarle di queste cose tristi) il governo della Romania farebbe bene a tenerseli in casa propria, anziché sguinzagliati e in giro per il mondo, i criminali romeni incalliti. Nel frattempo, lo stato italiano svuota le proprie carceri, rimettendo in giro gente pericolosa anziché assicurarne la rieducazione in luoghi e tempi tali da garantire la sicurezza civica.
Penso che Mihaela è come una delle tante italiane e dei tanti italiani appena emigrati nella Germania della seconda metà del secolo XX o negli Stati Uniti tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento. Come quei tanti italiani e siciliani che hanno avuto, e hanno ancora oggi, bisogno di molto tempo per superare ostacoli in apparenza insormontabili quali i pregiudizi, la diffidenza, le umiliazioni da parte della società indigena in cui hanno cercato di inserirsi in senso produttivo.
Mihaela si è innamorata della Sicilia. Si rivolge alla cassiera del negozio pronunziando anche qualche parola in dialetto siciliano, in tono confidenziale. Forse grazie anche a lei, il nostro patrimonio linguistico locale non andrà perduto del tutto. E forse, siamo soltanto all'inizio di uno scambio interculturale che potrà arricchirci reciprocamente, sul piano morale e su quello materiale. Perché, se abbiamo la fortuna di interagire con persone costruttive e aperte al dialogo, ci rendiamo conto che i confini che separano i nostri popoli ci sono soltanto nelle carte geopolitiche e nella mente che questi confini li vuole mantenere.
Massimo Provenza
Capita spesso di sentir dire...
Capita spesso di sentir dire: "Gli alcamesi sono bravi ognuno a parlar male dell'altro, a sparràrisi insomma". Capita spesso di sentir dire: "Pochi alcamesi hanno il coraggio di assumersi ognuno le proprie responsabilità, di dire faccia a faccia quello che pensano veramente". Capita spesso di sentir dire: "Molti alcamesi sono egoisti e opportunisti". Capita spesso di sentir dire: "Gli alcamesi sono sudditi, non cittadini liberi".
Certo, sarebbe riduttivo pensare che soltanto gli alcamesi abbiano tali caratteristiche, tipiche (la storia insegna) di gran parte del genere umano. E sarebbe inopportuno generalizzare, considerando soltanto la massa e non gli individui. Ogni persona è unica e in continuo divenire, al di là delle necessarie categorizzazioni senza le quali si rivela difficile rapportarsi con il mondo. Una comunità è fatta di persone. Ma una comunità si differenzia dalle altre comunità. Quindi ogni città si distingue dalle altre per le proprie peculiarità, e per molti è facile mettere delle etichette in relazione a tali peculiarità, mentre per altri, che invece preferiscono non usare il metro del pregiudizio o comunque delle facili identificazioni, è più arduo. Ognuno ha le proprie idee. Un cittadino può definire orribile la propria città, mentre un turista può affermare che è bellissima, e viceversa.
Chi però Alcamo la vive, perché vi abita e/o vi lavora, vede quello che Alcamo è secondo la propria opinione o secondo la realtà dei fatti, riscontrabile attraverso la comune esperienza. E mette in rapporto tale realtà con altre, differenti realtà. Scatta forse un sentimento di invidia nei confronti di quest'ultime oppure al contrario un sentimento di orgoglio. Oppure, nulla di tutto questo. Fatto sta che molti sono gli alcamesi e non alcamesi o, più semplicemente, cittadini del mondo, che usano delle definizioni per spiegare ciò che pensano di Alcamo.
E voi, cosa pensate di Alcamo?
Massimo Provenza
Piazza Ciullo o... piazza Cielo d'Alcamo?
La piazza principale di Alcamo, piazza Ciullo dove si trova il Municipio per intenderci, ha un nome sbagliato? Chissà. Mi è capitato di leggere la Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Sicilia, libro scritto di recente dall'illustre storico catanese Santi Correnti. In questo volume, infatti, nella sezione dedicata ai "Misteri e meraviglie della Sicilia comune per comune", relativamente alla provincia di Trapani, Correnti ci fornisce un quadro di alcune curiosità che riguardano Alcamo. A seguito di una lunga attività di ricerca, lo storico riferisce infatti che "il nome Alcamo deriva dall'arabo Alcamah, che indicava una sorta di cocomero (velenosissimo, e perciò non più coltivato)" e che "Alcamo è uno dei tre più importanti centri siciliani per il commercio del vino, assieme a Riposto (Catania) e a Vittoria (Ragusa)".L'analisi prosegue con un riferimento all'epoca risorgimentale. Scrive infatti Correnti che "il barone Giuseppe Triolo di Sant'Anna, alcamese (1816-87), nel 1860, a proprie spese, organizzò le prime squadre di Picciotti, che aiutarono potentemente i "Mille" di Garibaldi, arrivando al numero di circa diecimila. Il duce dei Mille passò da Alcamo il 17 maggio 1860, e in qualità di "Dittatore della Sicilia" (...) vi nominò il siciliano Francesco Crispi 'Segretario di Stato per la Sicilia'".Facciamo un salto in avanti di qualche riga. "E' di Alcamo - prosegue l'autore - la coraggiosa donna Franca Viola, che il 26 dicembre 1965, sebbene "rapita" da un suo focoso pretendente, che era nipote di un potente boss mafioso della zona, non solo rifiutò le nozze "riparatrici", ma denunziò il suo rapitore, e lo fece condannare a undici anni di carcere; e rimase tranquillamente ad Alcamo, malgrado molti le profetassero una montagna di guai; e a suo tempo sposò un bravo giovane, e divenne sposa e madre felice". Correnti cita anche l'agronomo alcamese Girolamo Caruso (1842-1923), il quale "insegnò a lungo Agronomia nell'Università di Pisa, scrisse 130 opere scientifiche, e diresse per quarant'anni la rivista L'agricoltura italiana". Ma c'è - ed ecco che mi ricollego al discorso su Piazza Ciullo - un dato particolarmente curioso che emerge dalle due pagine che l'autore Correnti dedica ad Alcamo in questa sua opera. Si tratta del poeta Cielo d'Alcamo. "Si chiamava proprio così - sottolinea lo storico - e non "Cielo Dal Camo" come vorrebbe qualcuno, per farlo diventare un poeta veneto! E si chiamava Michele, il cui diminuitivo è Cielo (e non Vincenzo, il cui diminuitivo è Ciullo); ma ancora sono in molti a chiamarlo così: e la piazza principale di Alcamo, incredibile ma vero, è intitolata a Ciullo d'Alcamo!".Di sicuro, qualche alcamese ha già letto questo libro di Santi Correnti. Ma sarà proprio così assodato ciò che egli afferma in merito al poeta e quindi al nome della piazza? Se qualcuno ne sa qualcosa in più, ben venga il suo intervento per mezzo di questo blog.
Massimo Provenza
venerdì 7 dicembre 2007
Navigando
Navigo per mare
nel buio della notte.
La bussola e le stelle
mi indicano la via.
Se la barca che tu guidi
è illuminata
e il suo timone
governato con saggezza,
allora non ci scontreremo.
E forse procederemo
seguendo entrambi la stessa rotta.
Ma è sempre giorno, per il mio cuore
che batte, e parla silenzioso
anche quando non lo ascolto.
Massimo Provenza


























































